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LA PULPERIA

Iniziamo col dire che ci troviamo proprio nel cuore del Nicaragua, amo definirlo PIENO Centro America, e ditemi se secondo voi sbaglio, non fosse altro per la posizione.
Del Nicaragua ne parlo molto spesso perchè ora è qui che mi trovo e cerco in tutti i modi di non pensar al giorno che me ne andrò (agosto non è poi così lontano).
Ora la mia esperienza è qui a Juigalpa che non è per nulla una zona turistica ed è qui che sto imparando a conoscere meglio questo popolo e la loro semplice vita, è qui che c'erano una volta gli indiani, è qui che ho raccontato della primavera italiana a chi non l'ha mai vista, è qui che ho conosciuto quel gruppo di ragazzi che ha imparato la lingua dei segni per aiutare i sordi, ed è qui che ogni giorno i nicaraguensi mi accolgono nelle loro case.
Tutto quello che sapevo del Centro America l'ho messo da parte il primo giorno che sono arrivata qui e da quel giorno non sono più la stessa.
Ora però lasciamoci spiegare da un puro nicaraguense dove si va a far spesa.

La parte gialla indica il dipartimento di Chontales il cui capoluogo è Juigalpa. Il nostro gruppetto è proprio qui.


Tutti i nicaraguensi hanno in un angolo nella loro memoria un luogo speciale con un filo che va direttamente al cuore. Proprio lì al di là della casa, dove si impara a muovere i primi passi, dove si conoscono le prime poesie e letture mescolati fra loro, file di etichette, il familiare rumore del tintinnio delle monete.

E’ la PULPERIA che c’è nel vicinato.


Inevitabile destino quotidiano per ogni nicaraguense dove si soddisfano le esigenze familiari di base, dove persino si condividono le gioie e le tristezze del barrio (il quartiere), dove si conoscono le ultime notizie di questo e di quell’altro barrio. A volte sembrano incontri formali e a volte incontri di alto livello sociale.

I nicaraguensi vanno come in pellegrinaggio ogni giorno alla pulperia dove si  trovano varietà incredibili di ogni cosa: riso, gomma da masticare, sigarette, latte, penne, bibite, candele, gelati, caramelle, bende, sapone, dentrificio, tortillas, frutta, analgesici, pettini, zucchero, carta igienica, bustine di shampoo, succhi di frutta, cherosene, cerotti, corde, sale, bombole del gas, cloro, manghi, batterie e molto altro ancora. Detta così sembrerebbe un grande magazzino ma, credetemi, non lo è affatto. Il tutto protrebbe comprendere anche solo 4 o 5 metri quadrati, ce ne sono però anche di più grandi.




Nel linguaggio famigliare questi locali portano il nome referenziale de “la venta”, intendendo che si tratta del piccolo luogo di commercio più vicino e che prende il nome appunto di PULPERIA.
Questo nome è nato in Sud America intorno al 1600, più specificamente in Argentina e Uruguay, da lì questo tipo di piccolo commercio arrivò in Nicaragua nel tardo 1900.
L’economia nazionale non era forte come nel passato così le pulperie comincirono a prosperare in tutto il paese, sia nelle aree urbane che rurali
Pulperia, il nome è sicuramente strano ma i nicaraguensi non sono particolarmente curiosi di conoscerne le orgini, la verità è che nessuno sa con certezza quale sia l’origine di questa parola.
Si danno però svariate spiegazioni come per esempio che è un locale “de frutas y de Pulpas”, oppure che si chiama così perche il proprietario per servire ha bisogno di molte mani come “un pulpo” per servire il cliente. Alcuni spiegano che potrebbe derivare da “pulquerìa” cioè una vendita al dettaglio messicana.


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PULPERIA DONA SOCCORRO


PULPERIA DONA JESSENIA


PULPERIA Juan Baez - Barrio Las Flores
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PULPERIA Vicina al centro di Juigalpa
PULPERIA Vicina al centro di Juigalpa
Bimbi con la mamma davanti ad una PULPERIA - Barrio Nuevo Amanecer 
PULPERIA - Barrio Dirianjen

Hombre "descansando" y PULPERIA  - Barrio Las Flores de Juigalpa
PULPERIA - Barrio Loma Linda - Juigalpa  
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PULPERIA AMBULANTE "FISSA"  sulla strada principale di Juigalpa
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PULPERIA RAFAEL Diventata Miscellanea. Dicono sia la più grande e più fornita di Juigalpa  
NICALIVING.COM  Ometepe
Miscelania- PULPERIA
Distribuidora de granos básico de un mercado capitalino (Managua)

elnuevodiario.com
In Sud America la pulperia è stata quasi totalmente dimenticata, le pulperie sono diventate ristoranti che offrono piatti tipici, invece il Nicaragua  è disseminato in ogni dove di pulperie.
Negli anni ’60 si è tentato di dare un tocco di modernità alla parola pulperia chiamandole miscellanea, si credeva di poter dare un nuovo status simbol, elevarle cioè ad uno stadio più alto, ci fu però la sorpresa contraria, cioè la rinascita della pulperia come “simbolo” degli sforzi delle famiglie a bassissimo reddito che per sopravvivere aprivano questa piccola impresa. La PULPERIA in effetti è anche l'abitazione stessa della famiglia, non è una attività separata dal nucleo famigliare.


