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El callejón de la muerte

Quando l'ho sentito nominare per la prima volta ho davvero avuto un sussulto ed ho avvertito un senso di paura.
LA PRENSA

El Callejòn de la muerte è un vicolo con un entrata larga a forma di imbuto che va stringendosi fino al punto più stretto che è appunto El callejòn de la muerte


Si trova in uno dei più importanti mercati del Centro America, il Mercado Oriental a Managua (Nicaragua).
Un vicolo tetro, si percepisce immediatamente che da lì non sai se ne uscirai e se ne esci non ne uscirai illeso.  

La Prensa 
Ai bordi vi sono  piccole stanze fatte di assi di legno dalle quali si intravvedono brande e sedie di plastica. 
Sulle porte ci sono le donne che chiamano i passanti con un richiamo che tenta di apparire sensuale. 
Si pitturano le unghie, si mettono il rossetto, le gambe leggermente aperte dicono: "Amor venì ve, vas a entrar?" Hanno una regola queste donne: Chi "lavora" lì non deve rubare ai clienti, altrimenti se ne deve andare. 
I bambini giocano seminudi lì accanto a rigoli di acqua puzzolente e putrida.
Lì vicino c'è anche la vecchia sala cinematografica "México" che presenta solo films pornografici.



Droga, spaccio, violenza, pedofilia, stupri, assalti, sono la regola.
Come dappertutto diranno alcuni. Certo, proprio così! Ma non meno drammatico.

Una volta erano solo piccoli assalti. 
Erano LOS HUELEPEGAS (i bambini dipendenti dalla colla) e gli ubriachi  che strappavano le borse alle donne o a chi entrava nel vicolo solo.
Ora non si strappano solo le borsette; la gente nasconde i soldi o gli oggetti preziosi,  è quindi comune che i ladri infilino le mani nei pantaloni e nelle gonne cercando la refurtiva nascosta. La resistenza è molto pericolosa. Tentare di scappare potrebbe risultare fatale.

Ora il ladro non è solo ladro e neppure solo violento, va rubando ed accoltellando. Ora si spara, si colpisce con macete, si pugnala, si sfregia, si uccide. 
Come un gioco la morte ruota intorno a chi vi entra.. 
Fanno da contorno  gli odori, i suoni di vecchie radio che trasmettono solo musica latinoamericana.

Las pandillas si sfidano incuranti di chiunque. 
Non sei un pandilleros se non dimostri che sai uccidere. 
Tutti i pandilleros hanno segni sul corpo, cicatrici profonde che segnano lotte tra bande che raccontano gli scontri. 
Qualcuno di loro ha dei segni sul volto, sono come tatuaggi a forma di lacrima. 
C'è chi ne ha una, chi più di una. 
Ogni lacrima tatuata rappresenta un assassinio commesso. 

Quella è la terra di nessuno, ne polizia, ne vigilanti, neppure il ministero della salute entra en el callejòn de la muerte. 

La Prensa

Ricevo una telefonata in piena notte. 
Le 3  qui in Italia, le 19 in Nicaragua. 
Sento le voci dei miei figli e questo mi tranquillizza immediatamente ma ho già capito che qualcosa è successo. 
Ci scambiamo giusto qualche parola di convenevole... ma l'orario della chiamata è molto strano quindi veniamo subito al dunque:
- Mamma ci hanno assaltato, ci hanno rubato tutto,  non abbiamo più niente -  A quel punto non smetto di fare domande, 
- Mercado Oriental? Vicino al Callejòn de la muerte? 
- No, eravamo al centro residenziale di Managua per accompagnare amici all'aeroporto.
Riesco ad estrapolare dalle mille parole che gli  assalitori hanno puntato una pistola e che erano certamente pandilleros probabilmente fatti di colla, e pensare che tutto si è svolto in un barrio residenziale quindi teoricamente non pericoloso dove circolano polizia e vigilanti, ma tutti hanno paura.

Per fortuna hanno chiamato, preferisco saperlo da loro piuttosto che dagli altri per mezzo di skype o whatsapp, sento la loro voce lì in diretta e seppur spaventata riesco a tranquillizzarmi.

Non dormo per giorni. I miei ragazzi sono tutti là. 
Non mi devo soffermare a pensare a quella notte. 
Mi sento male al solo pensiero. 
Ora stanno bene! 

Ora che è passato un po' di tempo e, pensandoci bene, mi dico che non è indispensabile essere in America Centrale o da qualche altra parte del mondo per morire ammazzati per cose futili e senza una ragione.
I fatti di cronaca attuali sono sconcertanti,  la paura è tanta e lo percepisco dai commenti delle persone che incontro.  
Regolamenti di conti e non... ogni giorno, morti innocenti e non... ma pur sempre assassinii. 
Assassinii fra le mura domestiche, pestaggi, basta un nulla, un insulto fa crescere la rabbia omicida che si trasforma in fatti. 
Un mostro inarrestabile questa furia!

