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Niños “huelepegas”

Da quelle parti li chiamano "Huelepegas" e si trovano dappertutto a Granada, Managua e Masaya. Sono ragazzini che non vanno a scuola e si aggirano per le strade della città con un vasetto di vetro o una bottiglietta di plastica o un sacchetto dove all'interno c'è colla (quella che usano anche i calzolai) e ci ficcano il naso respirandola profondamente. Passano così le loro ore i loro giorni fino a che il loro cervello, la loro mente non ce la fa più e cadono senza vita al suolo
Quando sono stata a Masaya li ho visti a tutti gli angoli ma soprattutto vicino al mercato.

Barcollano come ubriachi, alcuni sono davvero molto piccoli, si avvicinano guardandoci con quegli occhi semichiusi e pronunciano frasi senza senso.

Perchè fanno questo?
Perchè sono soli, non hanno nessuno, non hanno una casa, non hanno amici veri ed hanno conosciuto solo violenza, abuso e soprusi. Dormono per strada, nel fango, sui cartoni e quando gli sorridi loro tentano di risponderti ma non ce la fanno, sono troppo stanchi hanno solo la forza di chiederti "1 dollar please..." per comprarsi altra colla. Vogliono dimenticare la propria vita.  Basta molto meno di un dollaro per portarli lontano, lontano dalla realtà, possono comprarsene per se e per qualche amico di disgrazie. 
Le loro famiglie sono inesistenti, non ricordano neppure da quanto tempo sono lì. Probabilmente sono le famiglie stesse ad averli buttati in strada.
La colla è di facile reperibilità ed è per questo che viene definita la droga dei poveri. 
Gli effetti sono devastanti in quanto ha lo stesso effetto della dipendenza da alcol, immaginiamoci quindi l'effetto che può avere su di un bambino, un effetto definito ipnotico-sedativo, nausea, vomito, vista doppia, ulcere al naso ed alla bocca, tosse, tachicardie, aritmie,insufficienza renale, pressione bassa o alta, disturbi nel movimento e nell'equilibrio, allucinazioni, panico, confusione mentale,  provano una sensazione di rilassamento e calma,  sono proprio queste le sensazioni che cercano questi giovanissimo: relax e calma dopo chissà quale esperienza ignobile subita.
Il sangue viene raggiunto con molta rapidità dai principi attivi di questa sostanza ma gli effetti durano solo alcuni minuti ecco perchè questi ragazzini sentono la necessità di continuare a sniffare, è  così che subentra la dipendenza e la morte per soffocamento o attacco cardiaco di conseguenza.

Gli si possono dare molti aiuti a questi giovani ma gli strascichi rimangono come cicatrici nella loro mente, nella loro psiche e sul loro proprio corpo.

Clicca su queste FOTO

Nel 1999 è uscito il film che spiega in molti dettagli la vita, le condizioni di questi fanciulli,

Trama: Oliver subisce maltrattamenti nella sua casa e trova rifugio come tanti altri bambini nelle strade violente di Caracas, affrontando criminalità, violenza, corruzione, soprusi di ogni sorta. fame, dolore e lotte.  Sente il desiderio e la nostalgia di quella casa dove è nato e la solitudine lo spinge a far parte di bande legate al traffico di droga e allo sfruttamento  dei bambini di strada.  
Su Youtube si può trovare il film

FICHA TÉCNICA / ARTÍSTICA

DIRECTOR(ES): Elia Schneider
GUIONISTA(S): Nestor Caballero, Elia Schneider, Santiago Tabernero
FOTOGRAFÍA: Oscar Pérez
MÚSICA: Francisco Cabrujas
MONTAJE: José R. Novoa, Jose Alcalde
SONIDO: Jacques Casuto
DIRECTOR ARTÍSTICO: Silvia Inés Vallejo
PRODUCTOR EJECUTIVO: José Ramón Novoa
DURACIÓN: 110 minutos
REPARTO: José Gregorio Rivas, José Solorzano, Alfredo Medina, Pedro Lander, Adolfo Cubas, Néstor Terán, Laureano Olivarez, Ramón Paiva

PREMIOS:
Festival Internacional de Cine de La Habana, Cuba: Premio Glauber Rocha Mejor película; Festival Internacional de Cine de Santa Cruz, Bolivia: Mejor fotografía; Festival Internacional de Cine de Buenos Aires, Argentina: Mejor película, sección Derechos humanos; Festival Internacional de Cine de Gava, Barcelona, España: Mejor fotografía; Festival Internacional de Cine de Nueva York, USA: Mejor película; Festival Internacional de Cine de Vitoria, España: Mejor película.



