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mercoledì 12 settembre 2018

Lì raggomitolata

Incominciamo a cercare, 
freneticamente scandagliamo,
dentro qualcosa si annida  
quel poco di gioia avanzata. 
C'è, è lì da recuperare.
Stanarla ad un tratto
è indispensabile
per sconfiggere in un attimo tutto il peso. 
L'animo umano ha un fosso.
Quant'è profondo? 
Non sappiamo!
Ci appressiamo a misurarci come eroi
per dissipare il buio 
che domina il presente. 
Sarà un attimo? 
Forse!
Una parte di noi?
Quella che nessuno conosce?
Quella che nessuno vede? 
Quella che nessuno osa esplorare? 
E' lì che si strugge 
trafitta dalle lacrime. 
Sempre vige il sorriso 
ed il dialogo col mondo. 
Tutto sfugge così in fretta, 
 è così, se ne va , 
se ne va, se n'è già andata . 
Ci sentiamo così piegati dal dolore!
così battuti un'altra volta! 
Così lasciati soli mille volte, 
sempre mille e mille ancora. 
Oltrepassato il dolore e stremati, 
dove andremo?
Quale viaggio sceglieremo?
Quale rotta percorreremo? 
Non si scorge alcuna via.
Cercheremo e cercheremo
chiederemo ancora, 
cercheremo sempre 
quel nido ingabbiato dentro noi.
La troveremo lì la gioia 
raggomitolata e un po' impaurita
ed il cammino sarà chiaro. 

*carlafamily*










lunedì 12 settembre 2016

Dietro ad ogni cosa


Dietro ad ogni apparenza c'è un mondo di silenzi. 
Quanti? Troppi!

Dietro ad ogni pensiero c'è un'invisibile voglia di farsi scoprire.

Dietro ad ogni sguardo assente c'è sempre una storia di errori.

Dietro ad ogni vergogna c'è una richiesta di perdono.

Dietro ad ogni cuore chiuso c'è il desiderio di essere scovati.

Dietro ad ogni angolo c'è qualcosa che abbiamo lasciato indietro.

Dietro ad ogni dolore c'è un mondo che si è fermato

Dietro ad ogni lacrima c'è sempre un'aspettativa

Dietro ad ogni lontananza c'è sempre una barriera  che va oltre il tempo.

Dietro ad ogni segreto c'è sempre un'ombra

Dietro ad ogni amore c'è sempre un lungo viaggio che attraversa le stagioni.  

carlafamily


mercoledì 9 settembre 2015

Rimane sempre un segno

Vi racconto di un uomo che pur avendo solo quarantacinque anni ne mostra settanta.
Non ci vuole molto a capire che quell'uomo ha vissuto in prima persona gli anni di guerra qui in Nicaragua.
E' un breve racconto il suo mentre non smette di guardare il suolo.
Non incrocia mai altri sguardi, invece è impossibile  distogliere il proprio dal suo viso ancora tanto addolorato,
Lo so bene che ci sono avvenimenti che non riusciamo a collocare nel tempo e neppure nella nostra vita, ma sono lì che ci giudicano sempre.
 Non sappiamo dove parcheggiarli per patire meno.

Lo so bene io... ma fino a che punto lo so se mi confronto a queste vite?

Mi calo nella tragicità delle sue parole che non scrivo perchè non ho la sua voce né il suo pianto soffocato,
troppo troppo forti e strazianti.

Periodico la Prensa - Nicaragua 

Deboli parole le mie per tutti quei pochi giovani che a soli 18 anni ritornavano vecchi e stanchi da quella lunga guerra qui in Nicaragua.

****

Il cielo è cupo, i colori riflettono quel grigio che

sabato 20 giugno 2015

E così inizia l'estate...

Hanno rasato le pecorelle 
E il Cane?

 "¡Pobre!" 

...¿el perro o las ovejas?





Buona Estate!

*carlafamily*

giovedì 18 giugno 2015

Cosa direi a chi amo?


Cosa direi a chi amo?
Direi che quasi vivo bene, 
con una carica di amore 
incurante del futuro-
Semplici e povere parole 
senza inutili stereotipi, 
Direi mille e mille cose ancora 
abbandonando ciò ch'è futile. 
Vorrei stupire di parole 
senza gettare nulla al vento. 
Poi vorrei scoprire ancora parole 
dentro e fuori  
per  stupire ancor di più.
Cosa direi a chi amo?
Direi tutto, 
stringendo in petto tutta 
la mia vita passata  
chiedendo aiuto 
per sopportarne il ricordo. 
Offrirei il mio presente 
e chiederei sostegno. 
Offrirei il mio futuro 
oggi so che esiste un punto.
Cosa direi a chi amo?
Direi poco o forse niente,  
io son questa e sono qui!

Questo direi a chi amo!

*carlafamily*



domenica 14 giugno 2015

ANCORA E SEMPRE RECORD

SUPERATI I 50 MILIONI DI PROFUGHI NEL MONDO, SEI MILIONI IN PIU' SOLO NELL'ULTIMO ANNO
33,3 milioni sono sfollati all'interno del loro stesso paese, 16,7 milioni sono rifugiati all'estero, 1,2 milioni aspettano di ricevere asilo.

LE 3 FRONTIERE PIU' PERICOLOSE AL MONDO:

1° POSTO  "MEDITERRANEO" CON  1600 MORTI
2° POSTO "CORNO D'AFRICA" 86 MORTI
3° POSTO "CONFINE MESSICO-STATI UNITI D'AMERICA"  41 MORTI

FOTO DI ALESSANDRO PENSO QUI


QUESTO AUMENTO E' DOVUTO SOPRATTUTTO ALLA SIRIA CHE LO SCORSO ANNO HA VISTO 2.5 MILIONI DI PERSONE DIVENTARE RIFUGIATI E ALTRI 6.5 MILIONI SFOLLATI INTERNI. 
POI C'E' LA REPUBBLICA CENTRAFRICANA E IL SUD SUDAN. 
IL NUMERO DI PERSONE COSTRETTE A DIVENTARE RIFUGIATI EQUIVALE ALLA POPOLAZIONE DI INTERI PAESI COME LA SPAGNA, IL SUD AFRICA, LA COREA DEL SUD,  LA COLOMBIA ED ALTRI.

