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Dove dal nulla può nascere un biscotto

Questo è un paese difficile l’ho sempre saputo,  oggi mi pare ancora più difficile! Lo so che passerà questa sensazione, con calma però lasciatemi sognare i biscotti italiani quelli che si comprano in un qualsiasi negozio o supermercato, per esempio le “macine” o le “gocciole” o i “tarallucci” o “le campagnole”…….. per voi che siete in Italia basta allungare il braccio sullo scaffale e posare nel carrello, qui, in Nicaragua, non è così, alla mattina ci si sveglia soffocati dal caldo, se mai nella notte avessimo dormito,  come se ci fosse una stufa accesa a tutta birra vicino e con una gran voglia di biscotti “italiani” per noi italiani, per gli americani una gran voglia di muffin………… o per meglio dire una di quelle colazioni italiane o americane che oltre al sapore hanno anche un profumo tutto particolare. Niente paura anche qui in Nicaragua ci siamo attrezzati bene. Qui dove siamo non ci sono supermercati o negozi ma soprattutto non ci sono alimenti che noi solitamente usiamo. Quindi spulciando in quelle che qui chiamano pulperie o minisuper e riusciamo a trovare qualcosa che riesca a renderci la vita meno difficile. Fermiamoci un attimo, cosa sono le “pulperie”? Dunque le pulperie non sono altro che piccolissimi punti vendita all’interno delle “case” della gente locale dove si possono trovare alimenti di primissima necessità quali uova, farina di mais, riso, patate, pomodori, carote, cipolle…….. tanto per rendere l’idea! Le donne del posto cucinano in forni di pietra i biscotti e le tortillas fatti di mais e le pulperie le rivendono. Chiunque qui può aprire una pulperia, basta dedicare un angolo della propria casa a questa attività e così molti sbarcano  il lunario. Il concetto di negozio italiano o supermercato dobbiamo proprio dimenticarcelo……… ma torniamo a noi cioè  a cosa ho deciso di fare per rendere la colazione più allegra. Ho trovato uova (quelle si trovano sempre basta stare attenti a come sono conservate) ho trovata la onnipresente farina di mais, zucchero a grani grossi ma va benissimo, latte, e………… mi balena nella mente che ho ancora granella e dei mango che mi hanno regalato, i mango sono meravigliosi qui, spettacolari, spesso a colazione me ne mangio un paio, sono grossi come pere e sono rossi e verdi…….. lo so……….. non riuscite ad immaginarli, farò il possibile per mostrarveli……..


Quindi decido di fare i biscotti “con quel che ho trovato”, ecco la ricettina: 2 uova, 3 mango, 400 g. circa di farina di mais, 3 cucchiai di zucchero, un bicchierone di latte, un cucchiaino di lievito (abbiamo la scorta) e un cucchiaio di granella di zucchero colorata ossia la nostra codette ma forse un po’ più grossolana  (qui la usano molto, anche la mia nonna Sabatina la usava nelle sue ricette pugliesi). Mescolo tutto con una forchetta fino ad ottenere un bel composto morbido e poi a cucchiaiate lo ripongo nelle teglie che per miracolo ho trovato al minisuper, in Italia queste teglie sono usa e getta qui invece serviranno per molto e molto tempo ancora perché sono un vero lusso.  Inforno nel nostro meraviglioso e quasi unico nel villaggio forno a gas, al momento della sfornata è una festa…… domani quando ci sveglieremo avremo voglia di correre in cucina a colazione perché ci saranno i biscotti ……………… e così le nostre attività giornaliere saranno giocose……. abbiamo già pensato alle varianti come pezzi di cioccolato al posto del mango  oppure le banane che qui sono di casa……..sì sì dovrò dar loro un nome, cosa mi consigliate?
Qui c’è un bel gruppetto di italiani volontari, che fa parte di questo cast meraviglioso e, credetemi, questo cast è davvero strabiliante……. forse vi sembriamo un po’ pazzi se ci esaltiamo per un biscottino ma è in posti come questi che si riscoprono le piccole cose che ci rendono felici è qui che impariamo dalla gente del posto a riscoprire il vero significato delle cose semplici  come ad esempio……. Un biscotto cucinato “con quello che ho trovato"!

 i mango
 .....impasto.....
aggiungo la granella o codette
Pronti da infornare nelle teglie usa e getta ora diventate usa e riusa
eccoli pronti!
guardate cosa c'è per colazione!
ce ne sono 23, per quanti giorni dureranno?