DEDICATO A LOS niños “huelepegas”





Commenti

  1. Realtà crudeli che nella nostra società, sia pure dura e piena di problemi, non riusciamo nemmeno a immaginare, se non attraverso la divulgazione di chi le conosce da vicino.
    Un caro saluto:)
    Marilena

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    1. E' proprio così Marilena, alcune realtà sono inimmaginabili anche perchè tutto questo descritto non è parte della dignità umana. In molte parti del mondo le realtà sono atroci .
      Un caro saluto a te.

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  2. Anche in Brasile ci sono situazioni simili e non bastano le case missionarie a raccoglierli tutti. Genitori in miseria = bimbi abbandonati ma i governi non fanno quasi nulla per rimediare a questo che è un delitto che chiama vendetta al cielo. Poveri bambini... che angoscia.

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    1. Brasile, Venezuela, praticamente tutta l'America Centrale, insomma la maggior parte dell'America latina hanno realtà che vanno al di là di ogni pensiero che la mente umana può accettare. I governi dicono che vogliono combattere tutti questi problemi ma poi queste situazioni persistono, sembra che le vie d'uscita vengano precluse da altri svariati problemi e chi ci rimette son sempre i più deboli.

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  3. Ciao Carla,
    tempo fa vidi uno speciale su questi bambini e ragazzini, qualcosa di spaventoso, ti senti male a vederli cosi.
    la cosa assurda è che spesso non hanno soldi e con i pochi spiccioli racimolati comprano colla al posto del cibo perchè ormai completamente dipendenti da questa specie di droga.
    Grazie per averne parlato vedrò anche il film perchè lo trovo interessante
    un abbarccio

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    1. Los huelepegas non hanno proprio mai i soldi e se li ottengono in qualche modo che molto probabilmente è illecito o spaventoso si comprano la colla che è diventato il loro solo scopo di vita.
      Questi fanciulli hanno bisogno di affetti come tutti i bambini del mondo ma gli è stata strappata la vita di dosso e ne hanno fatto stracci,
      Il film è molto duro cara Audrey ma spiega molto bene la vita di questi ragazzi ed è bene parlarne

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  4. cavolo.. queste sono le cose che fanno riflettere. Povera gente.

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    1. Da non credere , vero? E quando le vedi in prima persona rimani senza parlare per ore perchè non te ne puoi fare una ragione

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  5. Le foto sono agghiaccianti. Ma ci sono programmi governativi o ONG che si occupano di questi bambini?

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    1. I programmi governativi ci sono eccome il fatto è che metterli in pratica non si sa come mai non si riesce. O forse si sa ma è meglio non indagare.
      ONG ce ne sono ed operano con molto impegno e danno un concreto aiuto.
      Bisogna dire che è molto importante lavorare alla radice di questi problemi e la radice è la famiglia: La famiglia è quella che potrebbe risollevare queste situazione. Il concetto di ciò che è giusto o sbagliato e di ciò che è bene o male. Lasciare un bimbo per la strada, abbandonarlo a se stesso deve essere chiaro che è sbagliato. "Regalare" un figlio o venderlo é evidentemente sbagliato, anche questo è chiaro ma purtroppo per molte persone questo è normale. I problemi sono molto più profondi di quel che sembra ma a qualche famiglia si riesce a far intravedere un futuro che vale la pena perseguire.

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  6. Che post. Effettivamente più di una volta le "Iene" hanno trattato la tematica. Cruda, cruenta...la povertà diventa dipendenza della dipendenza. Un saluto. NI

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    1. Pare che nello sconforto della povertà in certe occasioni non si ha neppure la possibilità di rialzarsi per provare un'altra vita. E chi dovrebbe difendere ed accudire a questi fanciulli sono proprio quelli che li buttano in mezzo alla strada.
      Ciao e a presto!