E se diventassimo noi i profughi o i rifugiati?
Perché escludiamo sempre questa eventualità?


Immagini dal Web

venerdì 12 giugno 2015

12 Giugno 2015 Giornata mondiale contro il lavoro minorile


Vorrei rimandarvi ai post che ho pubblicato negli scorsi anni, quelli dove racconto esperienze vissute in prima persona incontrando quelle giovani vite.
Ad oggi devo dire con rammarico che IN TUTTO IL MONDO  nulla è cambiato. 
Molto s'è fatto, forse, ma tantissimo è ancora da fare. 
Sto progettando ancora gente.... Sto progettando!

Faccio tante cose ma ne progetto ancora nonostante la mia maniacale normalità

*********************
Feliz (14/15 anni all'epoca della foto)
Si continuano a rammemorare giornate contro qualcosa di orrendo e ci si continua a scontrare con le proprie coscienze. 









A presto!

carlafamily

mercoledì 5 novembre 2014

Genitori e figli

Quante volte noi genitori, con i figli ormai adulti, ci soffermiamo a domandarci se abbiamo agito bene nei confronti dei nostri ragazzi? 
Forse ogni giorno, ed ogni volta lasciamo che la risposta ci passi accanto dando una sbirciatina a tutto il nostro passato lavoro.
Ci son giorni e giorni, non tutti sono uguali, i giorni della positività ed i giorni in cui vediamo tutto nero, cioè i giorni in cui ci diamo una pacca sulla spalla e ci diciamo "ben fatto!", altri che diciamo "ma chi me lo ha fatto fare?" ed altri ancora pieni di  buoni progetti per noi stessi e ci ripetiamo "aaaaaaaaaaaa ora si che faccio proprio quel che mi pare...", tutte considerazioni che non hanno continuità, durano appunto solo un giorno, forse anche solo pochi minuti.

Comunque sia arrivo sempre alla solita conclusione e cioè che il ruolo di genitore è il più difficile da ricoprire, un ruolo che necessita di tutto il nostro tempo, senza pause, mille ingombranti dolori e milioni strabenedette soddisfazioni, nemmeno quelle son facili da gestire....


Non esistono figli perfetti e nemmeno

lunedì 3 novembre 2014

Brittany Maynard

Con un video aveva annunciato la sua morte sabato sera. 
Brittany Maynard di 29 anni ha posto fine alla sua vita nella sua nuova casa di Potland in Oregon, uno degli stati che consentono il suicidio assistito, e lei era stata considerata idonea. 
Dalla sua entrata in vigore, nel 1997, 1173 persone nello Stato si sono fatti scrivere prescrizioni per medicine letali, ma fino al 2013 solo 752 di esse hanno effettivamente usato le medicine per morire.
Altri quattro Stati degli USA – Montana, New Mexico, Vermont e Washington – hanno leggi simili e disegni di legge sono stati introdotti in altri sette Stati. 

A  Brittany era stato diagnosticato un glioblastoma al quarto stadio, un tumore al cervello maligno e la prognosi era: solo sei mesi di vita. 
Di fronte a questa malattia Brittany aveva scelto di vivere pienamente ogni singolo giorno viaggiando, mantenendosi occupata fisicamente e impegnandosi nelle più svariate attività.
Era una viaggiatrice, un'altruista, desiderosa di farsi un'esperienza nell'ambito dell'insegnamento a Kathmandu, Nepal, Vietnam, Cambogia, Laos, Singapore, Thailandia, Costa Rica. 
Ha voluto vivere le esperienze più svariate come arrampicate sui ghiacciai , scalate sul Kilimanjaro.
Era anche una volontaria regolare in una organizzazione per il soccorso degli animali


Questo il suo messaggio lasciato su Facebook:

giovedì 18 settembre 2014

Splende il sole sulle scarpe di "Elton"

Ogni giorno ci ricasco, ogni santo giorno, penso a quella terra, a qui popoli.
Probabilmente questi  ricordi non mi lasceranno mai, il desiderio di tornare è così forte che a volte mi sembra di percepire un certo dolore ma questo lo avevo già detto in un altro post. 
Ogni giorno mi manca quella semplicità, l'alzarsi al mattino senza preoccuparmi di essere all'altezza del paesaggio e della gente che incontrerò in ufficio.
Ogni cosa , ogni persona, ogni situazione si adegua a me e se non è così sono io che semplicemente e con naturalezza mi adeguo a loro e nessuno mi chiede spiegazioni.
Lì la moda non esiste e  non è perchè non la conoscono o non hanno buon gusto, semplicemente è roba da giornali, da gossip, roba da ricchi. 
Lì si assapora ancora la gioia che provavano i nostri nonni quando avevano un vestito nuovo, quell'unico vestito per un'unica stagione, un paio di scarpe comprate un po' più grandi, così.... per la "crescita" diceva la mia nonna.
Ricordo ancora Elton (sì, si scrive così come lo scrivono loro, non facciamo troppo i pistini qui)  un ragazzino di 13 anni, lo vedo come fosse qui davanti a me e mi viene da sorridere al solo pensiero. 
E' un giorno di quelli afosi, caldissimi, non si sa come e dove stare per sopportare il calore, le pagine del libro si appiccicano alle braccia o alla sedia di plastica, le forze hanno deciso di abbandonarci, mentre sono lì accaldata che tento di rilassarmi e seduta sulla mia appiccicaticcia sedia di plastica noto che Elton indossa un paio di scarpe che sono evidentemente più grandi della sua probabile misura, stonano rispetto al suo corpo e questo mi salta subito all'occhio, gli chiedo che numero di piede porta e con tutta la naturalezza del mondo mi risponde: 
- 35..... (sorride meravigliosamente)   però mia mamma mi ha comprato il 38 così per qualche anno posso usarle - e sorride ancora soddisfatto  perchè gli ho dato la possibilità di spiegare la trovata intelligente della mamma, una vera prodezza. 
Mi invade una fortissima tenerezza, l'orgoglio di questo adolescente che m'insegna come la sua mamma economizza e tira avanti la baracca, Elton è felice!
Ma non ha finito di spiegarmi: 

