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La mia vita l'ho presa così sul serio che...

La mia vita l’ho presa così sul serio che mi ha decisamente convinta di averla vissuta.
Chi ha detto questa frase? Non lo ricordo, forse io...
Succede che il contatto con la realtà si perda, foss'anche per un brevissimo periodo, forse succede perché le nostre realtà ci possono schiacciare, intrappolare e metterci all’angolo. In questa dimensione  rinunciamo a percepire le nostre emozioni, ne abbiamo una sorta di paura. Comprensibile forse, ma l’accettiamo, cerchiamo un nascondiglio e un po’ ci nascondiamo proprio nella realtà corrente. Il condizionamento della realtà ci fa percepire una sorta di ego, il nostro mondo, il 'questo è mio'.

Se c’è una realtà da raccontare perché tenerla per se? Perché raccontando le nostre storie facciamo emergere verità sepolte, occultate volontariamente od involontariamente, non importa.

Abbiamo così tanta storia nelle nostre vite che non è il caso di andare a cercare altre storie, ma lo facciamo, siamo sempre assetati di nuove storie e la nostra la lasciamo lì accantonata convinti come siamo che sia poco più che ovvia.
io quando sorridevo alla vita con il bambolotto di gomma che mi ha accompagnata per un lungo tragitto, l'ho amato così tanto quel bambolotto
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Le nostre esperienze, quelle della nostra famiglia, fanno la storia, la nostra storia ci parla e parla al futuro con lo sguardo rivolto al
passato quando invece dovremmo lasciarcelo alle spalle,  il futuro è quello dei nostri figli e nipoti.

Come raccontare la nostra storia? Come possiamo documentare la nostra vita?  Ci diventa difficile non farne un racconto!

Se penso alla mia di storia mi preoccupa il fatto che non ho avuto tutto sotto controllo, come potrei dunque descrivere quella parte che mi manca? Poi mi domando se, in realtà, vorrei che si parlasse di tutto...
Potrebbe essere un’idea, così si da importanza a tutte le situazioni anche quelle confuse, quelle che si lasciano perdere perché non si comprendono.

Nei nostri racconti c'è, com'è ovvio, il personaggio principale, il coprotagonista, le figure secondarie, le comparse, quelle figure lontane, poi ci sono quelli che si lasciano condizionare o avvolgere dal racconto della nostra storia, quelle che si lasciano influenzare dai racconti di altri e quelli che "l'hanno sentito dire". Tutti possono dire la loro e l’importanza va data a tutto, a tutti coloro che hanno partecipato agli avvenimenti.  
Scopriremo che la fedeltà nel raccontare la storia è individuale, ogni evento è vissuto individualmente, vissuto in modi decisamente differenti.

Ci rendiamo conto alla fine, di avere troppo materiale, più di un libro, più di un’enciclopedia,

Ecco perché sarebbe molto interessante chiedere agli altri come hanno vissute le nostre situazioni. I piccoli e i grandi particolari visti dai tanti punti di vista, informazioni sul nostro passato, con mille imperfezioni ed incomprensioni.

Si può arrivare alla verità? La verità è sempre in agguato, nessuna verità è nascosta ma solo assopita.

Sicuramente possiamo arrivarci molto vicini ma non ne verremo sommersi.

Ogni volta che ho una certezza succede che me la perdo per strada. Siamo in balia del tempo e le verità sulla nostra vita ci sfuggono come se un tornado ci portasse via tutto.

Non ricordo l’essenziale e il racconto di altri sarebbe indispensabile, o forse no è meglio lasciare le cose come stanno, per il bene di tutti.

Quando conosci una persona da 30 anni con cui hai vissuto per 30 anni con la quale hai condiviso buona parte della vita, la perdita è inaccettabile, forse si tarda ad elaborare il lutto o un allontanamento forzato, sarà poi il nostro corpo a chiederne il conto, come per tutti quanti i dolori trascorsi. 

Ci facciamo domande di vario genere anche le più terribili, e le risposte sono altrettanto terribili.

