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11 Febbraio primo giorno di scuola in Nicaragua


Oggi in Nicaragua è il primo giorno di scuola. 
Buon anno scolastico a tutti i giovani e giovanissimi nicaraguensi
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Non tutti i bambini possono tornare a scuola in Nicaragua






Bambini in una scuola a Managua. I Héctor Estepa
  • Il Nicaragua  soffre di gravi squilibri educativi
  • E 'il paese che investe di meno in materia di istruzione
  • Grande differenza tra l'istruzione pubblica e privata
  • La differenza è maggiore tra educazione urbana e rurale
Oggi ritornano a scuola circa 1.3 milioni di bambini in Nicaragua, purtroppo 500.000 resteranno fuori dal sistema educativo 
Si pensa che il numero potrebbe essere più grande, i bambini che lavorano nelle coltivazioni di caffè entreranno a scuola  fra un mese.
Oltre ai bambini che non vanno a scuola, 500.000 stimati principalmente dalle aree rurali, molti di coloro che si iscrivono non riescono a completare i loro studi: "I genitori sono così poveri che passano la vita in cerca di sostentamento di base e si fanno aiutare dai figli " , ha detto Aurora Guardiano Lacayo, fondatrice del Forum Educare, una società civile per  l'educazione del Nicaragua."....escono dalla scuola  migliaia di analfabeti", dice.
Marie Elena Altamirano (Centro dei diritti umani in Nicaragua) dichiara: "il Nicaragua ha i livelli più bassi di permanenza a scuola, solo il 43,8% dei bambini che entrano in prima elementare arriva al sesto grado, di 100 bambini in età scolare, 20 non sono a scuola," 

Ovviamente, la riduzione del bilancio provoca altri disagi, gli  insegnanti non lavorano nelle migliori condizioni, mancanza di libri di testo e scrivanie.
Sempre  Maria Elena Altamirano denuncia "il Nicaragua è il paese nella zona che investe meno in materia di istruzione,con una media annua di 18 dollari per studente in fase di pre-scuola, 198 scuole primarie e 82 secondarie, mentre altri paesi come il Messico e Costa Rica investono una media di 240 per studente per anno, "

 "l'educazione è la chiave fondamentale  per lo sviluppo di qualsiasi paese. Un popolo senza istruzione non può vedere oltre il suo naso"" Denuncia Altamirano



Commenti

  1. Che tristezza, un paese non può uscire dalla miseria se non investe nell'istruzione!

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    1. Proprio così, è questo il punto. L'istruzione è una porta che porta dritto alla soluzione in parte dei problemi di molti paesi.
      Ciao Silvia.

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  2. Invito - italiano
    Io sono brasiliano.
    Dedicato alla lettura di qui, e visitare il suo blog.
    ho anche uno, soltanto molto più semplice.
    'm vi invita a farmi visita, e, se possibile seguire insieme per loro e con loro. Mi è sempre piaciuto scrivere, esporre e condividere le mie idee con le persone, a prescindere dalla classe sociale, credo religioso, l'orientamento sessuale, o, di Razza.
    Per me, ciò che il nostro interesse è lo scambio di idee, e, pensieri.
    'm lì nel mio Grullo spazio, in attesa per voi.
    E sto già seguendo il tuo blog.
    Forza, pace, amicizia e felicità
    Per te, un abbraccio dal Brasile.
    www.josemariacosta.com

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    1. Sono passata dal tuo blog e devo dire che sa di internazionalità.
      Capisco che forse usi google traduzione..... e purtroppo fa perdere un po' di romanticismo alle tue bellissime poesie e ai tuoi bei post.
      Un bel lavoro comunque voler arrivare con la tua poesia in più parti del mondo
      A presto!
      Ciao Josè Maria

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  3. Ciao Silvia...non conosco la realtà di quel popolo... mi sto avvicinando adesso...con te...con il tuo blog...
    mi puoi aiutare tu a capire...
    Un paese nell'ignoranza da meno problemi ed è più facile da gestire o da "raggirare" facendogli credere quello che si vuole...è forse così per loro?! E' forse per questo che non si investe nell'istruzione?...a parte il risparmio economico...ovviamente!
    Spero proprio che i tuoi ragazzi possano apprendere il più possibile...anche grazie a te e a persone come te!
    Ciao Carla a presto

