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mercoledì 12 settembre 2018

Lì raggomitolata

Incominciamo a cercare, 
freneticamente scandagliamo,
dentro qualcosa si annida  
quel poco di gioia avanzata. 
C'è, è lì da recuperare.
Stanarla ad un tratto
è indispensabile
per sconfiggere in un attimo tutto il peso. 
L'animo umano ha un fosso.
Quant'è profondo? 
Non sappiamo!
Ci appressiamo a misurarci come eroi
per dissipare il buio 
che domina il presente. 
Sarà un attimo? 
Forse!
Una parte di noi?
Quella che nessuno conosce?
Quella che nessuno vede? 
Quella che nessuno osa esplorare? 
E' lì che si strugge 
trafitta dalle lacrime. 
Sempre vige il sorriso 
ed il dialogo col mondo. 
Tutto sfugge così in fretta, 
 è così, se ne va , 
se ne va, se n'è già andata . 
Ci sentiamo così piegati dal dolore!
così battuti un'altra volta! 
Così lasciati soli mille volte, 
sempre mille e mille ancora. 
Oltrepassato il dolore e stremati, 
dove andremo?
Quale viaggio sceglieremo?
Quale rotta percorreremo? 
Non si scorge alcuna via.
Cercheremo e cercheremo
chiederemo ancora, 
cercheremo sempre 
quel nido ingabbiato dentro noi.
La troveremo lì la gioia 
raggomitolata e un po' impaurita
ed il cammino sarà chiaro. 

*carlafamily*










lunedì 12 settembre 2016

Dietro ad ogni cosa


Dietro ad ogni apparenza c'è un mondo di silenzi. 
Quanti? Troppi!

Dietro ad ogni pensiero c'è un'invisibile voglia di farsi scoprire.

Dietro ad ogni sguardo assente c'è sempre una storia di errori.

Dietro ad ogni vergogna c'è una richiesta di perdono.

Dietro ad ogni cuore chiuso c'è il desiderio di essere scovati.

Dietro ad ogni angolo c'è qualcosa che abbiamo lasciato indietro.

Dietro ad ogni dolore c'è un mondo che si è fermato

Dietro ad ogni lacrima c'è sempre un'aspettativa

Dietro ad ogni lontananza c'è sempre una barriera  che va oltre il tempo.

Dietro ad ogni segreto c'è sempre un'ombra

Dietro ad ogni amore c'è sempre un lungo viaggio che attraversa le stagioni.  

carlafamily


sabato 20 giugno 2015

E così inizia l'estate...

Hanno rasato le pecorelle 
E il Cane?

 "¡Pobre!" 

...¿el perro o las ovejas?





Buona Estate!

*carlafamily*

giovedì 18 giugno 2015

Cosa direi a chi amo?


Cosa direi a chi amo?
Direi che quasi vivo bene, 
con una carica di amore 
incurante del futuro-
Semplici e povere parole 
senza inutili stereotipi, 
Direi mille e mille cose ancora 
abbandonando ciò ch'è futile. 
Vorrei stupire di parole 
senza gettare nulla al vento. 
Poi vorrei scoprire ancora parole 
dentro e fuori  
per  stupire ancor di più.
Cosa direi a chi amo?
Direi tutto, 
stringendo in petto tutta 
la mia vita passata  
chiedendo aiuto 
per sopportarne il ricordo. 
Offrirei il mio presente 
e chiederei sostegno. 
Offrirei il mio futuro 
oggi so che esiste un punto.
Cosa direi a chi amo?
Direi poco o forse niente,  
io son questa e sono qui!

Questo direi a chi amo!

*carlafamily*



domenica 14 giugno 2015

ANCORA E SEMPRE RECORD

SUPERATI I 50 MILIONI DI PROFUGHI NEL MONDO, SEI MILIONI IN PIU' SOLO NELL'ULTIMO ANNO
33,3 milioni sono sfollati all'interno del loro stesso paese, 16,7 milioni sono rifugiati all'estero, 1,2 milioni aspettano di ricevere asilo.