mercoledì 10 settembre 2014

Niños “huelepegas”

Da quelle parti li chiamano "Huelepegas" e si trovano dappertutto a Granada, Managua e Masaya. Sono ragazzini che non vanno a scuola e si aggirano per le strade della città con un vasetto di vetro o una bottiglietta di plastica o un sacchetto dove all'interno c'è colla (quella che usano anche i calzolai) e ci ficcano il naso respirandola profondamente. Passano così le loro ore i loro giorni fino a che il loro cervello, la loro mente non ce la fa più e cadono senza vita al suolo
Quando sono stata a Masaya li ho visti a tutti gli angoli ma soprattutto vicino al mercato.

Barcollano come ubriachi, alcuni sono davvero molto piccoli, si avvicinano guardandoci con quegli occhi semichiusi e pronunciano frasi senza senso.

Perchè fanno questo?
Perchè sono soli, non hanno nessuno, non hanno una casa, non hanno amici veri ed hanno conosciuto solo violenza, abuso e soprusi. Dormono per strada, nel fango, sui cartoni e quando gli sorridi loro tentano di risponderti ma non ce la fanno, sono troppo stanchi hanno solo la forza di chiederti "1 dollar please..." per comprarsi altra colla. Vogliono dimenticare la propria vita.  Basta molto meno di un dollaro per portarli lontano, lontano dalla realtà, possono comprarsene per se e per qualche amico di disgrazie. 
Le loro famiglie sono inesistenti, non ricordano neppure da quanto tempo sono lì. Probabilmente sono le famiglie stesse ad averli buttati in strada.
La colla è di facile reperibilità ed è per questo che viene definita la droga dei poveri. 
Gli effetti sono devastanti in quanto ha lo stesso effetto della dipendenza da alcol, immaginiamoci quindi l'effetto che può avere su di un bambino, un effetto definito ipnotico-sedativo, nausea, vomito, vista doppia, ulcere al naso ed alla bocca, tosse, tachicardie, aritmie,insufficienza renale, pressione bassa o alta, disturbi nel movimento e nell'equilibrio, allucinazioni, panico, confusione mentale,  provano una sensazione di rilassamento e calma,  sono proprio queste le sensazioni che cercano questi giovanissimo: relax e calma dopo chissà quale esperienza ignobile subita.
Il sangue viene raggiunto con molta rapidità dai principi attivi di questa sostanza ma gli effetti durano solo alcuni minuti ecco perchè questi ragazzini sentono la necessità di continuare a sniffare, è  così che subentra la dipendenza e la morte per soffocamento o attacco cardiaco di conseguenza.

Gli si possono dare molti aiuti a questi giovani ma gli strascichi rimangono come cicatrici nella loro mente, nella loro psiche e sul loro proprio corpo.

Clicca su queste FOTO

Nel 1999 è uscito il film che spiega in molti dettagli la vita, le condizioni di questi fanciulli,

Trama: Oliver subisce maltrattamenti nella sua casa e trova rifugio come tanti altri bambini nelle strade violente di Caracas, affrontando criminalità, violenza, corruzione, soprusi di ogni sorta. fame, dolore e lotte.  Sente il desiderio e la nostalgia di quella casa dove è nato e la solitudine lo spinge a far parte di bande legate al traffico di droga e allo sfruttamento  dei bambini di strada.  
Su Youtube si può trovare il film

FICHA TÉCNICA / ARTÍSTICA

DIRECTOR(ES): Elia Schneider
GUIONISTA(S): Nestor Caballero, Elia Schneider, Santiago Tabernero
FOTOGRAFÍA: Oscar Pérez
MÚSICA: Francisco Cabrujas
MONTAJE: José R. Novoa, Jose Alcalde
SONIDO: Jacques Casuto
DIRECTOR ARTÍSTICO: Silvia Inés Vallejo
PRODUCTOR EJECUTIVO: José Ramón Novoa
DURACIÓN: 110 minutos
REPARTO: José Gregorio Rivas, José Solorzano, Alfredo Medina, Pedro Lander, Adolfo Cubas, Néstor Terán, Laureano Olivarez, Ramón Paiva

PREMIOS:
Festival Internacional de Cine de La Habana, Cuba: Premio Glauber Rocha Mejor película; Festival Internacional de Cine de Santa Cruz, Bolivia: Mejor fotografía; Festival Internacional de Cine de Buenos Aires, Argentina: Mejor película, sección Derechos humanos; Festival Internacional de Cine de Gava, Barcelona, España: Mejor fotografía; Festival Internacional de Cine de Nueva York, USA: Mejor película; Festival Internacional de Cine de Vitoria, España: Mejor película.



DEDICATO A LOS niños “huelepegas”





martedì 5 agosto 2014

SILENZIO! Guerra....

