Faccio tante cose e ne progetto ancora. Non sono un genio, sono... maniacalmente normale!
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martedì 22 settembre 2015
Un salto al mercato di Tipitapa
Vi avevo già parlato del mercato di Masaya QUI. La foto sopra è del mercato di Juigalpa, ora vi faccio fare un giretto al mercato di Tipitapa
C'è un po' di disappunto poichè non è saggio "avventurarsi" soli in questi vicoli, qui non ci sono turisti.... manco a cercarli! Solo gente del posto e questo mi affascina ancora di più.
Allora mi scorta qualche amica del posto ma mi vengono imposte regole piuttosto ferree direi ma non posso cambiare la situazione quindi al massimo, ma proprio al massimo, posso estrarre il cellulare per qualche fotografia fugace.
Rapidito rapidito....
Mi è sempre piaciuto gironzolare per i mercati di qui,
mercoledì 9 settembre 2015
Rimane sempre un segno
Vi racconto di un uomo che pur avendo solo quarantacinque anni ne mostra settanta.
Non ci vuole molto a capire che quell'uomo ha vissuto in prima persona gli anni di guerra qui in Nicaragua.
E' un breve racconto il suo mentre non smette di guardare il suolo.
Non incrocia mai altri sguardi, invece è impossibile distogliere il proprio dal suo viso ancora tanto addolorato,
Lo so bene che ci sono avvenimenti che non riusciamo a collocare nel tempo e neppure nella nostra vita, ma sono lì che ci giudicano sempre.
Non sappiamo dove parcheggiarli per patire meno.
Lo so bene io... ma fino a che punto lo so se mi confronto a queste vite?
Mi calo nella tragicità delle sue parole che non scrivo perchè non ho la sua voce né il suo pianto soffocato,
troppo troppo forti e strazianti.
Deboli parole le mie per tutti quei pochi giovani che a soli 18 anni ritornavano vecchi e stanchi da quella lunga guerra qui in Nicaragua.
****
Il cielo è cupo, i colori riflettono quel grigio che
Non ci vuole molto a capire che quell'uomo ha vissuto in prima persona gli anni di guerra qui in Nicaragua.
E' un breve racconto il suo mentre non smette di guardare il suolo.
Non incrocia mai altri sguardi, invece è impossibile distogliere il proprio dal suo viso ancora tanto addolorato,
Lo so bene che ci sono avvenimenti che non riusciamo a collocare nel tempo e neppure nella nostra vita, ma sono lì che ci giudicano sempre.
Non sappiamo dove parcheggiarli per patire meno.
Lo so bene io... ma fino a che punto lo so se mi confronto a queste vite?
Mi calo nella tragicità delle sue parole che non scrivo perchè non ho la sua voce né il suo pianto soffocato,
troppo troppo forti e strazianti.
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Periodico la Prensa - Nicaragua |
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Il cielo è cupo, i colori riflettono quel grigio che
domenica 6 settembre 2015
Volare in Nicaragua
lunedì 8 giugno 2015
Datemi un Colosseo, una Tour Eiffel e ... Funiculì Funiculà!
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Diario dal Nicaragua
C'era urgenza di trovare qualcosa che rappresentasse l'Europa.
Le foto tratte da internet erano bellissime e spettacolari ma sembravano così fredde racchiuse tutte lì dentro quella scatola di computer e per la festa volevamo organizzare tutto all'insegna dell'Europa, ci voleva qualcosa di più ..... europeoe genuino.
Qualcosa che potesse essere un po' più vicino ai ragazzi, renderli partecipi anche nel creare. Nulla di troppo complicato però.
La festa era per loro, ci voleva qualcosa che li facesse esclamare 'Questa è l'Europa?!?!?!?!'
Trovare un punto d'incontro tra il Vecchio e il Nuovo continente.
Avevo solo due giorni per farmi saltar fuori un idea dal mio stanco cerebro.
Poso gli occhi su un vecchio quadretto regalatoci da qualcuno venuto dall'Italia che rappresenta ..... IL COLOSSEO.
Forse un messaggio premonitore visto che son finita a Roma.
Come italiana potevo ben rappresentare l'Europa con uno dei monumenti più famosi al mondo: il Colosseo.
Non avevo tele, ne pennelli ne colori. A Managua non c'era assolutamente il tempo di andarci, troppo lungo il tragitto. Che fare?
Ma, soprattutto, non c'erano SOLDI...
giovedì 26 febbraio 2015
I cinesi si comprano proprio tutto...
Dipende dai punti di vista. il Progetto del CANALE GRANDE DEL NICARAGUA sembra voglia competere con il Canale di Panama. Idee discordanti tra i cittadini.
Sarà vero sviluppo o un'ulteriore tragedia per il Nicaragua?
Sarà uno sfregio nel cuore del Centroamerica o una nuova risorsa per il Paese?