LE 3 FRONTIERE PIU' PERICOLOSE AL MONDO:

1° POSTO  "MEDITERRANEO" CON  1600 MORTI
2° POSTO "CORNO D'AFRICA" 86 MORTI
3° POSTO "CONFINE MESSICO-STATI UNITI D'AMERICA"  41 MORTI

FOTO DI ALESSANDRO PENSO QUI


QUESTO AUMENTO E' DOVUTO SOPRATTUTTO ALLA SIRIA CHE LO SCORSO ANNO HA VISTO 2.5 MILIONI DI PERSONE DIVENTARE RIFUGIATI E ALTRI 6.5 MILIONI SFOLLATI INTERNI. 
POI C'E' LA REPUBBLICA CENTRAFRICANA E IL SUD SUDAN. 
IL NUMERO DI PERSONE COSTRETTE A DIVENTARE RIFUGIATI EQUIVALE ALLA POPOLAZIONE DI INTERI PAESI COME LA SPAGNA, IL SUD AFRICA, LA COREA DEL SUD,  LA COLOMBIA ED ALTRI.

E se diventassimo noi i profughi o i rifugiati?
Perché escludiamo sempre questa eventualità?


Immagini dal Web

venerdì 12 giugno 2015

12 Giugno 2015 Giornata mondiale contro il lavoro minorile


Vorrei rimandarvi ai post che ho pubblicato negli scorsi anni, quelli dove racconto esperienze vissute in prima persona incontrando quelle giovani vite.
Ad oggi devo dire con rammarico che IN TUTTO IL MONDO  nulla è cambiato. 
Molto s'è fatto, forse, ma tantissimo è ancora da fare. 
Sto progettando ancora gente.... Sto progettando!

Faccio tante cose ma ne progetto ancora nonostante la mia maniacale normalità

*********************
Feliz (14/15 anni all'epoca della foto)
Si continuano a rammemorare giornate contro qualcosa di orrendo e ci si continua a scontrare con le proprie coscienze. 









A presto!

carlafamily

sabato 6 giugno 2015

noCAPTCHA reCAPTCHA (Pensierino di fine settimana)



LA DOMANDINA CHE PER QUESTO FINE SETTIMANA SOPPIANTA IL..... PENSIERINO DI FINE SETTIMANA



Immagine dal Web

Clicco su DESIGN in alto a destra del Blog 

giovedì 14 maggio 2015

La mia vita l'ho presa così sul serio che...

La mia vita l’ho presa così sul serio che mi ha decisamente convinta di averla vissuta.
Chi ha detto questa frase? Non lo ricordo, forse io...
Succede che il contatto con la realtà si perda, foss'anche per un brevissimo periodo, forse succede perché le nostre realtà ci possono schiacciare, intrappolare e metterci all’angolo. In questa dimensione  rinunciamo a percepire le nostre emozioni, ne abbiamo una sorta di paura. Comprensibile forse, ma l’accettiamo, cerchiamo un nascondiglio e un po’ ci nascondiamo proprio nella realtà corrente. Il condizionamento della realtà ci fa percepire una sorta di ego, il nostro mondo, il 'questo è mio'.

Se c’è una realtà da raccontare perché tenerla per se? Perché raccontando le nostre storie facciamo emergere verità sepolte, occultate volontariamente od involontariamente, non importa.

Abbiamo così tanta storia nelle nostre vite che non è il caso di andare a cercare altre storie, ma lo facciamo, siamo sempre assetati di nuove storie e la nostra la lasciamo lì accantonata convinti come siamo che sia poco più che ovvia.
io quando sorridevo alla vita con il bambolotto di gomma che mi ha accompagnata per un lungo tragitto, l'ho amato così tanto quel bambolotto
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Le nostre esperienze, quelle della nostra famiglia, fanno la storia, la nostra storia ci parla e parla al futuro con lo sguardo rivolto al

giovedì 7 maggio 2015

Il caffè è un piacere


Il caffè è un piacere, la maggioranza sicuramente conviene che è così.
Una pubblicità dice, o diceva, che
 "..il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?"
Certo!
 Io però aggiungo che ci vuole anche la buona compagnia, altrimenti per me non è un piacere. 
I nostri amici, i nostri pensieri, la nostra musica che sia buona o cattiva 
non importa ...      è la nostra!
Queste per me sono le compagne migliori per un caffè.

Paola ha fatto il caffè, 
Veronica ha cucinato i mini-muffin che si perdevano di vista anche nel mini-piatto
(ci vuole impegno a farli risultare così piccoli...)
Sottofondo la nostra musica che ci accomuna e ci fa sorridere
et voilà 
un pomeriggio che non dimenticherò. 