Come li chiamiamo? Ehi cast Aiutatemi!

Commenti

  1. ...gnam gnam...questi biscotti sono davvero buoni, li ho appena assaggiati...perciò non sono più 23 ma......20....sono proprio buoni! Dunque, potremmo chiamarli...Mangotti...oppure biscotti a pois (ho una passione per i pois, ma questi sono a pois davvero!), o altra proposta...cookies di mango...qualunque nome avranno, domani avrò tanta voglia di fare colazione....

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  2. Wow.... sembrano bellissimi! Brava mamma.... averti qui in Nicaragua, dopo 4 anni vivendo lontano da te... rende questa vita molto più semplice! Grazie di tutto.... e dopo, mi raccomando porta i mangotti a casa mia! :)

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  3. Quindi por Diana e Valentina questi biscotti dovrebbero chiamarsi "Mangotti"......... si accettano altre proposte però.

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  4. Ma che belli... e devono essere anche molto buoni! Brava Carla sei proprio grande! Mi piacciono molto le cose che hai scritto sul riappropriarsi della gioia che danno le piccole cose, pensa che è una sorta di gioco che da qualche settimana sto facendo con mio marito e sul quale intendo poi scrivere un post. Ci siamo fatti un bel foglio dove scriviamo tutte le cose che dobbiamo fare un po' per forza, poi ci diamo un punteggio e alla fine un premio che deve consistere in una piccola cosa che con il modo di vivere veloce e consumistico che c'è qui è stata svuotata del suo significato. Piccole cose vissute come piaceri , come premi per aver portato a termine un'incombenza e soprattutto riscoperte fino in fondo. Comunque lo racconterò più dettagliatamente in un prossimo post. Ciao, ti abbraccio e ricordati che ti ho sempre nei miei pensieri.

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  5. Brava Carla, hai avuto una bella idea, io li chiamerei "Mango por idea" anche se forse sarebbe un nome più appropriato per dei biscotti in africa che in Nicaragua. Poi quando Diana ti dice di portarglieli, potresti risponderle... Mango por idea!!! me li mangio tutti io. Ciao un bacione Ily

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  6. ciao Carla, speravo di trovare una rispostina, ma ti piace la mia idea per il nome dei tuoi biscotti che ormai saranno finiti? un bacione Ily

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    1. Hai ragionissimo Ilaria meriti sicuramente una rispostina ma stiamo valutando .....todavia! Dico "stiamo" perchè non sto sondando da sola. Per esempio tra Mangotti e Mangoporidea, beh sono bellissimi tutti e due. Abbiamo lavori in corso per un'altra ricettina al mango e credo che li useremo tutti e due. Grazie di essere passata dal mio blog, mi raccomando passa ancora, avremo tante cose da dire. Perdona la risposta tardiva ma è proprio solo una questione di tempo e non si ripeterà più. Promesso!

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  7. Non sapevo che anche mamma di Diana vive in Nicaragua...
    Creare qualcosa da zero è davvero fantastico...
    Inoltre questi biscotti sono molto invitanti... e se pensare che sono passa per il mango... vorrei assaggiarli davvero...

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    1. Ciao Titti, sì anch'io vivo in Nicaragua in modo temporaneo ossia faccio la spola tra Italia e Nicaragua. Due paesi completamenti diversi pur essendo latini entrambi. E' appassionante conoscere modi di vivere differenti e cercare di comprenderne le tradizioni anche quelle molto lontane culturalmente da noi, ad esempio leggendo il tuo blog di possono conoscere scorci di vita giapponese davvero interessantissimi. Grazie ancora!

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