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martedì 16 febbraio 2016

Sono andato... (Navajo)


Brent Stirton/Getty Images/Reportage


SONO ANDATO... 

Sono andato alla fine della terra 
Sono andato alla fine delle acque
Sono andato alla fine del cielo 
sono andato alla fine delle montagne 
Non ho trovato nessuno 
che non fosse mio amico 

(Navajo)



lunedì 6 gennaio 2014

Vecchio Coyote - Grande Capo Indiano





Se non lascerai inaridire il tuo cuore, 
se farai delle piccole gentilezze ai tuoi simili,
essi ti risponderanno con affetto.
Ti doneranno pensieri amichevoli.
Più uomini aiuterai, più saranno i buoni pensieri che ti verranno rivolti. 
Il fatto che ci siano degli uomini ben disposti nei tuoi confronti,
Vale più di ogni ricchezza.

Vecchio Coyote 


mercoledì 3 ottobre 2012

El Cacique Diriangén

Ultimamente Blogger mi ha fatta dannare sia per i commenti che per i post. L'ho sempre detto che io non sono un genio quindi quando ho un problema informatico mi devo mettere calma e studiare il problema girovagando nella rete per trovare una soluzione, poi tra un consiglio e un tentativo da parte di qualche amico si arriva (non sempre) alla soluzione. Bene! pare che anche questa volta ce l'ho fatto..........

Dilcia la conoscete, ci ha già parlato del "Gallo Pinto" .... ricordate? Il riso e fagioli ricetta nicaraguense. El Gallo Pinto piatto tipico di questa terra.


Sentiamo cos'ha da raccontarci ora Dilcia.
-Oggi vorrei parlarvi di un Capo Indiano che ancora oggi riscuote molta ammirazione tra noi nicaraguensi poichè racchiude gran parte della storia di questo popolo. Si conosce molto poco di lui ma quel che si conosce è di grande impatto, era el cacique Diriangén .
Diriangén, capo tribù Chorotega nato nel 1497 ricevette un'educazione tradizionale secondo la quale la madre aveva il compito di istruire e insegnare la storia della discendenza della tribù. I vecchi sacerdoti erano incaricati a tramandare la storia antica quando i loro popoli provenivano da lontano attraverso il mare, dove in seguito vennero ridotti in schiavitù e che per sfuggire dal nemico si mimetizzavano tra la natura e le nebbie della notte.
Raccontavano dell'adrenalina della fuga quando si dirigevano verso sud, alla ricerca di quel meraviglioso paese dei loro antenati di cui si raccontava quanto fosse pieno di vulcani, pianure e praterie, fiumi ricchi di pesci, lagune e due grandi laghi, uno dei quali ha visto emergere un'isola formata da due vulcani Ometepetl (Quest'isola val bene una visita come spiega il post). 
El Cacique Diriangén era considerato tra i più potenti cacique del Nicaragua. La sua breve storia la potete scoprire QUI (C'erano una volta gli indiani)
Quando lo spagnolo Gil Gonzales arrivò in Nicaragua incontrò il cacique Nicarao che come una guida gli facilitò l'entrata nelle terre nicaraguensi dopodichè si incontrò con altri caciques come per esempio Ochomogo, Goatega, Mombacho e Nandaime che regalarono allo spagnolo molto oro.