Le PULPERIE collezionano i più svariati nomi, per la maggior parte hanno il nome del proprietario e sono le donne che intraprendono questa attività, lo fanno come complemento al lavoro del capo famiglia e a volte superano il reddito del capofamiglia, così "si capovolge il potere in casa".


A volte per capriccio i proprietari non danno il proprio nome alla loro Pulperia ma si divertono a chiamarle con nomi che secondo loro sono  “scintille di originalità”. In realtà sembrerebbe che non molti hanno queste scintille di originalità o arguzie a nominare le loro pulperie. Oltre al nome del proprietario si trovano pulperie con il nome della direzione della strada, del santo in questione nel barrio o del santo preferito, oppure con molta semplicità le chimano “il Buon Prezzo”, “La Favorita”, “Progress”, “Le Vendite”,  “Vai con Dio”.
Ma cosa determina il fallimento o il successo della PULPERIA?  Soprattutto il carattere del proprietario e il saper “fare di matematica” o almeno la base. E poi è indispensabile la “Leadership” che trasforma questa “azienda nel centro sociale del barrio”, il proprietario può addirittura arrivare ad essere il confidente  e confessore del cliente. In questo caso la proprietaria o il proprietario deve possedere enorme pazienza.

 Avviso in una PULPERIA:  "no se da crédito a menos que tenga 94 años y venga acompañado de su papá"

Si dice, ma non è accertato, che ci siano circa 100.000 Pulperie, io credo che ce ne siano molte molte molte di più.
Quando un nicaraguense va lontano dalla sua terra di tanto in tanto viene assalito dal  ricordo della PULPERIA del suo barrio.
Il destino di ogni nicaraguense è sempre sulla soglia di una PULPERIA, come dice César Isella nella sua “Canzone delle cose semplici”:  
Uno torna sempre ai vecchi luoghi che amò nella vita e allora comprende  l’assenza delle cose care.

(Raccontato da Orlando Ortega)

Commenti

  1. Fino a che non si entra in una pulperia è davvero molto difficile capire come essa abbia la capacità di raccontate una popolazione!Sembrano così arretrate ma sono all' avanguardia: aperte ad ogni ora e presenti ad ogni angolo... sono più comoda qui a comprare ciò che mi serve che nel mio paesino, in via d' estinzione, in Italia! Bellessimo post! Un abbraccio!

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    1. Ricordo ancora la pulperia di San Gregorio a Diriamba e la giovane che la "gestiva". Ma come le arrivavano le forniture laggiù? Era sperduto nel nulla e continuavano ad arrivare persone a comprare. Bella esperienza cneh quella!

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  2. la pulperia davanti a casa nostra è speciale....ha anche l'angolo ristorante.... basta un urlo e la signora da commerciante alimentare diventa cuoca, cameriera e anche amica e confidente.... se non sono all'avanguardia loro....

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    1. Hai visto che ho messo la foto della pulperia di cui parli, quella davanti a casa nostra? Il borracho "descansando". eh eh... siamo fortunate eh!

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  3. Quindi è un commercio che fa da chiosco, bottega e bancarella... ma con orari da 7-Eleven, più o meno?
    È sempre interessante passare di qua.
    Alla prossima ;)

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    1. Sì, può succedere che da un giorno all'altro una casa si trasformi in pulperia e di solito iniziano con le caramelle, i lecca-lecca e i sacchettini di nachos che qui vanno alla grande, coca cola a ..... fiumi!

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  4. Cara Carla,
    non sai quanto sono felice di aver conosciuto qui persone come Te, Vale e Diana.
    Ci riportate una esperienza davvero unica che ben descrive la vostra generosità, bontà e entusiasmo nel voler DARE agli altri.
    confesso che non conosco affatto il Nicaragua e con questa mappa incomincio ad avere le idee chiare.
    I vs racconti e reportage mi appassionano talmente tanto che ho detto a mio marito che mi piacerebbe poterci andare un giorno.
    Davvero.
    Interessantissimo questa illustrazione delle pulperie, anche in thailandia ce ne erano tatne (ora un pò di meno)
    le tue immagini sono davvero eloquenti, complimenti.
    GRAZIE DI CUORE.
    Vaty

    (scusami, non so perchè ma non mi compare nella lista del blogroll i tuoi aggiornmanti :-(
    Hai per caso un blocco per i feed? perchè devo accedere qui tramite il tuo profilo ogni volta..

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    1. Beh noi siamo davvero nel cuore del Nicaragua, cioè la zona che non vede il turismo. Effettivamente quasi tutto i Nicaragua ha un turismo molto scarso, ma ti assicuro che i due oceani offrono dei paesaggi incantevoli e i vulcani delle viste mozzafiato. Il Nicaragua è chiamato la terra dei vulcani e dei laghi ed è appunto fra due oceani. Le mie immagini purtroppo sono frutto della mia macchinetta che chiamo trabicoletto perchè è proprio una macchinina da poco, però hai visto? c'è l'ho nell'elenco "Devo continuare perchè.....".