(Foto RunRun.es)


In queste settimane aprendo le pagine dei quotidiani online ci si imbatte in notizie shoccanti, terrificanti relazionate alla guerra. La guerra non può essere altro che shoccante e terrificante lo so, sembra banale ciò che ho scritto ma è la base dei sentimenti di fronte a tanto orrore. 
Anche la questione dei numeri, in fatto di morti e di armi, ci allibisce.
Quelli che vivono proprio là forse non riescono più a piangere o forse non ce la fanno più ad inseguire tutto il dolore che li circonda e che li attanaglia senza tregua ed allora qualcuno si accascia sulle macerie e osserva il contorno della sua vita ed il rumore delle armi sembra musica pesante e funesta. Tutto si spegne.
Silenzio! Solo guerra!. 
E tutto piomba nel silenzio. 

Numeri, foto, immagini, considerazioni, tutto ciò si spreca cercando di toccare il tasto umano dell'opinione pubblica. 
I media ci sono, combattono anche loro ed anche loro non riescono a raggiungere tutte le guerre.
Sono troppe e politicamente parlando non tutte "devono" essere aggiornate.
Qualche voce fuori dal coro si altera e si dimena affrontando l'indifferenza.

Ci assale un dolore profondo con mille domande. 

L'altro giorno m'è capitato di ascoltare  alcuni giovani che stavano pacificamente parlando tra loro, quando la conversazione prende la direzione verso la guerra Israele-Palestina-Gaza.
Ne sono stata favorevolmente colpita scoprendo tanta saggezza.
Nessuno di loro parteggiava per l'una o l'altra parte e la conversazione scivolava via senza polemiche.
C'era timore nelle loro parole, sfiducia, delusione, sconforto, scetticismo e tanti dubbi.
Poi una semplice frase mi ha colpita, uno di loro chiude la conversazione dicendo: 
-Mi viene da pensare che tra questi 2 popoli il vincitore sarà quello che cederà. Ormai su quei confini c'è troppo sangue .
E tutti annuivano in silenzio.

E' così semplice e così irrealizzabile. 
Tutto potrebbe essere semplice ma in realtà ci hanno bendato gli occhi con l'ipocrisia. 

E le guerre continuato arricchendo certuni ed ammazzando altri. 

Relazione: ARMI - GUERRA COMMERCIO

GAZA - ISRAELE - PALESTINA - Non vengono rispettati i principi di distinzione e precauzione, ha detto l'alto commissario ONU per i Diritti Umani. Non è entrata in vigore la tregua umanitaria richiesta dalla Croce Rossa. Non c'è tempo per raccogliere i corpi degli uccisi. E' quasi impossibile scappare. 

SUD SUDAN - Pochi giorni fa la Cina ha inviato 1000 tonnellate di armi leggere e munizioni per un valore di 38 milioni di dollari 
Ora qualcuno di importante ha la garanzia che la guerra può proseguire.
(Da l'Internazionale) Oggi la carestia è sempre più vicina: " Le Nazioni Unite  hanno solo il 40 per cento dei fondi necesSari per gli aiuti umanitari. Milioni di persone dovranno affrontare una crisi alimentare estrema". 

SIRIA - La situazione umanitaria va sempre più deteriorandosi. Si continua a cercare accesso umanitario, gli aiuti non vengono accolti ne dal governo siriano ne dai combattenti in opposizione. Ora le NaZioni Unite hanno approvato la risoluzione che autorizza la consegna di aiuti umanitari anche senza il consenso del governo

IRAQ - La situazione sta drasticamente crollando. Il conflitto è settario. Prosegue una caccia al diverso colpendo varie etnie e religioni.

UCRAINA - La si potrebbe definire Guerra fratricida. Si è passato aI razzi blindati e ai missili. Fucili e kalashnikov sono del recentissimo passato. Un esercito armato da stati stranieri. Il terrorismo nella guerra, come molti lo definiscono. 

ERITREA - silenzio totale, nessuno immagina che la tortura è una routine. I media, le organizzazioni non posso entrare nel paese. La gente sparisce nel nulla, dissidenti. 
Le Nazioni Unite stimano che circa il 70% della popolazione non riesce a soddisfare il proprio bisogno alimentare. Ma qualcuno dice che l'Eritrea è autosufficiente e quindi rifiuta gli aiuti internazionali. Ci  sono più eritrei sotto le armi che nella forza lavoro.

BIRMANIA - MYANMAR - Armi: Stupri, violenze, mine antiuomo. 


NIGERIA
AFGHANISTAN 
EGITTO 
MALI
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
REPUBBLICA CENTRAFRICANA 
SOMALIA   
PAKISTAN 
YEMEN
COSTA D'AVORIO
ETIOPIA
LIBIA 
KENYA 
MAURITANIA 
UGANDA 
FILIPPINE
COLOMBIA  


TOTALE DEGLI STATI COINVOLTI 
NELLE GUERRE  62
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IO DEVO TENTARE DI FERMARE QUESTO MASSACRO...
-------
-MI PERDONI?
-NIENTE DA PERDONARE SIDNEY, NIENTE 

Dal film  URLA DEL SILENZIO  (1984)
****************************

Urlare, urlare nel silenzio di un idilliaco mondo perfetto, urlare nel silenzio per far si che esso venga ascoltato, urlare per dar voce ai propri pensieri. Quante urla nel silenzio, quante cose nascoste nel silenzio, quante voci non verranno mai ascoltate, quante voci non saranno mai sentite, quante cose non verranno mai capite nell'urlo di un silenzio.   (Rosa Maria) 

(Foto Infobae.com)

mercoledì 16 luglio 2014

ANONIMO - Senza nome quindi non esisti


Lo si può cercare in ogni angolo della società ma non esiste.
Forse ora vuole essere lasciato in pace dopo gli anonimi sputi che ha seminato qua e là, non credo potrà mai stare in pace con se stesso.
Siamo sommersi di atteggiamenti frivoli e sarcastici e molti si accostano alla vita con questo spirito parlando in modo irriverente di cose estremamente serie. 
Voglio resistere alla tendenza ed al desiderio di insultare chi ha un comportamento così odioso e mi risulta difficile. 
Un anonimo è come se si appropriasse dei sentimenti altrui e questo è scellerato. 
Temo che non rispettando se stesso non potrà mai rispettare il suo prossimo. 
Dell'anonimato si può abusare per dimostrare ogni più infimo sentimento, l'anonimo diventa un tiranno che non da spazio al confronto.
Forse l'anonimo sta lottando contro sentimenti di inferiorità, forse è totalmente insoddisfatto di se stesso, l’elenco dei suoi difetti può essere lungo parecchie pagine ma nulla giustifica l'offesa.