Per gli animali i perché non esistono, forse sono condannati a seguire i loro antenati, e la storia è infinita e senza cambiamenti per tutte le loro generazioni.

Ma io, i miei figli e i miei nipoti viviamo altre vite. Non siamo condannati a vivere la vita dei nostri antenati, a seguire le loro orme, le loro esperienze vissute prima di noi. Nessuna condanna, non siamo spacciati a seguire la loro scia, appunto!

C’è chi ci ha visto nascere e noi ci vediamo invecchiare e ci domandiamo tutti quanti i perché del mondo.

La nostra vita va raccontata, per amore di noi stessi e per raccogliere tutte quante le verità possibili.


carlafamily


Commenti

  1. posso condividere anche le virgole ed i punti?
    la foto è grandiosa :)
    occhio vispo e sorriso ammiccante...
    post di grandi riflessioni.

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    1. Anche le virgole e punti, benissimo!
      Hai visto che vispa la piccola ME!
      Ciao S.

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  2. Interessanti considerazioni, le tue. Come te, credo non si possa arrivare alla verità perchè ne abbiamo tante in tasca ed è bene spenderle. Se dovessi attaccare un bollino, per importanza, alle mie vicende, dovrei cambiargli spesso di colore e questo mi pare segno di crescita, consapevolezza. Ho cercato più volte di scrivere la mia storia ma mi fermo quasi subito... c'è troppa emozione, ancora, ma ogni tanto riprovo.
    "Confesso che ho vissuto" è il titolo di un bel libro di Neruda e anche il tuo.
    Ciao Carla.

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    1. Intesa come verità che non è solo nostra ma anche di quelle altre vite vissute accanto a noi artefici di gioie e di dolori. Il punto è: come racconterebbero la nostra storia proprio loro?
      Ho sempre amato Neruda fin dalla mia adolescenza.
      Ciao Sari

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  3. Il voler avere tutto sotto controllo per evitare magari certi errori che solo col senno di poi ti accorgi di aver commesso, non ti avrebbe permesso di sbagliare per crescere. Oggi non saresti stata più la stessa.
    L'avere la situazione in mano è spesso indice di poca libertà, poca spontaneità, una vita da calcolatrice insomma. Vanne fiera sempre, mai sminuire alcun attimo.

    Ti auguro una buona giornata Carla

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    1. Impossibile avere tutto sotto controllo, è vero che gli errori ci hanno permesso di crescere ma in altri casi ci hanno frenato e nel tempo sono diventati macigni. Sì, siamo ciò che siamo per il nostro vissuto. Mi piace molto ciò che hai scritto sulla poca libertà. Ho sempre ammirato coloro che riescono ad essere padroni delle più svariate situazioni, forse li ho anche un po' invidiati, non avevo mai considerato che probabilmente è indice di poca libertà, Buona riflessione Marianna.

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  4. E' bello quando consideriamo la nostra vita come una storia bellissima, e ci piace intersecarla con quella degli altri. Che diventano co-protagonisti, di volta in volta. Col loro stesso serial :)

    Moz-

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    1. Sì, in effetti considero la vita come una cosa bellissima anche se non è stata una vita propriamente felice la mia. Ho imparato a conoscermi ed ancora ne ho di lavoro da fare per arrivare al completa conoscenza, ma poi penso che non è proprio il caso.
      L'incrocio continuo di vite è proprio ciò che ci fa vivere e sentire meno soli. Come una serie TV e il suo spin-off, da una serie nasce altra serie e alla fine i personaggio fanno le loro comparsate tra una serie e l'altra. Per esempio vedi Arrow e The Flash...
      Guarda un po' cosa mi è venuto in mente...
      Adesso sto mescolando tutto, vita e serie TV.
      Ciao Moz