      Sono contenta che sei passata di qua, non capisco perchè non riesci a inserirmi nella lista blogroll, ora vado a vedere.
      Grazie per avermelo detto.

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    2. Ho controllato ma mi sembra tutto a posto, inoltre vedo che in altri blog sono inserita nel blogroll. Può essere che non so dove devo guardare? Sicuramente è così!
      Hai guardato in "configura elenco blog"? Hai selezionato "Tutti"?
      Fammi sapere se puoi. Ciao!

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    3. Ora verifico Meglio grazie !

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  5. Davvero bello il tuo blog.... Argomenti affascinanti e l impressione di trovarsi realmente in un altro mondo... Grazie e buon lavoro Carla

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    1. Grazie tantissimo, se c'è del fascino è perchè sono loro che me lo raccontano e io voglio metterci il cuore per descriverlo.
      Mi fa sempre piacere il tuo passaggio.

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  6. Ciao Carla, sempre tanto bello e interessante leggere quello che ci racconti. Mentre leggevo la tua descrizione delle Pulperie mi venivano in mente i piccoli negozi che fino a circa una decina di anni fa c'erano nel paese di mio papà, in montagna nell'interno della Basilicata. In quei negozi si vendeva di tutto dal detersivo ai pecorino, dalle gomme per le biciclette alle costine del maiale e all'occorrenza diventavano anche "paninoteche" ma soprattutto erano un centro autorizzato di gossip senza freni. Non so se è ancora così, ormai è parecchi anni che non ci vado ma la tue pulperie me l'hanno riportato alla mente. Grazie anche per la cartina, finalmente ho un'idea un po' più chiara di dove sei e di dove devo pensarti. Ciao, un abbraccio, Antonella.

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    1. Sì, è vero, anch'io ho fatto in tempo a vedere questi negozietti. Mi ricordo molto bene il profumo della mortadella e soprattutto del pane. Ricordo che al mio paese c'era "la Teresina" che vendeva le caramelle e le girelle di liquirizia. Le caramelle erano nella piccolissima vetrina che dava sulla strada e noi bimbi andando a scuola passavamo a comprarci una girellina, ma se si entrava all'interno c'era un vero e proprio commercio. Le pulperie li ricordano molto. Ciao Carissima Antonella

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  7. Bellissimi racconti, sono un tuffo dentro una realtà che non conoscevo e leggendo mi sembra di essere li' con voi. Sai che piacerebbe anche a me avere un negozio così vicino casa? Una volta c'erano le 'mercerie' che finivano per accumulare tanta roba incredibile e accogliere la gente per due chiacchiere.

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    1. Qui sembra di essere tornati indietro nel tempo come minimo di 50 anni e sottolineo "come minimo" perchè a volte sembrano 100.
      Ciao carissima Marzia, ti ringrazio del tuo passaggio dal mio blog non sai quanto mi fa piace.

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  8. Leggo incantata questo post e guardo curiosa le fotografie...di questo paese lontano ma così affascinate!

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    1. Arianna, che bello averti qui.
      E' un paese molto affascinante e anche molto difficile.
      Il giorno che dovrò andarmene sarà davvera dura.

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  9. Grazie per aver raccontato del posto molto lontano da me... le foto sono bellissime e davvero interessanti...

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    1. Grazie Titti mi fa sempre piacere quando passi di qui.

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  10. Fantastico questo post! Mi ha fatto venire la nostalgia del Nicaragua. eppure ci sono stata pochissimo... Un saluto e a presto!

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    1. Il Nicaragua ti entra nel cuore. Temo molto il mio rientro.

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  11. La scorsa estate avevo un terribile bisogno di riposo e di "stacco", così sono stata per un po' in vacanza in un piccolo paese del Trentino, nell'alta Valsugana, una frazioncina di circa 300 abitanti distante da tutto e da tutti. In questo piccolissimo villaggio c'era un'unico negozietto grande più o meno come la mia cucina, pieno zeppo di qualsiasi cosa! Insomma....una pulperia in Valsugana :) E poi un'altra cosa, un flash back : nell'unico bar del paese in cui abitavo da bambina c'era appeso un bel cartello che diceva:"si fa credito solo ai novantenni accompagnati dai genitori". A volte il mondo è proprio piccolo! :D Un caro saluto

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    1. Gira e rigira sembra sempre di essere a casa. Però qui, purtroppo, il tempo si è fermato. Questo è un popolo in ginocchio e sta facendo molta fatica a rialzarsi, ne ha comunque una gran voglia nonostante abbia sulle spalle tantissimi anni di guerre interne e la povertà con la cattiva economia non fa far nessun tipo di progresso, la pulperia è nata all'inizio della rivoluzione sandinista quando il popolo era fermo e bloccato nei villaggi e la gente non aveva cibo ed è durana fino agli anni novanta, immagina la scia che ha lasciato!

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  12. Trasmettono passione e mi metti una grande curiosità!andrò a leggere i tuoi post vecchi x scoprire qualcosa di più!molto affascinante!

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