Forse l'anonimo ritiene che bighellonare tra i blog seminando stupidità sia un innocuo giochetto da ragazzi, inesorabilmente cade nell'idiozia che supera l'apice dell'inutilità e danneggia solo se stesso. 
Gli si potrebbe suggerire di mettersi allo scoperto ma non lo farebbe mai, però potrebbe almeno scomparire dignitosamente (?)
Fermarsi prima di raggiungere una bassa stima di se stesso o forse ha già perso il controllo.

L'Anonimo ha ricevuto la gloria? Ma a chi la può mostrare?
Ora spicca? Su chi? 

La storia è piena di anonimi che hanno lasciato traccia con le loro sagge parole ma gli anonimi come questi fanno insorgere  indignazione allo stato puro e poi  di loro se ne perdono le tracce. 

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Contro tutti i commenti che pervengono nei nostri blog in forma ANONIMA  e che offendendo la nostra dignità


martedì 15 luglio 2014

Io penso e voi scrivete...


Web


Forse soffro di un'infermità grave, i pensieri stanno prendendo il sopravvento.
Ora metto in bocca gli ultimi bocconi cercando di concentrarmi più che mai sul sapore del cibo, non posso incominciare con la brutta abitudine di perdermi i piaceri della vita, fosse anche solo una pasta in bianco, questa comunque non è una pasta in bianco...
Rimbalzo da un blog all'altro, oggi è martedì e stranamente ho un po' più di tempo, di solito é il lunedì che mi concede spazio per i blog, leggo e rileggo. 
Alcuni post mi fanno sorridere altri mi fanno riflettere, altri mi commuovono, altri ancora mi colgono di sorpresa, comunque tutti mi aiutano a pensare. Pensare a quel tutto che interessa alla gente, alle cose su cui a volte dimentichiamo di soffermarci. Tutti però mi aiutano a riflettere positivamente anche se il post letto non mi ha più di tanto coinvolta. Non importa! Ho conosciuto.  Ho saputo. Ho visto. Ho ascoltato. Ho sussultato. Ho riflettuto. Ho meditato. Ho riso. Ho sorriso. Ho commentato e anche non commentato perchè avrei rovinato tutto o semplicemente perché non c'era nulla da commentare.
Le polemiche non mi piacciono, le considero l'anticamera della rissa, quindi se annuso polemica me ne vado, anche in questo contesto però rifletto.
Siamo pieni di voglia di comunicare e credo che questo sia estremamente umano, direi quasi perfetto. Ognuno ha i propri interessi e stili che all'improvviso diventano interessanti per tutti, così si conosce quella parte di noi che vogliamo che altri conoscano, non è sempre la parte migliore ma è quella parte di cui non ci vergogniamo affatto bella o brutta che sia. Poi si scopre quell'altra parte di noi che non sapevamo di possedere. 
Ognuno ha una terapia o una strategia per sentirsi meglio e questa è la mia. Sarà banale ma molte volte le cose banali ci salvano da situazioni pesanti.

Oggi ho letto, per esempio, di Andy Warhol. e mi ha ricordato che devo assolutamente telefonare alla mia amica per dirle che dobbiamo andare a vedere la mostra che c'è a Roma fino al 28 settembre. Dobbiamo sbrigarci altrimenti il tempo passa, poi arriva settembre e la mostra chiude e se non la vedrò mi pentirò come una stupida.
Poi sono passata da ANTONELLA  ed ho sentito nostalgia di CASA, si sono messi in moto quei meccanismi tanto interni che mi farebbero correre a prendere il primo volo per tornare.
Mi sono anche lasciata coinvolgere dalla lettura di un'amicizia... normale nel nuovo post del PIANISTA SUL TETTO, provo un miscuglio di tenerezza e rabbia.
Passo poi da Valdo Vaccaro con i suoi consigli che non riesco mai a seguire ma che mi ostino a leggere.
Ho letto le novità dell'UNIVERSO NOKYA e mi sento un'emerita imbecille.
Appuntamento fisso da MOZ per sorridere in santa pace e stupirmi ancora una volta della quantità di commenti che ogni suo post suscita. E' un blog accogliente e, come ho detto prima, si commenta in santa pace. 
Ho anche scoperto il mansplaining. Mamma mia quante cose non so. Ho letto anche il post di venerdì a proposito del  bucato repellente, uno spasso. Io Silvia non l'ho mai conosciuta personalmente ma mi sono immaginata tutta la scena e ho riso come una matta. Per me Silvia è un'intellettuale completamente fuori dalle righe..... nessuna offesa, sono gli intellettuali in riga che mi mettono a disagio, lei no dal primo giorno e la ringrazio.
Faccio una capatina da PINO , mai far passare un giorno senza poesia, me lo hanno insegnato in Nicaragua. PINO oggi mi ha fatto capire che tra una pizza e una stonata si possono vivere grandi e lunghi amori.
Non dimentico di passare dal Cavaliere che tra appelli e proverbi mi fa sentire ancor più combattiva.
Poi c'è questo Blogghetto piccolino ma che mi piace un sacco, quello di CHIARA, mi piace come scrive e con quanta discrezione dice le cose. Mi piace e basta! Ed è da lei che ho conosciuto questa simpatica donna che ha un futuro da ex ingegnere. Scrive che è una meraviglia, con un dono della sintesi pazzesco, cerco sempre di imparare sia da lei che da Chiara. Ho il dubbio (forse non è più un dubbio) che siano anche molto amiche o vicine di casa.
Ho un certo occhio di riguardo verso Audrey perchè ogni volta che entro nel suo blog ho un senso di serenità e freschezza. gli argomenti grevi li trasforma in piacevolezza e poi è molto gentile e questo non lo sottovaluto affatto.
Ho un'affezione per la dolcissima Marzia che ci fa arrivare in punta di piedi sull'uscio di casa sua e delicatamente ci racconta del suo mondo, le voglio bene...
Ho conosciuto il Cielo di Linda tanto pratica e tanto dolce, un'accoppiata difficile, anche il suo modo di scrivere mi cattura e vorrei leggere di più da lei.
L'avete conosciuta SARI? ferma e distinta, credo che potremmo essere buone amiche, ho la sensazione che potrebbe essere un'amica presente nei momenti difficili, non so perchè mi ha dato questa sensazione. Non lasciatevi ingannare però, tocca argomenti duri e li descrive anche in sole 2 righe e  mezza.
La PATA, l'ho conosciuta da poco ma scorrendo tra i blogger la incontravo spesso e così ora mi piace passare dal suo blog perche è pieno di "considerazioni" a cui non avevo mai pensato, è una scoperta.