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    1. Ciao Pino, questo paese non è nell'ignoranza perchè sarebbe sbagliato dirlo ma è un paese che sta tentanto di rialzarsi da lunghissimi anni di guerre interne e non.
      Solo negli anni novanta sono apparentemente terminate le lotte, ma i governi oppressivi e gli orrori passati hanno inevitabilmente lasciato il segno.
      Questo popolo, come ho detto altre volte in questo blog, è un popolo in ginocchio che a stento cerca di rialzarsi. A volte sembra che quasi quasi stia bene lì dov'è tanto ha dovuto sopportare soprusi, ma poi si scopre una carica interiore che ti lascia senza fiato.
      Le città ancora portano i segni delle guerre anche se di progresso ne è stato fatto. Piano piano..... e con volontà.
      L'educazione scolastica è un grosso problema e ce ne sono ancora tantissimi altri da risolvere.
      Proprio l'altra sera sedute sulle sedie a dondolo abbiamo parlato con le ragazze di come erano i tempi della guerra. E' stata una conversazione davvero emozionante ed ho capito ancora di più questo popolo.
      Presto condividerò questi racconti nel blog.
      Ma al presente ci sono molto storie che vale la pena conoscere di persone che vivono ancora oggi una realtà molto triste e fatta di povertà senza contare però che questo paese ha una cultura meravigliosa che come sempre l'uomo "straniero" ha in parte spazzato via e la natura poi è spettacolare. In questo blog ho parlato per esempio degli indiani che vivevano qui e la gente che mi circonda che è poi la loro generazione.
      Insomma per dirla molto brevemente è dalla conquista spagnola che questo popolo lotta per vivere in pace su questa terra.
      A presto Pino!

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  4. Terribile Carla. È come se il destino di questo popolo non potesse mai piú cambiare, senza un' istruzione minima garantita a tutti. Ma credo che il Nicaragua non sia solo, purtroppo. Un abbraccio e buin lavoro.

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    1. No, purtroppo non è l'unico. molto spesso ho proprio questa sensazione e cioè che questo popolo non possa mai più rialzarsi. Ci sono le nuove generazioni però che hanno davvero tanta voglia di ricominciare e di sapere e questo da molte speranze.
      un caro saluto Linda.
      A presto!

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  5. Come Pino, qui apprendo, confessando l'assoluta ignoranza su quel Paese.
    La mancanza d'istruzione, o la limitata sua diffusione, è foriera di cose brutte; basta pensare all'Italia d'anteguerra, dove l'analfabetismo è stato strada maestra all'avvento del fascismo.
    Chi non sa è più facile da governare, qualsiasi bugia venga propinata, senza un riscontro culturale, viene accettata.
    Ciao, buon anno ai piccoli che fortunatamente hanno accesso alla scuola.

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    1. E' proprio così una persona ignara di tutto è più facile da dominare.
      Il Nicaragua è uno sconosciuto per molti e quindi è come se vivesse ai margini della terra. Questo è anche dovuto al fatto che per un Nicaraguense è molto difficile uscire dal Paese. In effetti non ci sono molti nicaraguensi emigrati. Al massimo se escono dal Nicaragua la maggioranza emigra nella confinante Costa Rica.
      Con Haiti è il paese più povero delle Americhe ma da ultimi sondaggi si sta riscontrando che il Nicaragua sta battendo Haiti in fatto di povertà. Eppure pare che nessuno, proprio nessuno, parli di questa gente.
      Le persone mi raccontano molto spesso della loro povertà ma nello stesso tempo è gente fiera della propria storia e della resistenza a tutte le dominazioni subite.
      Questa mancanza di necessità primarie porta inevitabilmente il Paese a livelli di delinquenza che sale sempre più.
      Poveri che rubano ai poveri, violenza di strada sempre su poveri, si sta sempre guardinghi ad ogni piccolo sospetto di pantilla.....
      Ma io ripeto sempre che saranno i giovani a sollevare questo paese a patto però che non arrivi nuovamente qualcuno a soffocare la crescita con altri soprusi.
      Grazie per essere passato da queste parti.
      A presto!

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  6. L'istruzione è molto importante, è la più alta difesa della libertà. L'istruzione alimenta il dubbio, la curiosità e deve poter essere alla portata di tutti.
    Buona serata e complimenti per questo post

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    1. Certo ed io non mi stancherò mai e poi mai di dirlo...
      Ciao Vilma, a presto!

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