*carlafamily*

E per voi com'è il momento del caffè?

martedì 5 maggio 2015

Fàmose du risate

MARK TWAIN UN GIORNO SCRISSE: 
L'umanità ha una sola arma effettiva: LA RISATA

Immagine tratta dal Web


E' un semplice momento, non costa nulla ma ha un valore immenso, ha la capacità di illuminare lo sguardo grazie a muscoli che si contraggono. 
Osservando un neonato ci sentiamo sereni vedendolo sorridere nel sonno.
Quello però non è un sorriso emozionale ma un sorriso involontario o riflesso. 
Di solito è perchè il bimbo sta sognano. Alcuni esperti in materia spiegano che questi sorrisi sono legati a sentimenti interiori ed attività del sistema nervoso centrale.
Anche una persona adulta sorride di riflesso ed involontariamente per esempio

martedì 28 aprile 2015

Perder la voz cantando una canción, es la mejor medicación. .

Se dev'esser Primavera...
...e Primavera sia! 
Con l'Estate alle porte, benvenga tutto ed in ogni caso!
In ogni stagione il mondo cambia. Si seppellisce un mondo e ne sorge un altro. 
Succede che il mondo s'allontana, come se vivessero solo sconosciuti individui. Conoscere, o riconoscere, nulla e nessuno.   
Si dice che tutto passa, ed è sicuramente così. Come passa però? Tra rumori e silenzi e succede che in un caso o nell'altro risulta solo frastuono. 

E piano piano tutto riprende forma. il gigante della vita si solleva, ci solleva,  e srotola le ossa per riprendersi tutto ciò che di fatto gli appartiene. 

L'umanità si merita l'augurio migliore che ci sia. L'augurio di una buona coscienza che non si capisce più dove sia... la coscienza. 
Il tempo delle pacche sulle spalle è finito eppure si continuano a dare come se risolvessero qualcosa.
Sì, l'umanità merita più di una pacca sulla spalla. Qualcosa che possa lenire i dolori e faccia ritornare il sorriso come la primavera che torna. 

carlafamily

LA MARAVILLOSA ORQUESTA DEL ALCOHOL
"SUELO GRIS" dall'album "La primavera del invierno"


**************************************
TRADUZIONE 

Se il silenzio ci raccontasse
ciò che ha visto.
A questa città insonne 
Tu che puoi vattene.

Tutti voglio scomparire qualche volta,
guardare il pavimento grigio e non saper che fare.
Perdere la voce cantando una canzone, 
è la medicina migliore.

Stanchi di colpi di scena, di aprire bottiglie, di chiudere porte,
di domandare risposte, di notti insonni

Tutti vogliono scomparire qualche volta,
guardare il pavimento grigio e non saper che fare.
Perdere la voce cantando una canzone,
è la medicina migliore. 

mercoledì 18 febbraio 2015

l'intensità di un momento

È un bene riflettere sulle persone  che hanno partecipato a rendere la mia vita quella che é ora.
Esempi utili ed ottimi ne ho avuti, anche pessimi però.
Chi mi ha dato la possibilità di essere me stessa e chi invece mi ha, per così dire, presa a calci metaforicamente parlando.
Chi mi è stato accanto nonostante il mio brutto carattere?
Da chi ho attinto esperienza?
Chi mi ha dato consigli pratici e validi?
Chi mi ha amata senza riserve?
Sembra che riflettere ad un certo punto della vita, diventi un obbligo, in realtà non è così.
E' un bene per se stessi.
Oggi, a questa età, semplicemente si riflette più di un tempo, forse! E se non è la quantitá è l'intensitá.
Probabilmente, in qualche modo, si vogliono tirare le somme.
Non mi importa di invecchiare, ma cosa porterà con se questa realtà che non è poi così lontana?
Ma che dico? È giá qui!
Mi lascia indifferente o mi spaventa?
Mi pongo ancora domande?
La curiositá è giovane, dicono, dunque sono una bimba!
Ancora mille domande finchè  avrò respiro.
Oso ascoltare le risposte?
Le domande che più premono sono:
Sono stata un esempio di amore, dedizione, lealtà, compassione, bontà, altruismo?
Come vorrei essere ricordata?