Potrei continuare all'infinito ma devo andare perchè ho da fare e non ho più tempo.
Per oggi il mio "andare" per blog finisce qui, riprenderà più tardi quando scenderà il silenzio in questa casa oppure domani. Il mio è un viaggio con tante soste, un modo per imparare viaggiando virtualmente, in molti lo fanno perchè si conosce ciò che mai si potrebbe conoscere standocene chiusi ed appartati. Un afferrare interessi ed argomenti a cui mai avremmo badato. Conoscere e imparare, due parole che mi sanno d'infinito. A presto! 


carlafamily



domenica 29 giugno 2014

NICARAGUA 2013/2014, attimi di fragilità


Troppe persone distratte, sconsiderate,  se scappo forse non si accorgerà nessuno. 

Vorrei per una volta sgattaiolare ma non sarebbe senza rimpianti. 
Mi sento così fragile qui in questo lembo di terra che dovrò come sempre vincere me stessa. 

Non è vero che solo i grattacieli di New York sono enormi, è qui che tutto sembra troppo accentuato,  sono le emozioni che sono gigantesche e io non riesco a raggiungere tutto questo.
Mi sento così indifesa e ogni mia imperfezione mi stritola.
Vorrei far perdere le mie tracce e non dover vedere tutto ciò che molti negano. 
Questo è ciò che mi dice l'istinto. 

Andandomene, a questo punto, butterei alle spalle anche me stessa, quindi ancora non devo arrendermi alle sensazioni ed ai ricordi, nuovamente! 

Non mi riconosco in molti frangenti, 
so di essere diversa, a volte più forte. 

Ora sembra tutto "troppo", ma è comunque, 
come sempre, limpido.

Sono le forti emozioni quelle che mi lasciano in questo stato di torpore e divento tanto fragile di fronte a tanto dolore al punto da prostrarmi io stessa. 
Cosa mi aiuterà a rialzarmi?

NICARAGUA:  LE MIE FOTO
Mi rendo conto che in questo silenzio fatto di miseria basta una musica, un ricordo e ricompare come un sorriso la gioia, mai si dimentica! 

A volte mi perdo e mi domando perchè sono qui, 
in realtà però non lo dimentico mai!


Forti sensazioni abbandonate che mi fanno un certo male e il senso del vuoto  diventa più forte, come se il mio cuore fosse disabitato. 

E' solo un attimo ....
Tutto ritorna, se non in questa realtà almeno col tempo otterrò l'affollamento di risposte ai miei perchè.

Tutte le banalità del mondo ora sembrano ancor più banali, il vero senso delle cose non l'ho perso, l'ho acquistato ancor di più, il Nuovo senso delle cose.  
Non importa se non sarò capita.

Vorrei però poter piangere senza dover arrendermi ai ricordi. 
Ci sono giorni in cui il pianto vorrebbe prevalere ma qualcosa di forte me lo fa soffocare, si può sempre soffocare il dolore? 
Non sempre! Molte volte sì!

Forse è meglio scappare per un po', non troppo lontano, solo dietro a quel muro. 

carlafamily

martedì 17 giugno 2014

Dedicato al traffico di Roma

Ahi ahi Roma, meravigliosa, luminosa, splendente e tanto rumorosa. 
Sto imparando a conoscere i romani, a poco a poco, senza fretta .  
Nel traffico imparo a conoscerli meglio, proprio il tasto dolente. 
Possibile che la guida dei romani sia tanto sicura e altrettanto pericolosa?  
Io che provengo da un piccolo paese del biellese e che ho una guida, come tutti i miei conterranei,  pulita e prudente, credo di aver scoperto cos'è il vero terrore nel traffico di Roma. 
Questo lo devo proprio dire: Noi non parcheggiamo in doppia fila (qui ho visto anche in tripla), Non sorpassiamo a destra, Usiamo la freccia per indicare la direzione, al semaforo non tagliamo la strada a nessuno, non parcheggiamo davanti ai passi carrabili,  non parcheggiamo sulle strisce pedonali e se qualcuno osasse farlo verrebbe osservato talmente in cagnesco che non s’azzarderebbe rifarlo un’altra volta
Ecco io, povera montagnina,  mi sento terrorizzata in mezzo a tutto questo caos. 
Ho il navigatore incorporato ormai, non mi allontanerei da lui nemmeno se mi sparassero, fa un po’ da deterrente, diciamolo pure. Spero sempre che i romani vedendo

sabato 29 marzo 2014

Come un soldato



Playa El Coco (San Juan - Nicaragua)


