martedì 9 settembre 2014

Una donna dell'Africa centrale

Oggi racconto com'è la quotidianità di una donna dell'Africa centrale.
Domani,come tutti i santi giorni, si alzerà molto presto, alle sei e preparerà la colazione per tutta la famiglia e per se stessa che consumeranno a metà mattina. 
Andrà poi a prendere l'acqua al fiume più vicino, poi si recherà nel suo pezzo di terra che raggiungerà in un ora o forse più di cammino...


Lavorerà, zapperà, toglierà erbacce, innaffierà fino alle quattro del pomeriggio, si fermerà solo qualche attimo per mangiare qualcosa che avrà portato con se.
Nel contempo accudirà ai figli piccoli. 


Con la luce che rimane dovrà tagliare la legna, raccogliere la manioca e le verdure per tutta la famiglia e poi porterà il tutto a casa.

Arriverà a casa al tramonto. 
Per due ore o forse più preparerà la cena.



Come trascorrerà la domenica? Riposerà?
Passerà la domenica facendo il bucato nel fiume e poi stirerà quando il bucato sarò asciutto.



Il marito apprezzerà tutto questo? No, non sarà così!
Neppure l'ascolterà.
Cosa farà il marito nel frattempo?
Il marito taglierà qualche albero e brucerà il sottobosco così la moglie potrà preparare il terreno per la semina. 
Ogni tanto porterà i bambini a lavarsi nel fiume. 
Andrà un  po' a caccia o a pesca, solo qualche volta però... 
La giornata la trascorrerà prevalentemente al villaggio a chiacchierare con altri uomini.
Poi con il tempo se se lo potrà permettere il marito porterà a casa un'altra moglie più giovane e darà tutte le attenzione a questa nuova sposa. 
La prima moglie continuerà a lavorare come ha sempre fatto fino ad ammalarsi e morire...

carlafamily



Tutte le foto sono tratte dal Web immagini



8 commenti:

  1. Nei nostri paesi civilizzati questo non accadrebbe, lei si ribellerebbe e minaccerebbe di lasciarlo. Lui allora applicando una regola chiamata femminicidio, in uso nei paesi civili, l'ammazzerebbe.
    Quanta tristezza e rabbia si prova quando si leggono queste notizie!
    Buona giornata un abbraccio
    enrico

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    1. Tutta la crudezza del nostro sistema .
      Ciao Enrico e buona giornata a te

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  2. Quando, anni fa, i nostri missionari raccontarono delle donne africane, mi venne facile fare il paragone fra la loro situazione e la nostra, di persone con diritti scritti sulle carte.
    Che vita faceva, che fa ancora oggi, la donna nella nostra società? Al mattino si alza, prepara la colazione per tutta la famiglia, preparara le merende, porta i piccoli a scuola, vive con l'ansia del traffico, arriva davanti all'edificio scolastico col cuore in gola cercando di non incontrare gli sguardi severi delle bidelle, si reca sul posto di lavoro, sempre col tictac dell'orologio come leitmotiv. Siede e lavora sapendo che gli sguardi sul suo lavoro saranno severi, che dovrà dare quel "meglio di sè" che vorrebbe/dovrebbe riservare esclusivamente alla famiglia. Nella pausa pranzo torna a casa e lava le tazze della prima colazione, fa i letti e torna al lavoro con il pranzo veloce, consumato mentre lavorava, sullo stomaco. A fine giornata stacca dal lavoro (che non sarà ricompensato come quello maschile), riprende i bimbi da scuola, stanchi per il tempo lungo che li ha sfiniti e corre a casa per preparare la cena. Rigoverna e ascolta figli e marito, telefona a casa dei genitori e suoceri per sapere se tutto va bene e mentre fa la doccia pensa al giorno dopo, mettendo in fila ogni fatto, ogni visita di controllo dal dentista e trema al pensiero che un figlio si ammali... pensando preoccupata al conto in banca che è spesso sul filo del "rosso".
    E' stanca ma nessuno le riconosce il diritto di esserlo, neppure il marito che tornando dal lavoro si siede a leggere le notizie e accende la tv.
    Quel che da noi è diverso, ora, è che le cose stanno cambiando per merito delle giovani generazioni che cominciano (sono solo agli inizi) a scambiarsi i ruoli.
    Che fatica essere donne, sotto ogni cielo.
    Ciao Carla, scusa se mi sono dilungata. Buonissima giornata.

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    1. Non ti sei dilungata cara Sari, anzi... tutto considerato hai usato poche parole per descrivere la giornata tipo della stragrande maggioranza delle donne. Non si può descrivere tutta la fatica che dura tutta una vita sotto questo cielo.
      Un fortissimo abbraccio Sari!

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  3. Ciao Carla, sapevo che in certi paesi la donna è considerata quasi niente, ma non sino a questo punto. Intanto noi, in Europa, siamo a disquisire sul fatto che una donna prende meno soldi di un uomo a parità di lavoro (cosa sulla quale non sono assolutamente d'accordo, a parità di lavoro, parità di retribuzione), ma, confrontata alla situazione che ci spieghi penso che il cammino da fare è ancora molto lungo. Ciao e buona settimana.

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    1. A questo punto mi viene da pensare che passi avanti non se ne siano fatti e se invece si è fatto un passo avanti se ne stanno facendo anche molti indietro. La storia è decisamente ferma oltre a fatto che si ripete sempre inesorabilmente.
      Buona giornata Elio

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  4. E' triste dover riconoscere che in tutte le culture, anche se in misura diversa, ma anche nella nostra, il peso maggiore delle incombenze è sulle spalle delle donne. E se poi in Africa, in alcuni posti, ancora viene praticata l'infibulazione, da noi viene praticato il femminicidio. Povere donne.

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    1. Molti parlano di punti di vista ma come nel caso delle guerre qui si tratta solo di disumanità, mancanza di considerazione per "l'altro", mancanza di empatia. Io credo che non dovremmo più considerarci per diversità di uomo e donna ma per la splendida diversità tra persona e persona.
      Un caro saluto Ambra

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