Ma che sto facendo? Mi preoccupo se i miei ragazzi sono in Nicaragua? 
In realtà ne sono terrorizzata, so com'è, ci ho vissuto. 
Alcuni luoghi sono territori di guerre fra bande ma ormai è difficile stabilirne l'ubicazione con certezza a parte el callejón de la muerte ma so anche che lì non ci si reca.

Non prendiamoci in giro, in certi luoghi l'Italia (o l'Europa) è peggio  del callejón de la muerte e del Mercado Orietal de Managua. Oggi è così, domani sarà così, basta aprire i giornali, Quella che abbiamo noi nella nostra bella terra è una criminalità organizzata che uccide con o senza pistole. 
Abbiamo farabutti e mascalzoni ovunque guardiamo.


MAFIA - COSA NOSTRA - CAMORRA - SACRA CORONA UNITA- NDRANGHETA 
ora qualcosa di scandalosamente nuovo è sorto o risorto

NON CI FACCIAMO MANCARE PROPRIO NULLA
SE MI E' SFUGGITO QUALCOSA INFORMATEMI...



carlafamily

Commenti

  1. Cara Carla, certi racconti fanno veramente rabbrividire, se pensi a coloro che lo devono veramente vivere tutto questo
    è veramente mostruoso. Ciao e buona settimana cara amica.
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio così Tomaso, difficile pensare che ci siano persone che vivono in questi luoghi. Hai deto bene...mostruoso!
      Ciao e a presto!

      Elimina
  2. Troppa violenza nel mondo e non si vede niente di buono all'orizzonte.
    Saluti a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì Cavaliere oscuro, neppure uno spiraglio di luce, ma prima o poi una luce dovrà pure sfondare questa cortina di ingiustizie.
      Ciao e buona giornata !

      Elimina
  3. ti capisco, sia per l'ansia riguardo ai tuoi figli che per tutto il marcio che questo mondo sforna continuamente.Sapessi Nicaragua e Napoli come si somigliano, nel bene e nel male.
    ciao Carla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io dico sempre che questo è la parte oscura della medaglia per le scelte di vita che abbiamo fatto come famiglia. Tante gioie ma anche tanti spaventi.
      Un caro saluto S.

      Elimina
    2. già Carla, non sai quanto hai ragione.

      Elimina
  4. Beh, i tuoi ragazzi sono praticamente stati derubati in pieno centro... ma la mia domanda è: perché qualcuno, magari proprio da solo, entra nel vicolo della morte? Che ci va a fare, sapendo il rischio che si corre? Oo
    Non credo ci sia motivo così valido per andarci...

    Moz-

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    Risposte
    1. Caro Moz, in questi vicoli non si entra da soli ma neppure in due se non si é accompagnati da qualcuno esperto o conosciuto del luogo. Purtroppo é proprio in questi luoghi che si trovano le persone più disagiate. Associazioni umanitarie e giornalisti entrano ma scortati e con le precauzioni adottate a 360 gradi.
      Esempio il post dei bambini del basurero.
      A presto Moz

      Elimina
  5. Già il nome spaventa se poi cerco di immaginarla mi vengo i brividi...mamma mia!!!!Comunque concordo con Moz
    buona serata e buon inizio settimana un abbraccio

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    Risposte
    1. Sì è da brivido, non c'è alcun dubbio, e non bisogna assolutamente avventurarsi in quei luoghi soli.
      Ciao cara Audrey

      Elimina
  6. Posti così ci sono e ci saranno sempre fino a che non si riuscirà ad applicare cio che era nel pensiero di Gandhi "apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verità, la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino". Ma un bambino che nasce in un posto così cosa può imparare?Da mamma e da nonna mi si strige il cuore....
    Gio

    RispondiElimina
  7. Quei bimbi o giovani che nascono e crescono in quei luoghi possono solo sperare che qualcuno gli infonda una speranza per il futuro. Per loro il mondo è tutti lì in quel barrio, l'unica alternativa è il mondo delle telenovelas che li stordiscono ancora di più. Per loro la violenza, lo stupro fa parte del loro mondo che accettano passivamente. È per questo che hanno bisogno di capire che fuori da quei barrii c'è qualcos'altro. Qualcuno glielo dovrá pur dire ma con tutte le precauzioni del caso.
    Purtroppo le mamme e le nonne hanno dovuto subire la stessa sorte. Sì è molto triste.
    Ciao Gio

    RispondiElimina

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