lunedì 23 aprile 2012

C'erano una volta gli indiani (1)


C’era una volta, cinquecento anni fa,  una tribù di nativi americani che viveva nei pressi del maestoso lago Cocibolca il cui capo si chiamava Nicarao, da cui pare derivi il nome “Nicaragua”. Questa tribù viveva in una striscia di terra tra l’Oceano Pacifico e  il lago oggi detto di Nicaragua.  Colombo aveva già scoperto il nuovo mondo e gli spagnoli iniziavano ad esplorare il paese.

Il capitano Gil Gonzales Davila  partì dall’odierna Costa Rica e salì verso nord con i suoi uomini fino ad addentrarsi nelle terre di Nicarao. Erano posti sconosciuti e sicuramente gli esploratori erano in apprensione ma quando incontrarono il capotribù Nicarao sicuramente tirarono un sospiro di sollievo. La tribù accolse gli spagnoli con grande ospitalità e generosità, queste caratteristiche sono un tratto della personalità dei nicaraguensi, la popolazione donò agli spagnoli molti doni tra cui un’enorme quantità di oro.  Il capotribù Nicarao aveva molte domande da fare a questa nuova gente appena arrivata nella loro terra, domande che teneva dentro di se da tantissimo tempo. Nicarao era un uomo curioso  e per lui fu sicuramente una gioia conoscere gente che proveniva da chissà quale parte del mondo.  Secondo le cronache del tempo Nicarao fece alcune di queste domande al capitano Gonzales: Come fanno il sole, la luna e le stelle a muoversi? Come riescono a rimanere sospesi in cielo? Quanto distano da noi? Un giorno smetteranno di brillare? Da cosa ha origine il vento? Qual è la causa del caldo e del freddo, della luce e del buio? Perché nel corso dell’anno la durata del giorno cambia?
Tra i due capi ci furono svariati colloqui, dopodiché Nicarao accettò di giurare fedeltà alla Spagna riconoscendone quindi la piena autorità.
Dopo questo incontro il capitano Gonzales si diresse verso la tribù Chordega, di questa tribù faceva parte un leggendario guerriero di nome Diriangen molto abile nei combattimento.
Il capitano Gonzales incontrò anche questo guerriero che lo accolse con grandi regali, e come con il capotribù Nicarao  chiese a Diriangen di giurare fedeltà alla Spagna e il riconoscimento dell’autorità spagnola.
Diriangen chiese tre giorni per pensarci e li trascorse tutti osservando gli invasori, contando il numero dei soldati e studiando ogni loro mossa  per capire quale fosse  in realtà la loro potenza militare. Diriangen non aveva nessuna intenzione di sottostare alla politica spagnola tanto meno di accettare la religione della Spagna.
Trascorsi i tre giorni Diriangen raccolse 4000 guerrieri e attaccò gli spagnoli. Diriangen fece altri tentativi per salvare le sue terre dagli spagnoli ma gli eserciti e le armi che usavano gli eserciti occidentali erano troppo forti, la tattica di guerra degli invasori era decisamente troppo raffinata  mentre gli indigeni erano armati di tantissimo coraggio. Diriangen had no intention of allowing Captain Gonzalez baptize them, or to make any allegiance to Gonzalez or to Spain. By the end of the three days, Diriangen, with over 4,000 of his tribe, attacked the expedition, capturing one of them and wounding several others. At the end of 1524, Francisco Hernandez de Cordoba completed the conquest of the region, and founded the cities of Leon and Granada.
Così nel 1524 Francisco Hernandez de Cordoba completò la conquista di una regione del Nicaragua  e furono  fondate le città di Leon e Granada.

Le popolazioni nicaraguensi subirono un trattamento atroce, si trattò di un vero e proprio genocidio. Non valsero a nulla tutti gli sforzi del loro primo leader Diriangen a fermare gli spagnoli. Secondo la cronaca dell’epoca si stima che prima dell’arrivo degli spagnoli e al momento della conquista in Nicaragua vi fossero due milioni di indigeni, alla fine della conquista ne rimasero 400 mila, l’80% era stato ucciso.