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  5. Carla mia , ero convintissima d essere iscritta al tuo blog da secoli e invece no...Ma come ho fatto a perderti...
    Hai una maniera di tratteggiare i pensieri leggera come un piumino da cipria, ma talmente profonda come una trivella.
    Si , mi hai trapanato il cuore, peerchè spesso cerco di scrivede di me stessa , anche attraverso la musica che è poi il mio lavoro, ma dentro ci sono quasi sempre io, con le mie lacerazioni, le perdite irreparabili, i dolori, le gioie infinite......Scopriamo noi stessi , possiamo anche farcela, forse capiremmo meglio tutto..
    Un bacio e mi sono iscritta con tanto piacere , felice se vorrai ricambiarmi!
    Grazie
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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    1. Benvenuta Nella, in effetti quando si scrive si tenta di "trapanare" il cuore che sia il proprio o quello altrui non importa ma deve arrivare dritto lì e se questo riesce da una certa soddisfazione.
      Scrivere le proprie sensazioni non è sempre facile e neppure indolore, succedono giorni però che, come dici molto bene tu, si tratteggiano i pensieri, credo che lo si faccia anche per sentirsi solo un po' meglio.
      Il tuo blog l'ho visitato e lo visiterò ancora per saperne di più e per conoscere meglio questo tuo bellissimo mondo. Davvero complimenti.

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  6. A volte mi capita di pensare alla mia vita come se fosse un sogno, mi cruccio perchè tanti particolari li ho scordati (magari torneranno quando sarò vecchissima...), e purtroppo molte persone che hanno condiviso il mio "viaggio" non ci sono più...ho perso tanti "testimoni" per strada.
    Ad ogni modo sono arrivata ad un punto per cui cerco di stare molto concentrata sull'OGGI.
    Che meraviglia la tua foto!

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    1. Sì, hai detto bene: si sono persi testimoni per strada, forse anche testimoni fondamentali.
      ed è fantastico sforzarsi di stare fissi e concentrati sull'oggi,

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  7. Molto belle e vere queste tue considerazioni.
    Serena giornata.

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    1. Serena giornata a te Cavaliere e Grazie!

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  8. Credo che saper dimenticare sia un grande dono... tanto quanto poter ricordare! Alle volte è una salvezza per la mente ed il cuore... un meccanismo di difesa che ci permette di avere la forza e il coraggio necessari per ricominciare, riprovare e rialzarsi. Forse è solo la nostra mente imperfetta(in fondo usiamo solo una minima percentuale della capacità che avrebbe il nostro cervello)... però credo che ricordare tutto della nostra vita, ogni minimo particolare, ogni piccolo dettaglio, renderebbe tutto molto più analitico e meno poetico... in fondo i sogni non sono quasi mai una realtà, nascono da qualcosa che ricordiamo vagamente...sognando lo modifichiamo, lo rendiamo più bello!! se avessimo tutto troppo chiaro non potremmo sognare con leggerezza!!! Grazie per questo post... è fonte riflessione e ispirazione!!
    Un bacio

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    1. Io credo che il saper dimenticare sia anche indice di perdonare ed essere perdonati, come aggiungi tu è una salvezza per il cuore e come dice Sontyna concentrarci sull'oggi. Sono molto d'accordo con te quando dici che ricordare anche i minimi dettagli potrebbe trasformare i ricordi in meccanicità a discapito della parte poetica della vita.
      Hai fatto un riflessione splendida.
      Ciao Camilla!

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  9. E comunque Gustavo La Gnocca SPACCA!!!! =)=)

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  10. Io ho iniziato a scrivere sul blog proprio per fissare qualche punto, cose che non avrei mai scritto e che magari avrei accantonato in un angolo della memoria. Ci sono fatti che lascio andare volentieri ma altri è necessario che restino, perché sono storia sofferta e traguardi raggiunti con una fatica che non va dimenticarta.
    Bellissimo post e bellissima foto :-)

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    1. Sai Marzia che hai proprio ragione, è successo anche a me ossia per lo stesso motivo ho aperto il blog.
      In effetti quando vado a rileggermi qualche post vecchio mi ricordo di alcuni momenti e, onestamente, mi ci trovo proprio bene.
      Ed è proprio questo il punto, probabilmente oggi abbiamo raggiunto alcuni traguardi che sono stati molto sofferti, perchè dimenticarli? Forse quelle sofferenze hanno anche portato il frutto delle gioie di oggi chissà!?!?
      Ciao Marzia

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