Web- El Cacique Diriangén
Quando il cacique Diriangén seppe che il conquistatore si stava avvicinando al suo territorio  gli andò incontro in pompa magna e solennità. Portarono molti pavoni qui conosciuti come chompipes, e portarono con se donne che indossavano molto oro, con loro vi erano molti altri indigeni della tribù che lo accompagnavano. A differenza degli altri caciques  la visita del cacique Diriangén allo spagnolo aveva l'obbiettivo di ispezione, Diriangén voleva conoscere il nemico.
Diriangen fu molto sorpreso che gli spagnoli avevano la barba e fu molto sorpreso che avevono cavalli. Quindi è certo che in America non c'erano cavalli prima dell'arrivo degli spagnoli.
Quando el conquistador gli propose di battezzarsi  e sottomettersi al re di Spagna Diriangén rispose con astuzia, chiese 3 giorni di tempo per riflettere, quello che voleva in realtà il cacique era conoscere meglio i conquistatori e guadagnare tempo per prendere decisioni. Terminati i 3 giorni  Diriangén  tornò con migliaia di indiani e combattè gli spagnoli fino a che dovette ritirarsi perchè le armi degli spagnoli erano di gran lunga superiori alle loro armi.
Agli spagnoli interessava solo il molto oro e non sapevano se ne sarebbero usciti vittoriosi.
Il Cacique Diriangén aveva solo 27 anni quando si apprestò a combattere los conquistadores. Era amante della libertà, della giustizia, della decenza e nemico della schiavitù e combattè gli spagnoli fino alla morte. ..........
.........Nel 1684, Fray Nemesio de la Concepción Zapata scrisse una cronaca in cui descrisse gli avvenimenti dell'ultima lotta di Diriangén: "Dopo una salita straziante di vette e canyons.... sotto la pioggia si è potuto raggiungere l'esercito sotto Nicuesa Alvarez per contattare gli indiani. E 'stata una battaglia terribile, tanto più che dal punto di vista di Diriangén si stava accingendo al combattimento finale contro gli spagnoli. L'esercito Nicaroguán - come erroneamente lo chiamava Fray Nemesio - esaurì 70 mila uomini. 
La battaglia è durata poco più di mezza giornata e l'esercito indiano è stato sconfitto..........."
Secondo la tradizione conservata e tramandata dalla viva voce dei contadini questo ultimo tentativo di Diriangen di fermare la conquista spagnola fu combattuta sulla collina Apastepe oggi vulcano Casitas, a sud del vulcano San Cristobal, ai piedi delle Pianure Olomega, nel dipartimento di Chinandega.
In questo modo Diriangén rappresentò, con le sue gesta, la prima resistenza degli indiani Nicaraguensi contro le invasioni spagnole.
Da questo Capo Indiano risalta soprattutto il suo valore  e la sua tenacia nel non volersi far ingannare dall'apparenza, usò astuzia con la forma dissimulata che utilizzò per difendere la sua terra, qualcosa che gli spagnoli non si aspettavano  dagli indiani visto che li consideravano gente ignorante  in tutti i sensi.     
In Nicaragua si dice di lui:
 "Diriangén è il simbolo di Diriamba come la Grecia ha i suoi filosofi e i suoi guerrieri"
In onore di questo Cacique si diede il nome all'attuale città di Diriamba.
Dilcia Obando

lunedì 6 agosto 2012

Belkis e i Primi Abitanti - Terza Parte

Belkis continua il suo racconto e con questa terza parte lo termina.
Buona lettura  a tutti!

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L'elemento naturale ed evidente che esisteva in Nicaragua e che attirò questi gruppi  di abitanti fu la presenza di varie fonti di acqua dolce che avrebbero garantito il sostentamento.
Due grandi laghi, una quantità di lagune e un'infinità di fiumi facevano parte di questo paesaggio, così gli indigeni fecero di questa terra la loro dimora di vita.





In questo territorio vi erano numerose specie di animali che facilitavano l'approvvigionamento di cibo.

Nella Regione del Pacifico i gruppi del nord provenienti dal Messico , i Dirianes, i Nagrandanos e i Niquiranos, che già erano agricoltori, trovarono in queste terre l'elemento chiave per lo sviluppo di questa attività. I vulcani attivi producevano il necessario per l'arricchimento del suolo e quindi i raccolti erano abbondanti.
Vulcano Concepcion

Inoltre è rilevante che gli indios di origine Nahuatl (Messico) dedicavano i molti elementi naturali, i paesaggi, i vulcani, i laghi e le lagune all'adorazione dei loro dei.

Intorno a Managua, la capitale del paese,  vi sono stupende lagune come Asososca, Xiloa' e Tiscapa, dove gli indigeni delle popolazioni vicine arrivarono per approvvigionarsi acqua e ne fecero centro di adorazione per i loro dei.
Laguna Asososca - Leòn

STILI DI VITA DELLA SOCIETA' INDIGENA
I nostri primi cittadini parlavano diverse lingue. Quelli che vivevano sul Pacifico parlavano lingue simili agli abitanti del Messico e del Guatemala.
Quelli che si insediarono nel centro e sull'Atlantico parlavano lingue delle popolazioni dell'America del Sud.