Una persona un giorno disse riferendosi alle persone avanti negli anni:
"Le considero belle come alberi in piena fioritura, e sono come il calore di una fiamma durante una notte gelida”.  Non è meraviglioso essere ricordati così?
Ecco, vorrei essere questo per chi mi circonda e per chi mi ricorda! Esserlo sempre!

carlafamily


mercoledì 4 febbraio 2015

Età critica e Gioconda Belli

Spazio tra mente e corpo (Web)


Se dico "Età critica" cosa vi viene in mente?
Infanzia? Adolescenza? Gioventù? Terza età?

A me, oggi, viene in mente MENOPAUSA! Nient'altro! E' una fase NATURALE.
Questa è l'età critica e tutta al femminile, come siamo fortunate! 
Moriranno d'invidia i maschietti. 
Se è così "naturale" perchè ci coglie impreparate? 
Ma la domanda che mi preme più di tutte:
Questo "climaterio" quanto adda durà?

mercoledì 28 gennaio 2015

Quasi quasi aprirei con un fiore

Avrei voluto riprendere questo spazio, dopo il periodo di pausa, con un fiore.
Bah, direi che non ci riesco proprio.
I silenzi dovrebbero servire a riflettere e di riflessioni ce ne sono state eccome in questo ultimo mese, alla fine però ogni riflessione rimane lì paralizzata e costantemente muta.
Checché se ne parli non è vero che c'è libertà di espressione o "cose simili", l'unica cosa libera è l'ipocrisia condita con

mercoledì 5 novembre 2014

Genitori e figli

Quante volte noi genitori, con i figli ormai adulti, ci soffermiamo a domandarci se abbiamo agito bene nei confronti dei nostri ragazzi? 
Forse ogni giorno, ed ogni volta lasciamo che la risposta ci passi accanto dando una sbirciatina a tutto il nostro passato lavoro.
Ci son giorni e giorni, non tutti sono uguali, i giorni della positività ed i giorni in cui vediamo tutto nero, cioè i giorni in cui ci diamo una pacca sulla spalla e ci diciamo "ben fatto!", altri che diciamo "ma chi me lo ha fatto fare?" ed altri ancora pieni di  buoni progetti per noi stessi e ci ripetiamo "aaaaaaaaaaaa ora si che faccio proprio quel che mi pare...", tutte considerazioni che non hanno continuità, durano appunto solo un giorno, forse anche solo pochi minuti.

Comunque sia arrivo sempre alla solita conclusione e cioè che il ruolo di genitore è il più difficile da ricoprire, un ruolo che necessita di tutto il nostro tempo, senza pause, mille ingombranti dolori e milioni strabenedette soddisfazioni, nemmeno quelle son facili da gestire....


Non esistono figli perfetti e nemmeno

lunedì 27 ottobre 2014

Roma mi ucciderà....

Roma mi ucciderà, non scherzo, ne sono sicura. 
Il peggio è che a nessuno importa una beata fava 
Non posso dire che la odio poichè mi sembra di buttare lì un'eresia 
degna di punizione,
un'eresia contro la città eterna, non sia mai!
Ma quel groppone che sento nello stomaco 
quando sono in mezzo a questo stramaledettissimo traffico 
ditemi... cos'è? 


Tutti i giorni prendo e porto a

venerdì 24 ottobre 2014

TENERE IL CAPPELLO IN MANO

C'è un  proverbio tedesco che afferma: 
“Chi tiene il cappello in mano è ben accetto ovunque vada”.
In effetti c'erano culture in cui togliersi il cappello entrando in casa di altri o per salutare qualcuno era una forma di gentilezza, di buone maniere. Gli uomini che lo facevano si guadagnavano a loro volta il rispetto altrui. Il significato di questo proverbio e molto semplice e profondo, dunque, in sostanza si è più pronti a essere cortesi e disponibili verso chi ha buone maniere.

dal Web

Ci sono gesti che danno più significato alla nostra personalità e molte volte rinforzano il significato delle nostre parole, rafforzano le nostre idee.

giovedì 18 settembre 2014

Splende il sole sulle scarpe di "Elton"

