martedì 2 luglio 2013

TIPITAPA

Bene! abbiamo lasciato Juigalpa, non sono mancate le lacrime e le crisi, meglio non pensarci, ce ne siamo andati con le valigie piene di lettere che col tempo ricambieremo. L'emozione è stata molto forte, si dice che ci si abituata agli spostamenti, non è così però, non ci si può abituare a lasciare persone splendide. Ci potremo rivedere solo se saremo noi a tornare da loro poichè loro non hanno e forse non avranno mai la possibilità di viaggiare. 
A Juigalpa abbiamo lasciato molto, moltissimo e non potremo mai dimenticare i nostri fantastici giovani che ora sono pronti ad affrontare la loro vita e spiccare il volo per volare in alto in alto ed ora siamo a Tipitapa. 
Tanto ne avevo sentito parlare ma mai l'avevo vista questa città situata tra 2 laghi e che fa parte del dipartimento di Managua, siamo quindi usciti dal dipartimento di Chontales con le sue fincas e i suoi campesinos, lasciamo il capoluogo Juigalpa che ci ha ospitati con tanto affetto.
Ora siamo a circa 20 minuti da Managua la capitale e, fatto positivo, abbiamo vicino l'aeroporto del Nicaragua. Non c'è mai un volo diretto per venire qui anche se il Nicaragua è provvisto del meraviglioso mar dei Caraibi. Gli scali sono tutti o a San Juan (Costa Rica) o Guatemala o Panamà o Miami, quindi avere l'aeroporto vicino è un gran bell'affare. 
Ci hanno messo un po' all'erta dicendoci che è una città con molta delinquenza, assalti, violenza, droga e furti.
Ok, dobbiamo stare tranquilli, così dice la gente del posto, basta usare le precauzioni, certo, poi ci guardano (...e si guardano tra loro) e dicono "beh, voi siete stranieri, tenetevi sempre qualche soldo in tasca e non fate resistenza...."
Un po' di apprensione ce l'hanno messa, senza dubbio, tanto più che ci hanno anche ragguagliato bene circa le condizioni igieniche di questa città: tanta immondizia per le strade, così ci hanno detto. Staremo a vedere!
Per ora abbiamo già appurato che l'acqua non c'è per tutto il giorno e arriva solo di notte, l'elettricità manca molto spesso, pare però che qui nessuno si lamenti, sembra che tutti siano abituati e non abbandonino mai il sorriso mentre io mi sento nervosissima quando apro il rubinetto e non esce nulla, così riempiamo bidoni e bidoni e il lavoro sembra non finire mai.  Certo noi abbiamo la cisterna ma l'acqua manca così spesso che la povera cisterna non si riempie mai.
Ecco svelato perchè non riesco più seguire il mio blog, se non c'è l'elettricità non c'è internet.
Qui si riesce ad ottenere una linea internet ancor prima di ottenere una linea elettrica, pazzesco ma è così. Per diversi giorni abbiamo perso i contatti con i nostri amici italiani, non c'è più l'assiduità delle connessioni come prima.
Abbiamo già vissuto "l'ebrezza" della pioggia tropicale, quella che ti entra in casa e non è dalla porta che entra la pioggia..... abbiamo superata anche questa prova ma staremo a vedere che cosa ci riserva la prossima "pioggia".

Abbiamo compreso molto bene che questa assegnazione non è e non sarà per nulla facile anche se è vicina alla capitale. Proprio oggi ho sentito voci di strada che dicevano che Tipitapa è tra le 3 città del Nicaragua più violente. Una è Managua, poi c'è Tipitapa, devo ancora scoprire qual'è la terza.
Bene! proprio ora è andata via ancora la luce e questo post lo potrò pubblicare solo quando ritornerà. E' sempre così! Sono tornata alle candele, o meglio ai lumini, ci si dovrà fornire di altre torce, questa vecchia atmosfera però ci piace solo fino a quando non ci fermiamo a pensare che l'atmosfera non è antica ma molto povera.. 
Per le strade i ragazzini e i bambini applaudono, c'è qualche candela che si accende qua e là e poi sento il rumore di un pallone preso a calci, stanno giocando a calcio nel buio più totale, solo qualche candela.... la amo questa gente, sì la amo davvero!

TIPITAPA.... il nome mi piace molto, sa proprio di America Latina, Centro America.

Non mi fermerò qui a Tipitapa per molto purtroppo, il mio biglietto di ritorno per l'Italia è per il 6 luglio quindi  devo tornare in Italia, sabato saluterò tutte le persone magnifiche che ho conosciuto in questi giorni e il mio desiderio sarà quello di sempre, 
ritornare!
Un pescatore getta la sua rete mentre si trova in una strada allagata in Tipitapa, 25 km a nord di Managua, Nicaragua, (AP Photo / Esteban Felix) 



14 commenti:

  1. noi siamo abituati a tutte le comodità di questo mondo ....che è difficilissimo capire come in determinati punti della nostra bellissima terra ci siano ancora posti cosi dove si combatte per l'acqua o la luce ....ma l'aiutare l'altro non ha prezzo penso ...e quello che tu stai facendo penso ripaghi di quei giorni senza acqua ......un'abbraccio carla....