Ballo indigeno


L'unica lingua che ancora si conserva e si parla è la Miskita, la Mayagna o Sumos e quella Rama Kay dell'Atlantico.
Le proprietà terriere erano collettive, organizzate in consorzi; ogni consorzio era  formato da un'associazione di famiglie  consanguinee che avevano il diritto di coltivare un apezzamento, però dovevano consegnare parte del raccolto al capo Maya chiamato Teyte.

Gli indiani erano molto religiosi ed adoravano  diversi dei, non avevano spiegazioni per i fenomeni naturali e praticavano cerimonie religiose e molte feste, una delle più popolari era quella del Palo Volador in onore al dio del cacao. Ballavano in gruppo e cantavano ai loro dei, indossando i loro costumi di cotone.

Il loro cibo e le loro bevande erano soprattutto di mais.

LA REGIONE CENTRALE
Erano terre montuose e quindi meno coltivabili e per questo gli indiani che le abitavano (Chontales e Ulwahs) non ebbero uno sviluppo agricolo come quelle del Pacifico,. Ebbero però un importantissimo sviluppo culturale, le prove di questo sviluppo sono i 118 idoli di pietra di grandi dimensioni esposti presso il museo Aguilar Barea de Juigalpa come eredità dei nostri antenati.

Museo Aguilar Barea de Juigalpa - dal Web -

Nel museo si conservano molte opere artigianali  fatte di argilla, molti registri scolpiti di pietra che testimoniano lo stile di vita dei nostri antenati.

NELL'ATLANTICO
Infine gli abitanti della zona caraibica (Sumos o Mayagnos, Miskitos e Ramas) furono attratti da quel territorio per la presenza di numerose specie di pesci, gamberetti, vongole, calamari, tartarughe e altre specie marine e ne fecero quindi la loro residenza naturale. Questa popolazione faceva affidamento sui fiumi che favorivano la necessaria quantità di acqua .


Sopra l'immensa pianura atlantica vivevano varie specie di animali selvatici, questo permise alle tribù di dedicarsi anche alla caccia.
Si coltivava principalmente il mais poichè era la base dell'alimentazione, si consumava tenero, alla griglia, freddo e caldo, lo cucinavano in svariati modi come ancora si cucina oggigiono in Nicaragua.

Indio Flechero (Video)




BAILE DEL MESTIZAJE Dal Web
Nelle feste patronali delle diverse città e regioni del nostro paese si mettono in evidenza i balli tipici come il Ballo de Las Inditas, del Macho Raton (El Gueguense), el Palo de Mayo, La Mazurca, El Toro Huaco.

El Toro Huaco dal Web

Vorrei parlarvi anche del cibo nicaraguense ma lascio la parola a qualcun altro.
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Spero che abbiate potuto vivere, in questi tre post, per qualche istante in questa bellissima terra che è il Nicaragua, spero di essere stata capace spiegarvi bene come erano composte le tribù dei nostri antenati e di avervi  in qualche misura fatto conoscere cosa sono per noi le montagne, le pianure, gli oceani, le praterie di questa terra.
Grazie per aver letto tutto questo, mi auguro che da ora anche voi possiate parlare di questo paese che vale davvero la pena conoscere.
Questi popoli non dovrebbero essere dimenticati!

Belkis Acevedo


domenica 29 luglio 2012

Grazie da MEYBEL, JAHOSKA Y BELKIS


Meybel Oporta, Jahoska Oporta y Belkis Acevedo



Hola estoy feliz que hayan leido mi escrito sobre Alfonso Cortés. Me alegra mucho  y me conmueve saber que les interesa la literatura mas cuando se trata de Nicaragua . Espero que en cada linea que lean se imaginen como fue Alfonso Cortes. Espero escribirles de nuevo.

MEYBEL OPORTA

Hola, estoy muy contenta de que les haya gustado el artìculo que preparé para ustedes, en realidad es un tema muy interesante y me gusta mucho que personas de todas partes del mundo puedan conocer un poco nuestro pais. Espero poder escribirles pronto.