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  7. Che orribile destino per questi ragazzini! Se si fa un confronto con i nostri ragazzini che hanno per le mani il cellulare al posto della colla, si sprofonda davvero nell'angoscia per la profonda ingiustizia della vita.

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    1. A volte alcuni nostri giovani hanno in una mano il cellulare e nell'altra una sostanza sciagurata che gli toglie a poco a poco la vita. I giovani sono in pericolo ovunque anche se nei luoghi descritti nel post ci sono realtà che ci fanno rabbrividire al solo pensiero.
      A volte manca il respiro a veder certe situazioni,

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  8. Terribile la vita di questi ragazzi. E sono tantissimi tra l'altro. Se dovessi incontrarli per strada non saprei che fare, se dare o non dare loro qualche soldo, sapendo che magari sarebbe ciò che li aiuterebbe a spegnersi per sempre.

    PS: non posso più commentare con il mio nick e url perchè non lo trovo tra le opzioni. Cmq sono MyP (http:\\subitodopoilsemaforolampeggiante.blogspot.it

    :-)))

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    1. Eloisa se ti trovi in questi paesi e li incontri per strada dagli qualcosa da mangiare o da bere e poi le situazioni variano da luogo a luogo.
      Un caro saluto

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  9. Cara Carla, veramente un post toccante, certo che stiamo vivendo un periodo difficile.
    Viene spesso a chiedersi cosa sarà un domani a questi superstiti ragazzi che non avranno un avvenire, nella loro vecchiaia, se ci sarà!!!
    Ciao e buona serata cara amica.
    Tomaso

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    1. Questi giovani non hanno davvero il tempo per crescere, gli hanno rubato tutto, l'infanzia, la gioventù, la vita completamente. Le associazioni che possono operare fanno quel che possono e a volte riescono anche a dare un futuro quando non si arriva tardi.
      Un caro saluto Tomaso

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  10. Sono davvero senza parole. E' superfluo qualsiasi commento.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. A volte è proprio così, non ci sono parole cara Linda
      Un Carissimo saluto

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  11. Penso che questa piaga sia un sintomo di quanto i bambini siano lasciati soli, sfruttati, ignorati, non accolti e non amati: sono come i piccoli bambini asiatici che muoiono in miniera o nel raccogliere silicio o quelli che vengono costretti a subire abusi di ogni tipo.
    Ma non dovrebbe essere nostro compito proteggere, crescere e amare i bambini?
    Baci

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    1. Certo Melinda che dovrebbe essere nostro compito proteggerli, crescerli ed amarli ma questa è una piaga davvero profondissima. Come scrivevo a Silvia ci sono organizzazioni che stanno facendo il possibile per aiutare queste creature ma dice bene anche Sari che i volontari e le case missionarie non bastano mai.
      Un caro saluto Melinda

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  12. Che tristezza...che tristezza...oddio non trovo null'altro da dire :-(

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    1. Ciao Sontyna, buon rientro nel blog.
      A presto..

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  13. Avevo visto un servizio simile sui ragazzini in Romania...per dire che sono realtà anche geograficamente vicine a noi

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    Risposte
    1. Sicuramente cara Lila, ci sono realtà orribili anche nei nostri paesi.
      Un caro saluto.

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  14. Mi ricordo quando lessi da piccolo -molto piccolo- su una rivista la triste storia di questi ragazzini che sniffavano la colla... Ne sono colpito tuttora.

    Moz-

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    1. Moz, sono contenta del tuo rientro.
      Sono storie dunque che lasciano il segno. Sarebbe molto bello se queste storie lasciassero il segno nel cuore degli organi competenti.
      Ciao ciao!

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  15. ne avevo sentito parlare tanto tempo fa e speravo che qualcosa fosse stato fatto....mi sembra invece che questa piaga sia tuttora aperta e sanguinante, che angoscia povere creature, se ne parla troppo poco....

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