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    1. E' proprio così, ogni giorno si combatte per un po' di acqua e un po' di luce. Non sembra possibile, lo so bene. Poi torno in Italia (ma sarebbe così in qualunque paese industrializzato) e vedo uno spreco di questi preziosi elementi che mi lascia inebetita e anche depressa.
      Questo mondo è tutto sbilanciato.
      Ciao a presto!

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  2. Ciao Carla, finalmente ti ritrovo, e in più con la notizia che stai per tornare. Naturalmente sentirò il racconto di tutte queste cose dalla tua voce e con te seduta davanti a me...e sarà tutta un'altra cosa.

    Spesso noi diamo per scontate cose come l'acqua e l'elettricità ed invece sono dei beni preziosi di cui dovremmo avere il massimo rispetto, purtroppo l'abitudine fa si che non diamo più alla cose il loro giusto valore.
    Ti aspetto, un bacione.
    Antonella

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    1. Sicuramente verrò a trovarti, anch'io ho molta voglia di vederti nella tua casetta sempre accogliente.
      Sai che qui si impara anche a farsi la "doccia" con i secchiellini, ti spiegherò poi bene.
      Ciao Antonella, ci vediamo presto!

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  3. Ciao Carla,
    lasciare un posto al quale siamo legati ci porta sempre tristezza, soprattutto quando da certi posti ricevi tanto.
    Ti auguro un buon ritorno a casa ;)
    ciao ciao

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    1. Non immagini quanta tristezza. Ma voglio ritornare, l'anno scorso ci sono riuscita e vedremo come sarà per la prossima volta.
      Ciao Audrey.

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  4. Che mondo incredibile! Così lontano dal nostro. E molto più autentico, più naturale anche se molto più faticoso.

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    1. Non si può immaginare quanto sia dura, ma io, anzi noi, ci riteniamo più fortunato perchè non dobbiamo andare al pozzo a prendere l'acqua tutte le mattine. Non dobbiamo macinare il mais, non dobbiamo accendere il fuoco per il cibo. In fondo anche se per noi è difficile abbiamo le cose di prima necessità e non chiediamo di più guardando cosa ci circonda.
      Ciao Ambra, a presto!

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  5. Ciao Carla...finalmente! E' bello rileggerti...bello è rileggere le tue emozioni, ...delle tue apprensioni un pò meno!
    Riesci a condensare come sempre in poche righe tutto il bello che fai...fate per quelle persone, ma anche tutto il bello che ricevete...da quelle persone!
    E quando scrivi parole così, immaginando il contesto in cui sei, mi commuovo anche un pò:

    "...è andata via ancora la luce e questo post lo potrò pubblicare solo quando ritornerà. E' sempre così! Sono tornata alle candele, o meglio ai lumini, ci si dovrà fornire di altre torce, questa vecchia atmosfera però ci piace solo fino a quando non ci fermiamo a pensare che l'atmosfera non è antica ma molto povera..
    Per le strade i ragazzini e i bambini applaudono, c'è qualche candela che si accende qua e là e poi sento il rumore di un pallone preso a calci, stanno giocando a calcio nel buio più totale, solo qualche candela.... la amo questa gente, sì la amo davvero!
    ...e il mio desiderio sarà quello di sempre,... ritornare!

    Grazie Carla per gli "stralci di umanità" che ci trasmetti.

    Un abbraccio.

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    1. Grazie Pino, sei sempre molto gentile e mi piace vedere che ti soffermi sui particolari. Hai ragione che si legge anche molta apprensione, purtroppo è inevitabile. Qui tutto sembra grandissimo come le nostre emozioni e a volte penso che, un giorno o l'altro, il cuore ce lo lascio qui letteralmente....
      A presto!

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  6. Ti auguro un buon ritorno a casa, il tuo cuore in questo momento è diviso a metà ma sono sicuro che molto presto ritornerai da questa tua seconda bellissima famiglia.
    Un abbraccio
    Xavier

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    1. Ci hai preso in pieno, un cuore in Italia e un cuore qui. E' dura, durissima ma non voglio cambiare questa situazione per ora.
      A presto Xavier!

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  7. finalmente carla.. mi sei mancata.
    Buon rientro allora, anche se immagino già che la nostalgia per il tuo Nicaragua sarà tanta.
    un abbraccio

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    1. Chiara, è sempre bello "vederti" qui. Sì, grande tristezza che sarà seguita da nostalgia. Il Nicaragua ti entra proprio dentro fino al midollo.Starò a vedere cosa mi riserva il futuro.
      Ciao Chiara, a presto!

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