                                                            JAHOSKA OPORTA



 Hola, quiero agradecer todos los que escribieron sobre mi ensayo, estoy muy contenta y pronto saldrà la tercera parte. Saludes a todos.  Espero que les guste.

(SECONDA PARTE)
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Traduzione

Ciao sono felice che abbiate letto i miei scritti riguardo ad Alfonso Cortes. Sono contenta e mi commuove sapere che vi interessa la letteratura e ancora di più quando si tratta del Nicaragua. Spero che ad ogni riga che leggiate possiate immaginare come era Alfonso Cortes. Spero di scrivervi ancora.

Meybel Oporta

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Ciao, Sono molto felice che vi sia piaciuto l'articolo che ho preparato per voi, in realtà è un tema  molto interessante e mi piace che persone di tutto il mondo possano conoscere  un  po' il nostro paese. Spero di potervi scrivere presto.

Jahoska Oporta


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Voglio ringraziare tutti coloro che hanno scritto sul mio saggio. Sono molto felice e presto uscirà la terza parte. Vi saluto tutti! Spero che vi piaccia.

 

sabato 28 luglio 2012

Alce Nero

"Non è come nasci, ma come muori, che rivela a quale popolo appartieni"
(Alce Nero /1890)


Alce Nero, in lakota Hehaka Sapa
Alce Nero sioux, apparteneva alla stessa comunità dei Sioux Oglala del mitico Cavallo Pazzo, di cui era cugino. Era solo un ragazzino di 12 anni quando partecipò alla battaglia di Little big Horn, dove un'alleanza di tribù condotta da Toro Seduto, sconfisse il generale Custer. Alce Nero fu testimone del massacro di Wounded Knee, terminò definitivamente la resistenza contro i bianchi e ci fu il declino e la fine quasi completa delle tradizioni lakota.


 Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose.
Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia................, Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno.....
Alce Nero

giovedì 26 luglio 2012

Belkis e i Primi Abitanti - Seconda Parte

Eccoci qui, Belkis ci offre la seconda parte dell'affascinante storia del Nicaragua.

UBICAZIONE GEOGRAFICA DELLE VARIE TRIBU' INDIGENE

REGIONE CENTRALE

LOS CHONTALES
Los Chontales occupavano il territorio dell'attuale dipartimento che porta lo stesso nome e Boaco e parte del Rio San Juan.
Dal Web sito Boaco

Dai dati archeologici si evince che le prime tribù dei Chontales popolarono questa zona nell'anno 600 e 630 dell'era cristiana. Si sa che queste tribù erano agguerrite e furono tra le ultime ad essere sottomesse dagli spagnoli durante la conquista del territorio del Nicaragua.
Los Chontales, parlavano la lingua Nàhuatl Chontalli che significa "straniero o barbaro", non erano gli abitanti originali della regione ma un popolo straniero che migro in questa terra nel 1300.
Alcuni storici affermano che erano discendenti dei Maya che stabilitisi in Honduras e Guatemala crearono poi unaloro propria  cultura molto ricca di architettura e un tipo di scultura che ora si può ammirare nel Museo Aquilar Barea de Juigalpa. Inoltre avevano relazioni commerciali e di interscambio di ceramica, questi erano chiamati Nahoas o aztecarios, tribù messicana che emigrò dal nord del Centroamerica
Queste tribù avevano una cultura Maya Tabasquena o di Oazaca. Gli spagnoli consideravano i Chontales dei barbari o stranieri nonostante fossero loro i conquistatori di questa terra.
Dal Web sito Boaco

LOS ULWAHS
Occuparono Matagalpa, Nueva Segovia, che derivavano dai Sumus o Hayagnas



Gli indios Ulwhas erano i più giovani del ramo dei Sumos o Mayagnas, impararono dai loro padri l'uso e l'applicazione delle radici, foglie e conchiglie mediche e si dedicarono a curare le malattie.
Furono molto aprezzati dalle tribù vicine così che si divulgò la loro fama di medici e curatori.