Vogliamo fare gli eroi?  Facciamolo dunque, cosa aspettiamo? 
Il tempo trascorre troppo velocemente e il tempo chiede a tutti quanti gli interessi, lo si paga sempre e comunque. 
I giorni spensierati non durano molto, è una banalità? Comunque è così! 
A volte si rimpiange ciò che non si ha avuto il coraggio di fare,  questo e ciò che ci potrebbe uccidere dentro, voltandoci potremmo scorgere domande che mai hanno ricevuto risposte.  "Perchè?" 
Gli anni trascorrono velocemente e i giovani non lo sanno ancora, gli adulti ne vengono all'improvviso sopraffatti e si sentono smarriti. 
E' dunque tempo di affrettarci a godere la vita nel suo giusto valore, 
non aspettandoci dagli altri ciò che mai ci potranno dare. 
Trascorrendo il nostro tempo regalandolo un po' anche agli altri se ciò è possibile ed è in nostro potere. 
Diamo, finalmente, senza aspettarci nulla in cambio. 
Forse, a volte, ci aspetterà un semplice grazie o un timido sorriso. 
Non rimandiamo di elargire favori a chi ne ha bisogno e non potrà mai ricambiare.
Non aspettiamoci elogi e, peggio, lusinghe, facciamolo e basta, questo dovrebbe essere il bersaglio di ogni singolo giorno e per tutto il tempo che viviamo. 

Eleggiamoci soldato di noi stessi e per gli altri, combattiamo per difenderci dalle ingiustizie, copriamoci e comprendiamoci gli uni gli altri, ascoltiamoci a vicenda e in silenzio, dedichiamoci tutto il tempo necessario, e che non sia solo la qualità a contare, per favore non raccontiamoci la favola della "qualità", rendiamoci conto che è anche e soprattutto la "quantità" che conta.  
Il tempo trascorre e non possiamo più attendere altri giorni per vivere davvero combattendo per gli altri come un soldato.
carlafamily




Traduzione testo “Soldier” di Gavin DeGraw:
La ra la ra ra ra, la ra la ra ra [x2]
Dove andava tutta la gente?
Hanno avuto paura quando le luci si sono abbassate.
Ti ho porto attraverso ciò lentamente e dolcemente,
Quando il mondo gira senza controllo.
Impauriti da ciò che potrebbero perdere
Potrebbero spaventarsi o ammaccarsi.
Tu potevi pregare e qual è il senso
E’ per questo chè si chiama momento della verità
Lo prenderei se tu ne avessi bisogno,
Lo cercherei se non lo vedessi,
Tu hai sete,io sarò la pioggia,
Ti ferisci,prenderò le tue pene.
So che non ci credi
Ma l’ho detto e dico sul serio,
Quando hai sentito ciò che ti ho detto,
Quando ti preoccupi sarò il tuo soldato.
Divertente quando i tempi si fanno difficili,
All’ultimo momento quando credevi di pagare,
noi siamo sempre nel più lungo cortile,
Oh loro sentono diventare freddi i loro piedi.
Nascondendosi qui,nascondendosi là
Trovi loro sotto le scale,
La gente si nasconde ovunque,
Provando a restare immobile come una pietra.
Lo prenderei se tu ne avessi bisogno,
Lo cercherei se non lo vedessi,
Tu hai sete,io sarò la pioggia,
Ti ferisci,prenderò le tue pene.
So che non ci credi
Ma l’ho detto e dico sul serio,
Quando hai sentito ciò che ti ho detto,
Quando ti preoccupi sarò il tuo soldato.
Il mio obiettivo è così vero,
Voglio mostrartelo,
Ci proverò per sempre,
Non dirò mai “mi arrendo”.
Lo prenderei se tu ne avessi bisogno,
Lo cercherei se non lo vedessi,
Tu hai sete,io sarò la pioggia,
Ti ferisci,prenderò le tue pene.
So che non ci credi
Ma l’ho detto e dico sul serio,
Quando hai sentito ciò che ti ho detto,
Quando ti preoccupi sarò il tuo soldato.
Sarò il tuo soldato
Sarò,oh sarò il tuo soldato
Sarò il tuo soldato
La ra la ra ra ra, la ra la ra ra [x2]






sabato 22 marzo 2014

Siria 15 Marzo, tre anni di guerra.

La Siria,  un paese di 22 milioni abitanti, ha vissuti i suoi tre anni di guerra che gli son costati più di 140 mila morti e 3 milioni di profughi nei paesi vicini e almeno altri 5 milioni di profughi interni, persone che hanno dovuto abbandonare il loro paese, le loro case, quelle che nel loro cuore chiameranno sempre e per sempre la "loro casa".
Dal Web