Ogni giorno ci ricasco, ogni santo giorno, penso a quella terra, a qui popoli.
Probabilmente questi  ricordi non mi lasceranno mai, il desiderio di tornare è così forte che a volte mi sembra di percepire un certo dolore ma questo lo avevo già detto in un altro post. 
Ogni giorno mi manca quella semplicità, l'alzarsi al mattino senza preoccuparmi di essere all'altezza del paesaggio e della gente che incontrerò in ufficio.
Ogni cosa , ogni persona, ogni situazione si adegua a me e se non è così sono io che semplicemente e con naturalezza mi adeguo a loro e nessuno mi chiede spiegazioni.
Lì la moda non esiste e  non è perchè non la conoscono o non hanno buon gusto, semplicemente è roba da giornali, da gossip, roba da ricchi. 
Lì si assapora ancora la gioia che provavano i nostri nonni quando avevano un vestito nuovo, quell'unico vestito per un'unica stagione, un paio di scarpe comprate un po' più grandi, così.... per la "crescita" diceva la mia nonna.
Ricordo ancora Elton (sì, si scrive così come lo scrivono loro, non facciamo troppo i pistini qui)  un ragazzino di 13 anni, lo vedo come fosse qui davanti a me e mi viene da sorridere al solo pensiero. 
E' un giorno di quelli afosi, caldissimi, non si sa come e dove stare per sopportare il calore, le pagine del libro si appiccicano alle braccia o alla sedia di plastica, le forze hanno deciso di abbandonarci, mentre sono lì accaldata che tento di rilassarmi e seduta sulla mia appiccicaticcia sedia di plastica noto che Elton indossa un paio di scarpe che sono evidentemente più grandi della sua probabile misura, stonano rispetto al suo corpo e questo mi salta subito all'occhio, gli chiedo che numero di piede porta e con tutta la naturalezza del mondo mi risponde: 
- 35..... (sorride meravigliosamente)   però mia mamma mi ha comprato il 38 così per qualche anno posso usarle - e sorride ancora soddisfatto  perchè gli ho dato la possibilità di spiegare la trovata intelligente della mamma, una vera prodezza. 
Mi invade una fortissima tenerezza, l'orgoglio di questo adolescente che m'insegna come la sua mamma economizza e tira avanti la baracca, Elton è felice!
Ma non ha finito di spiegarmi: 

martedì 9 settembre 2014

Una donna dell'Africa centrale

Oggi racconto com'è la quotidianità di una donna dell'Africa centrale.
Domani,come tutti i santi giorni, si alzerà molto presto, alle sei e preparerà la colazione per tutta la famiglia e per se stessa che consumeranno a metà mattina. 
Andrà poi a prendere l'acqua al fiume più vicino, poi si recherà nel suo pezzo di terra che raggiungerà in un ora o forse più di cammino...


Lavorerà, zapperà, toglierà erbacce, innaffierà fino alle quattro del pomeriggio, si fermerà solo qualche attimo per mangiare qualcosa che avrà portato con se.
Nel contempo accudirà ai figli piccoli. 


Con la luce che rimane dovrà tagliare la legna, raccogliere la manioca e le verdure per tutta la famiglia e poi porterà il tutto a casa.

Arriverà a casa al tramonto. 
Per due ore o forse più preparerà la cena.



Come trascorrerà la domenica? Riposerà?
Passerà la domenica facendo il bucato nel fiume e poi stirerà quando il bucato sarò asciutto.



Il marito apprezzerà tutto questo? No, non sarà così!
Neppure l'ascolterà.
Cosa farà il marito nel frattempo?
Il marito taglierà qualche albero e brucerà il sottobosco così la moglie potrà preparare il terreno per la semina. 
Ogni tanto porterà i bambini a lavarsi nel fiume. 
Andrà un  po' a caccia o a pesca, solo qualche volta però... 
La giornata la trascorrerà prevalentemente al villaggio a chiacchierare con altri uomini.
Poi con il tempo se se lo potrà permettere il marito porterà a casa un'altra moglie più giovane e darà tutte le attenzione a questa nuova sposa. 
La prima moglie continuerà a lavorare come ha sempre fatto fino ad ammalarsi e morire...

carlafamily



Tutte le foto sono tratte dal Web immagini



La gente che mi piace

Mi piace la gente che vibra, che non devi continuamente sollecitare e alla quale non c'è bisogno di dire cosa fare perché sa q...