Mujer Indígena Sumu mayagnas

REGIONE ATLANTICA

Popolazione indigena della costa caraibica
Erano nomadi, comunque un gruppo di loro preferì stabilirsi in luoghi vicino ai fiumi e al mare e si dedicavano alla caccia e alla pesca
Los Miskitos y Sumos si stabilirono al nord centrale e litorale della costa atlantica e i Rama si stabilirono nel sud dal Rio San Juan fino al Rio Escondido.

Por Freddy Quezada  http://www.upoli.edu.ni/index.php?index=E91

GRUPOS ETNICOS DE NICARAGUA-   Los caribeños nicaragüenses

Los Miskitos, Mayagnas o Sumos e i Ramas che occuparono la regione dell'Atlantico del Nicaragua, più tardi denominata costa de los Miskito, formarono gruppi erranti. Un tempo occupavano l'istmo di Rivas dove furono poi cacciati dai Chorotegas, dopo un periodo di peregrinazione conquistarono la costa Atlantica.

wikispaces.com



blog.theinnocent.org

In tutto il nostro paese si trovano testimonianze dell'esistenza degli indigeni come urne funerarie e vasi utilizzati per i loro morti, registrati su reperti di pietra e di ceramica. Si sono anche trovati reperti di utensili domestici usati dagli indigeni.

Chorotegan Ritual Pyre http://sjrmsburon.wikispaces.com/Nicaragua+Sp+3+A

Nahuan Artifact http://sjrmsburon.wikispaces.com/Nicaragua+Sp+3+A


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Belkis sta già preparando la terza parte, quindi a presto!

sabato 21 luglio 2012

Belkis e i Primi Abitanti

Carissime amiche, vi ricordate il mio PROGETTO (andate a sbirciarci su, dai!) ora segue la "ricerca" della mia BELKIS, dopo EL GUEGUENSE, dopo la nostra JAHOSKA e la nostra MEYBEL ecco che le nostre ragazze invitano voi bloggers a leggere un altro po' di storia di questo splendido Nicaragua perlopiù sconosciuto.
Ricordate? Questo è il paese degli INDIANI.
Da quando sono qui ho un unico desiderio: dare considerazione e un po' di gioia a queste giovani ragazze ma come sempre sono loro che danno tanta gioia a me.
Per loro scrivere un post per me è diventato una vera missione e sono smaniose di raccontare la loro terra e le loro tradizioni. Sono commossa da quanto siano accurate.
I loro sorrisi e le loro parole mi arrivano fino al cuore e vorrei, per quel po' che posso fare, raggiungere tutti coloro che vogliono leggere queste loro ricerche che con fatica e nessuna comodità svolgono per noi.
Quando Belkis è venuta a darmi questa relazione mi ha invasa dicendomi: Carla ho preparato il post, però non è tutto ho anche una seconda parte. Hai capito? questa è la prima parte...... lo scrivo? Te lo appunto? Allora ok? la seconda parte è pronta per la prossima settimana.... e poi dopo questa di che cosa possiamo parlare? di tutto? proprio tutto?
Quanto entusiasmo c'era su quei fogli  accuratamenti staccati da una quaderno!
Buona lettura! Sentirete che fascino.....Aspettiamo i vostri commenti!

Belkis
ORIGINI E STILI DI VITA - I PRIMI ABITANTI
Molto prima che tu nascessi il nostro paese fu abitato da tribù e società indiane che avevano diversi nomi. I più importanti e più sviluppati furono i Chorotegas e i Niquiranos
Erano tribù o società arrivate dal sud del Messico  per diverse ragioni: alcune in fuga dalla schiavitù, altre per sfuggire alla fame e per molte altre necessità.
La maggior parte di loro scelse di vivere sulla costa del pacifico, dove ancora oggi vi sono molte fonti di acqua  e buona terra, intenzionati a coltivarla e renderla produttiva.
Lontani dal loro paese di origine dovettero imparare a vivere in questo territorio e nello stesso tempo desiderosi di conservare la maggior parte dei loro costumi e delle loro tradizioni.
E' per questo che molti costumi e tradizioni indiane delle nostre regioni del pacifico e centrale sono molto simili a quelle messicane
Anche dal Sud America arrivarono popoli nuovi che si fermarono a vivere  nella costa dei Caraibi. Questo gruppo di abitanti  si dedicava alla caccia e alla pesca e attualmente sono gruppi che  vivono ancora allo stato puro come i Miskitos, Mayagnas o Sumos e i Ramas.
Nahuas  -  http://www.tec-search.net/es/group/218146/Nahuas