Del capotribù Nicarao e del suo desiderio di conoscere il genere umano nella sua completezza e fiducioso di essere ricambiato non rimane che una statua così come rimane una statua del coraggioso guerriero Diriangen che ancora oggi i nicaraguensi  riconoscono come loro eroe.
Ho voluto raccontarvi molto sinteticamente una piccolissima parte della grande storia del Nicaragua che assomiglia alla storia di tanti paesi dell'america latina e dove si mescolano realtà e leggenda dei grandi popoli indiani d'america. Una storia che nessuno racconta ma che davvero vale la pena conoscere perchè un popolo si riconoscere dal suo passato.

Parlerò ancora della storia del Nicaragua perchè vorrei far conoscere questa terra e la sua gente.


NICARAO
DIRIANGEN


Gil Gonzales Davila

Ora in Nicaragua Rimangono solkkkk






13 commenti:

  1. Ciao Carla, molto bello e interessante. Guarda, sono contentissima di questa " cosa" dei blog, perchè si imparano tante cose. Per esempio io della storia del Nicaragua non so niente e probabilmente non me ne sarei mai interessata, invece arrivi tu , con iltuo blog, e io mi appassiono e aspetto con ansia la prossiMA "PUNTATA" Ciao,un abbraccio Antonella

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    1. Bene! Quindi mi documenterò bene, lo farò anche attraverso la gente del posto. Mi piace vedere cosa è stato tramandato dai loro antenati sia attraverso i libri che attraverso le persone. Sarà molto bello e soprattutto mi affascina.

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  2. È vero, questa finestra sul Nicaragua è molto interessante.
    Alla prossima puntata allora ;)

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    1. Quando ho aperto la finestra sul Nicragua ho provato davvero un'emozione, ero nella terra degli indiani, la terra di mezzo. Più sfoglio la sua storia più sono curiosa. A presto quindi!

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  3. Io ho imparato ad amare questa terra e sono convinta che ci siano dei racconti ed aneddoti molto interessanti che molte più persone dovrebbero conoscere. Sono contenta che tu ne stia parlando!

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    1. Mi piace davvero questo popolo, la storia che racchiude non dovrebbe passare inosservata. Nel mio piccolissimo mondo vorrei dare voce a questa gente e spero di farlo nel modo più delicato possibile. Grazie per avermela fatta conoscere ma soprattutto apprezzare.

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  4. che storia affascinante e allo stesso tempo anche che suscita un pochino di rabbia per come sempre gli occidentali hanno usato la forza per ottenere i loro scopi... le due facce dell'uomo, quella buona e intelligente curiosa di scoprire i misteri dell'universo e della natura e quella brutale e assassina che stermina interi popoli :/ io spero sempre che la storia possa anche insegnarci a non ripetere certe atrocità :) bello scoprire cmq tutte queste cose sul Nicaragua da te e da voi che siete.. i nuovi eroi del Nicaragua ;)

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    1. Wow, definirci eroi, ma grazie davvero anche se in realtà ci sentiamo piccoli piccoli di fronte alla vastità che ci circonda. Comunque anche tu in fatto di eroismo non scherzi viste le opinioni coraggiose che dai nel tuo blog.

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  5. Il bello dei blog è che si impara tanto gironzolando piacevolmente quà e là. A presto e buon 25 aprile!!!

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    1. E' proprio vero, credo che condividere con gli altri ciò che conosciamo e viviamo sia davvero una fonte di enorme ricchezza. Un caro saluto!

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  6. Ciao Carla, ti aspetto da me, hai nuovamente un premio da ritirare. Ciao Antonella

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  7. Adesso anche Nicarao e Diriangen fanno parte delle mie conoscenze. Conosco poco del Nicaragua ma mi hai fatto venire il desiderio di ampliare quel poco che so. Grazie per questo post.

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    1. Scriverò ancora di questo Paese, ha molto da dire. A presto quindi.

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