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Siria 15 Marzo, tre anni di guerra.

La Siria,  un paese di 22 milioni abitanti, ha vissuti i suoi tre anni di guerra che gli son costati più di 140 mila morti e 3 milioni di profughi nei paesi vicini e almeno altri 5 milioni di profughi interni, persone che hanno dovuto abbandonare il loro paese, le loro case, quelle che nel loro cuore chiameranno sempre e per sempre la "loro casa".
Dal Web

Migliaia di persone uccise quindi, un fiume di sangue, un ennesimo fiume di sangue. 
Nessuno ha conseguito la vittoria, nessuna delle parti ed il sangue continua a scorrere. 
Ci sono stati sforzi da parte della comunità internazionale con il tentativo di mitigare o di risolvere il conflitto, ma non ci sono stati risultati rilevanti.
Le conferenze di pace tenutesi a Ginevra sono fallite. 
Le spedizioni di soccorso internazionale non hanno ottenuto il successo sperato.
La comunità internazionale non si sta accorgendo che dentro quei confini la guerra sta diventando sempre più violenta. 
Si legge che in queste settimane in Siria siano morte duecento persone al giorno, il numero più alto da quando il 15 marzo 2011 i manifestanti sono scesi in piazza contro il regime. 
Erano i primi giorni della guerra civile e si dice che tutto ebbe inizio da alcuni graffiti di 15 adolescenti che vennero poi arrestati, torturati e forse alcuni di loro uccisi e altri scomparsi. Rimangono sconosciuti, qualcuno conosce i loro nomi? Sono solo adolescenti, quello stadio appena dopo l'infanzia. 
L'Onu parla di una "situazione inimagginabile" e di un esodo pari solo a quello conosciuto dall'Afghamistan. L'alto commissario dell'Onu Antonio Guterres aggiunge che " E' inconcepibile che una catastrofe umanitaria di questa entità stia accadendo sotto i nostri occhi e che non ci sia alcun progresso significativo per fermare il bagno di sangue ". Il 40% della popolazione è sfollata.
Una nota dei massimi responsabili Unicef e Unhcr e alti rappresentanti di Mercy Corps, Save the Children e World Vision International affermano che "i tre anni di conflitto hanno sconvolto la vita di milioni di bambini e giovani e una generazione rischia di andare perduta".



Commenti

  1. Non si fa niente per fermare la cosa perché forse non c'è nulla di conveniente nel farlo.
    I potenti ragionano così.

    Moz-

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    1. Questo è proprio sicura, non ne ho il minimo dubbio.

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  2. L'indifferenza dei potenti di fronte a questo genocidio (non si può chiamare in altro modo quello che sta accadendo) è davvero sconcertante, troppi poteri ci sono in gioco per occuparsi di chi muore... poi mi chiedo: ma il comune cittadino che fa?
    Siamo milioni e abbiamo un potere enorme nelle nostre mani, insieme possiamo fare qualcosa, basta restare indifferenti.
    Un saluto
    Xavier

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    1. Da quel che si vede non abbiamo tutto 'sto potere, abbiamo tanta volontà, ma non tutti.
      Nella maggior parte dei casi la gente si volta e non vuole sapere, non vuole guardare, non vuole ascoltare e non vuole leggere. La gente preferisce vivere nell'oblio.
      I potenti fanno il proprio gioco ma anche tanta gente si gioca tutto con l'indifferenza dimenticando che non ci vuole nulla per essere dalla parte sbagliata del pianeta.
      Un caso saluto Xavier.

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    2. Ho dimenticato il non, basta non restare indifferenti... Lo so che si fa più fatica ad essere dalla parte giusta del pianeta, c'è gente che si volta dall'altra parte per molto meno... ma io non voglio arrendermi.
      Xavier

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  3. Ed i "grandi" stanno a guardare, come anche, oggi, in Crimea. Per il momento non siamo al lancio di gas. Ma si comincia con il bastonare quelli che non condividono le idee e si arriva poi ai campi di concentramento. Ciao Carla e buona domenica.

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    1. Ed e' proprio questa la sconfitta dell'uomo. Ogni guerra aggiunta e' un'enorme sconfitta. L'umanità non impara dai propri errori.

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  4. il tuo pensiero e l'immagine che hai scelto descrivono la situazione benissimo e sottolineano qualcosa di "perduto" per empre. Grazie per aver dedicato un post. Ti aspetto ancora da me.

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    1. L'immagine è proprio quella dedicata per i bambini della Siria, di quella generazione che sta scomparendo.
      Certo che vengo ancora da te.

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  5. Nel pieno di una guerra, essendo la sua esistenza un fattore esclusivamente politico, quelli che ci perdono sono proprio quelli che quella guerra la subiscono senza volerla. Purtroppo.

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    1. Come sempre sono i fattori politici che hanno l'esclusiva sulle guerre.
      La storia si ripete sempre, noi esseri umani non impariamo mai nulla.
      A presto!

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  6. Purtroppo viviamo in una società che ha dimenticato i dolori del passato e che vive con indifferenza dei dolori futuri nati da errori ripetuti. L'interesse per certa gente ha più valore di una vita è questa la più grande atrocità e malattia del secolo.
    un abbraccio

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    1. Proprio quello che ho commentato ora a proposito della guerra: Non impariamo nessuna lezione dal passato.
      Ciao Cara Audrey

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  7. Quanto spaventoso dolore! Quello che fa più male è l'indifferenza, sono gli occhi chiusi! Un'indifferenza che nasce dall'abitudine alla violenza che ci viene propinata ogni giorno, anche dalle TV, quasi fosse un fatto connaturato nell'esistenza, da accettare così com'è.

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    1. Orribile cara Ambra, proprio come dici tu ciò che fa più male sono gli occhi chiusi a tanto dolore.
      E' da brivido pensare che che siamo abituati alla violenza, pyrtroppo per molti è davvero così.
      Un caro saluto Ambra.

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