miskito www.myweb.unomaha.edu
miskito www.unhcr.otg


Niños indígenas de Punta de Aguila  - www.calpi.nativeweb.org

Mujer Indígena Sumu mayagnas

Sebbene abitassero inizialmente in alcune zone del Pacifico il loro scarso sviluppo, specialmente in relazione alla guerra, fece si che venissero vinti da tribù più forti che li spinsero fin verso l'Atlantico.
Inoltre  avevano altre culture e altre credenze specifiche dei popoli che abitavano nel Pacifico e nella regione centrale, però tutti loro insieme formarono  la base affinchè il nostro paese divenisse un paese Multi-Etnico e Multi-Culturale.

INDIGENI   REGIONE DEL PACIFICO
LOS CHOROTEGAS O MANGUES
Provenivano dal Messico

Los Dirianes vivevano in Nandaime (ora Granada), Diriamba, Managua, Masaya.
In questa tribù è famoso il Cacique Diriangen che affontò gli spagnoli quando arrivarono in territorio nicaraguense. (vedi URL)
LOS DIRIANES Y LOS CHOROTEGAS.
Poblaban esta tierra desde muy remotos tiempos y a las cuales incluían: Masaya, Catariana, Niquinohomo, Diría y Diriomo http://www.manfut.org/granada/diria.html


descendientes de los chorotegas  - http://diversidadetnicayracial.blogspot.com/

Dominga Perez. Líder chorotega de la resistencia indígena  http://chorotegasdelnorte.blogspot.com

LOS NAGRANDANOS
Occuparono gli attuali dipartimenti di Chinandega, Leòn, Estelì e Madriz.
E occuparono il villaggio Imabite che era il luogo dove fu fondata l'antica città di Leòn y Sutiaba, quartiere situato dove oggi sorge l'attuale città di Leòn.
 

Il popolo del Nicaragua ha voluto omaggiare il grande coraggio e la fiera resistenza che opposero le popolazioni locali contro la sottomissione dai primi spagnoli che arrivarono in queste terre, in particolare il “Monumento a la resistencia indigena” è il giusto tributo ai 18 caciques (indios) che furono fatti sbranare da cani affamati nella vecchia Leon per ordine di Pedrarias Devila il 16 giugno del 1528.
http://www.latinoamerica.it/archivio/leon.htm










LOS NIQUIRANOS
Provenivano dal Messico come i Chorotegas. Occuparono il territorio della sottile lingua di terra di Rivas e le Isole di Ometepe e Zapatera situate nel grande lago.

Chorote - http://www.ficmi.org/chira/history.htm

Il Capo di questa tribù  era el Cacique Nicarao il cui vero nome era Macuil Miquiztte.
La capitale era Quanhcakdca  e che erroneamente veniva chiamata Nicaraocalli, oggi si chiama San Jorge (Rivas).

Questi gruppi indigeni  di cultura avanzata  incominciarono ad arrivare dal nord  a partire dall'anno 800 dopo Cristo.


I PRIMI POPOLI  CHE ARRIVARONO IN NICARAGUA PROVENIVANO DA:
  • AMERICA DEL SUR
  • Gruppo etnico - Macro - chibcha
  • Si stabilirono nell'Atlantico
  • Poco sviluppo tecnico
  • Attività economica
  • Non praticavano l'agricultura
  • Vivevano di caccia e pesca
  • Erano gruppi semi nomadi
e
  • MEXICO
  • Erano gruppi NAHUATL
  • Si stabilirono nel Pacifico e nella regione centrale
  • Avevano un sistema di Calendario e conoscevano l'Astronomia
  • Avevano un sistema di numerazione, pesi e misure
  • Mentalità religiosa sviluppata e vincolata con l'agricoltura e altre attività economiche come il commercio, la caccia, la pesca, ecc...
  • Erano società stanziali che avevano sviluppato il senso della proprietà sulla terra  come patrimonio sociale.
Tres mujeres  - Mauricio Rizo
Tutti svilupparono in gran misura l'agricoltura  e un influente pensiero religioso con un grande insieme di dei dedicati a fenomeni naturali
Costruirono anche una forte economia basata  sulla coltivazione di mais, del cacao e un sistema tributario molto efficiente, erano grandi astronomi.