Migliaia di persone uccise quindi, un fiume di sangue, un ennesimo fiume di sangue. 
Nessuno ha conseguito la vittoria, nessuna delle parti ed il sangue continua a scorrere. 
Ci sono stati sforzi da parte della comunità internazionale con il tentativo di mitigare o di risolvere il conflitto, ma non ci sono stati risultati rilevanti.
Le conferenze di pace tenutesi a Ginevra sono fallite. 
Le spedizioni di soccorso internazionale non hanno ottenuto il successo sperato.
La comunità internazionale non si sta accorgendo che dentro quei confini la guerra sta diventando sempre più violenta. 
Si legge che in queste settimane in Siria siano morte duecento persone al giorno, il numero più alto da quando il 15 marzo 2011 i manifestanti sono scesi in piazza contro il regime. 
Erano i primi giorni della guerra civile e si dice che tutto ebbe inizio da alcuni graffiti di 15 adolescenti che vennero poi arrestati, torturati e forse alcuni di loro uccisi e altri scomparsi. Rimangono sconosciuti, qualcuno conosce i loro nomi? Sono solo adolescenti, quello stadio appena dopo l'infanzia. 
L'Onu parla di una "situazione inimagginabile" e di un esodo pari solo a quello conosciuto dall'Afghamistan. L'alto commissario dell'Onu Antonio Guterres aggiunge che " E' inconcepibile che una catastrofe umanitaria di questa entità stia accadendo sotto i nostri occhi e che non ci sia alcun progresso significativo per fermare il bagno di sangue ". Il 40% della popolazione è sfollata.
Una nota dei massimi responsabili Unicef e Unhcr e alti rappresentanti di Mercy Corps, Save the Children e World Vision International affermano che "i tre anni di conflitto hanno sconvolto la vita di milioni di bambini e giovani e una generazione rischia di andare perduta".



domenica 16 marzo 2014

Per tutti quelli che ...

Per tutti quelli che pensano che ci siano cose tanto grandi che non potranno mai raggiungere. 
Per tutti quelli che pensano di essere fragili e così si vergognano. 
Per tutti quelli che si sentono deboli di fronte a milioni di 'Golia'. 
Per tutti quelli che si sentono indifesi e soli. 
Per tutti quelli che si sentono deboli, dimenticando che è il vissuto a modellare le esistenze, il vissuto di ognuno forgia tutti quanti.
Per tutti quelli che nel corso degli anni scoprono che la forza è anch'essa effimera come un soffio di vento e che la fragilità è sempre ciò che prevale pur stando nascosti dietro qualcosa per non rivelare nulla di se stessi.
Per tutti quelli che non possono rimuovere nulla del passato pur tentanto di dimenticare ogni avvenimento brutto accaduto,
Per tutti quelli che purtroppo si lasciano caratterizzare dagli eventi e dal passato, pensando di non aver nulla da perdere ed invece perdono la cosa più importante: se stessi! 
Per tutti quelli che volendo sopravvivere adottano l'unico modo a loro disponibile cioè quello di immaginarsi una realtà diversa, una realtà felice. 
Per tutti quelli che sanno che più il tempo trascorre più gli anni ci invecchiano e incupiscono se non lasciamo alle spalle i vecchi dolori.
Per tutti quelli che maturano la consapevolezza di non essere stati amati dai propri genitori.
Per tutti quelli che sanno che questa consapevolezza diventa più forte con l'andare degli anni.
Per tutti quelli che percepiscono di essere sempre stati un rifiuto e che da tempo hanno intuito che questa è la sola realtà.   
Per tutti quelli a cui appare vivido il ricordo dei propri genitori, un ricordo di loro quasi nullo di emozioni, privo di morbidezza, semplicemente nessun ricordo di cui valga la pena parlare. 
Per tutti quelli che hanno intuito da sempre di non esistere per le persone che dovrebbero essere il loro rifugio.
Per tutti quelli che hanno sospettato di essere stati rifiutati, dimenticati, orfani di genitori in vita, e poi si avvedono che non era un sospetto ma un'evidenza sotto gli occhi da sempre.
Per tutti quelli che ogni giorno della loro vita hanno assaporato l'amaro gusto del rifiuto.
Per tutti quelli che si domandano cosa c'è di tanto sbagliato in loro? cosa c'è di così orribile? cosa c'è di così NON amabile? 
Per tutti quelli che ricadono nuovamente vittime di questo vissuto e della realtà trascorsa,. 
Sì per tutti quelli che hanno la convinzione di essere stati un rifiuto, di essere sbagliati, di essere orribili e non meritevoli di alcun buon sentimento.
Per tutti quelli che si sentono intimoriti dai grandi sentimenti poichè nessuno glieli ha riversati. 
Per tutti quelli che dicono "Non merito che qualcuno mi ami", così  allontanano chiunque tenti di trasmettere loro amore come impauriti ma, sarebbe meglio dire, impreparati per così grandi e naturali sentimenti.  
Per tutti quelli che sono vittime di se stessi dopo essere state vittime di altri.
Per tutti quelli che hanno capito che la fragilità non è una colpa, la debolezza non è un disonore, nessuna vergogna in tutto questo. 
Per tutti quelli che si rendono fragili e nonostante tutto sono grandi guerrieri.
Per tutti quelli che per ogni piccolo obiettivo devono intavolare una lotta e non per raggiungere chissà quali grandi traguardi ma per raggiungere uno straccio di serenità.
Per tutti quelli che hanno come bersaglio quotidiano la normalità. 
Per tutti quelli che ogni giorno fronteggiano  se stessi per non ricadere vittime del rifiuto da parte di altri. 
Per tutti quelli che ripetono a se stessi che sono amabili.  
Per tutti quelli che osano nel voler affermare  che sono speciali. 
Per tutti quelli così, per quelli che, forse come me, ogni santo giorno esigono una conquista, quella di riuscire ad essere normali in mezzo a un mondo di geni. 

Lo penso, l'ho sempre pensato e forse lo penserò sempre, il Nicaragua e la sua gente mi hanno insegnato che per tutti quelli che vivono grandissimi disagi ci sono persone che fanno del loro meglio, anche se poco, per farli sentire grandi. 

carlafamily






La gente che mi piace

Mi piace la gente che vibra, che non devi continuamente sollecitare e alla quale non c'è bisogno di dire cosa fare perché sa q...