MAIS   -   FAO/Gigli/Nicaragua/1991

*****************
Care Bloggers fin qui Belkis vi ha parlato delle tribù indigene della regione del Pacifico, nel prossimo post vi parlerà delle tribù indigene della Regione Centrale, quindi per ora
FINE PRIMA PARTE

 Scritto da Belkis
tradotto da.......... me (ahimè)
Ci si scrive per la seconda parte. Belkis! 


venerdì 1 giugno 2012

La Sociedad Nicaraguense del Pacifico y del Centro en el siglo XIX

Vi ricordate Jahoska? La giovane  che ci ha spiegato chi era  El Gueguense ? Sì, sicuramente la ricordate. Jahoska è la sorella di Meybel e anche lei ci ha preparato un bel post per poter conoscere un pochino di più questa bellissima terra.
Buona lettura e buoni commenti entonces!

Mi chiamo Jahoska Oporta, ho 20 anni- Vivo a Juigalpa nel dipartimento di Chontales in Nicaragua


LA POPOLAZIONE
Nel 1821 la popolazione del Nicaragua era di 160.000 abitanti includendo la parte est del paese. Nel 1893 era aumentata  a 400.000: La maggior parte della popolazione viveva tra il dipartimento di El Viejo e Rivas. I villaggi erano piccoli, meno di 1.000 abitanti.
Leon, Granada, Masaya, Managua (attuale capitale del paese) e Rivas erano le città più importanti.

Leon
Granada - Museo San Francisco
Murales rappresentativo della città di Masaya

Managua - Capitale del Nicaragua
Quasi tutte le case erano di paglia solo alcune erano fabbricate di mattoni crudo e tegole di argilla.

pais nicaragua - artista clarissa arellano - obra la rosilta
A quel tempo c'era un grande problema per la salute degli abitanti: l'acqua, soprattutto nelle regioni del Pacifico dove piove poco e i fiumi sono spesso in secca.
Le popolazioni che vivevano vicino ai laghi e agli stagni dovevano portare l'acqua a cavallo mentre i popoli intorno alla laguna de Apoyo e Masaya dovevano salire e scendere a piedi per  i difficoltosi pendii. Pur essendo nel XIX secolo si viveva esattamente come nel 1524 (Anni dell'arrivo degli spagnoli).

pais nicaragua - artista luis varela - obra acarreando agua a casa
-portando acqua a casa -

Rio San Juan
Laguna de Apoyo
Nei villaggi la piazza era il punto di riferimento per tutti gli abitanti. Proprio al centro sorgeva la chiesa, gli edifici pubblici e il mercato locale.

LA SITUAZIONE ECONOMICA
1821-1856 Le attività tradizionali come la coltivazione del mais e dei fagioli non soffrirono di grandi inconvenienti in questo periodo. Quasi tutti gli abitanti seminavano per il proprio consumo domestico.
L'artigianeria continuò come sempre, ma ci fu un cambiamento importante: gli inglesi introdussero la vendita di tessuto in tutto il paese. Erano tessuti migliori delle tele fabbricate dagli indios nelle proprie case. Questo pose fine alle attività tradizionali di filatura e tessitura nei popoli come El Viejo, Subtiava, Managua, Masaya y otros.

Il mais è l'alimento di base nella dieta e nella cultura nicaraguense. E' piantato in piccoli appezzamenti famigliari in tutto il paese così come nelle aziende agricole di grandi dimensioni.
Qui un bambino che sta selezionando il mais per l'essicazione nel cortile della famiglia in La Libertad - Chontales (Thenicaraguans.com)

Bambino che raccoglie legna da ardere per la sua famiglia che servirà per cucinare
Ci sono valli di pini caraibici che vanno dalla costa dei Caraibi a decine di chilometri nell'entroterra. Si tratta di un parco naturale popolato da villaggi Miskito con il loro tradizionale modo di vivere
(Thenicaraguans.com)

In questi anni il bestiame aumentò enormemente, questo era dovuto al fatto che non si continuò a esportare in Guatemala e di conseguenza ci fu un enorme incremento nell'allevamento di bestiame e quindi le mandrie si moltiplicavano. Sulle terre del Nicaragua si poteva vedere bestiame allo stato brado, erano  più precisamente i Cimarròn, (animali domestici che fuggono nelle campagne).


1860-1893 Una delle innovazioni economiche più importanti della seconda metà del XIX secolofu l'ampliamento delle coltivazioni di caffè in Nicaragua.
Matagalpa - raccolta Caffè
(living-history-nicaragua.com)
El ganadero - Chontales
Le estrazioni minerarie furono un altro settore molto importante per il Nicaragua, Purtroppo però tutta la produzione ed esportazione cadde in mano agli stranieri. Questa attività diede origine a nuove popolazioni come La Libertad di Chontales.
Qui vi sono ancora estrazioni di oro.
Panoramica della miniera La Libertad a Chontales (Oro)
VITA CULTURALE
La vita culturale del Nicaragua fu profondamente influenzata dalle idee religiose per lungo tempo fino al XIX secolo.
Un importante passo avanti in molte parti del paese fu l'arrivo della stampa quindi l'evento più importante fu la pubblicazione delle poesie di Rubén Darìo.
Tanto l'architettura come la scultura erano di caratteristiche fortemente religiose. Si costruirono chiese in molti villaggi e città seguendo i modelli utilizzati nel secolo precedente.

pais nicaragua - artista luis varela - obre tienda de ceramica
negozio di ceramica
La costruzione delle case rivelavano la grande povertà della popolazione, anche la gente più ricca aveva case molto semplici e di un unico piano, non venivano utilizzate pietre nelle costruzioni, le pareti erano di mattoncini crudi e tegole di argilla, le abitazioni erano alte e ampie per permettere la circolazione dell'aria e rinfrescarla e avevano un cortile interno.

arte - pais nicaragua - artista yoyita - obra cabana
Pochissima gente sapeva leggere e scrivere in Nicaragua nel XIX secolo, si pensa che 1 su 10 nicaraguensi era alfabetizzato. In alcuni villaggi non c'erano maestri, la poca istruzione che alcuni avevano  l'avevano ricevuta nella loro propria casa, questa istruzione consisteva nell'apprendere operazioni di base, aggiungere, sottrarre, moltiplicare, dividere e le nozioni elemetari della dottrina cristiana.
Comunque vi erano due università, una a Leòn e l'altra a Granada. Pare, però, che l'insegnamento in entrambe le università fosse molto scarso.

Vorrei concludere con un citazione di Rubèn Darìo
"A Través de las pàginas fatales de la Historia, nuestra tierra està hecha de vigor y gloria, nuestra tierra està hecha para la Humanidad".

Traduzione: Attraverso le pagine fatali della Storia, la nostra terra è fatta di vigore e gloria, la nostra terra è fatta per l'Umanità.

Jahoska Oporta
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E con questo siamo a tre articoli ispirati o scritti da 2  giovani nicaraguensi, ce ne saranno altri, molto presto arriveranno.

Questo è il Nicaragua visto con i loro occhi e vi assicuro che in mezzo a tanta povertà io ci metto tutta la forza che ho per vedere lo stesso Nicaragua che vedono loro. Non è certo facile ma attraverso i loro racconti, i loro sorrisi e il loro entusiasmo mentre mi parlano della loro terra riesco a sentire tutto il calore e l'amore per questo popolo.
Bimbi, adolescenti, giovani che vogliono solo raccontare un po' di se e questo è solo un piccolissimo angolo della loro felicità.

In questo mare di povertà riesco a scorgere, con il loro aiuto, il fiorire della gioia.
Ditemi voi se questo non ci arricchisce!
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Ho anche ricevuto un premio da una blogger che seguo da quando io stessa ho il mio blog, Grazie  Audrey 
 

La gente che mi piace

Mi piace la gente che vibra, che non devi continuamente sollecitare e alla quale non c'è bisogno di dire cosa fare perché sa q...