Secondo il Governo questo Canale offrirà molti benefici economici e porrà finalmente fine alla povertà ed alla disoccupazione.
Naturalmente c'è chi non la vede così.
Molti sono sospettosi in merito, non la vedono come uno sviluppo economico ed una lotta contro la povertà ma credono che questa opera grandiosa avrà un impatto negativo sull'ambiente. molti ritengono che il governo abbia venduto il Nicaragua ai cinesi.
L'industria HKND con sede ad Hong Kong ha ottenuto il diritto di costruzione del Canale per i prossimi 50 anni ed altri 50 anni per condurne tutte le attività.
Dietro questa enorme impresa ci sarebbe un multimilionario cinese di 41 anni Wang Jing.
Si presume che questa via intraoceanica sarà più estesa, più profonda e più larga del Canale di Panama. Si prevede che questo canale sarà lungo 278 Km contro i 77 Km del Canale di Panama, qundi 3 volte e mezzo più lungo. Sono previsti 5 anni al completamento lavori contro i 10 anni di costruzione del Canale di Panama da parte degli Stati Uniti.
lunedì 9 febbraio 2015
El callejón de la muerte
mercoledì 10 settembre 2014
Niños “huelepegas”
Da quelle parti li chiamano "Huelepegas" e si trovano dappertutto a Granada, Managua e Masaya. Sono ragazzini che non vanno a scuola e si aggirano per le strade della città con un vasetto di vetro o una bottiglietta di plastica o un sacchetto dove all'interno c'è colla (quella che usano anche i calzolai) e ci ficcano il naso respirandola profondamente. Passano così le loro ore i loro giorni fino a che il loro cervello, la loro mente non ce la fa più e cadono senza vita al suolo
Quando sono stata a Masaya li ho visti a tutti gli angoli ma soprattutto vicino al mercato.
Barcollano come ubriachi, alcuni sono davvero molto piccoli, si avvicinano guardandoci con quegli occhi semichiusi e pronunciano frasi senza senso.
Perchè fanno questo?
Perchè sono soli, non hanno nessuno, non hanno una casa, non hanno amici veri ed hanno conosciuto solo violenza, abuso e soprusi. Dormono per strada, nel fango, sui cartoni e quando gli sorridi loro tentano di risponderti ma non ce la fanno, sono troppo stanchi hanno solo la forza di chiederti "1 dollar please..." per comprarsi altra colla. Vogliono dimenticare la propria vita. Basta molto meno di un dollaro per portarli lontano, lontano dalla realtà, possono comprarsene per se e per qualche amico di disgrazie.
Le loro famiglie sono inesistenti, non ricordano neppure da quanto tempo sono lì. Probabilmente sono le famiglie stesse ad averli buttati in strada.
La colla è di facile reperibilità ed è per questo che viene definita la droga dei poveri.
Gli effetti sono devastanti in quanto ha lo stesso effetto della dipendenza da alcol, immaginiamoci quindi l'effetto che può avere su di un bambino, un effetto definito ipnotico-sedativo, nausea, vomito, vista doppia, ulcere al naso ed alla bocca, tosse, tachicardie, aritmie,insufficienza renale, pressione bassa o alta, disturbi nel movimento e nell'equilibrio, allucinazioni, panico, confusione mentale, provano una sensazione di rilassamento e calma, sono proprio queste le sensazioni che cercano questi giovanissimo: relax e calma dopo chissà quale esperienza ignobile subita.
Il sangue viene raggiunto con molta rapidità dai principi attivi di questa sostanza ma gli effetti durano solo alcuni minuti ecco perchè questi ragazzini sentono la necessità di continuare a sniffare, è così che subentra la dipendenza e la morte per soffocamento o attacco cardiaco di conseguenza.
Gli si possono dare molti aiuti a questi giovani ma gli strascichi rimangono come cicatrici nella loro mente, nella loro psiche e sul loro proprio corpo.
Clicca su queste FOTO
Nel 1999 è uscito il film che spiega in molti dettagli la vita, le condizioni di questi fanciulli,
Nel 1999 è uscito il film che spiega in molti dettagli la vita, le condizioni di questi fanciulli,
FICHA TÉCNICA / ARTÍSTICA
DIRECTOR(ES): Elia Schneider
GUIONISTA(S): Nestor Caballero, Elia Schneider, Santiago Tabernero
FOTOGRAFÍA: Oscar Pérez
MÚSICA: Francisco Cabrujas
MONTAJE: José R. Novoa, Jose Alcalde
SONIDO: Jacques Casuto
DIRECTOR ARTÍSTICO: Silvia Inés Vallejo
PRODUCTOR EJECUTIVO: José Ramón Novoa
DURACIÓN: 110 minutos
REPARTO: José Gregorio Rivas, José Solorzano, Alfredo Medina, Pedro Lander, Adolfo Cubas, Néstor Terán, Laureano Olivarez, Ramón Paiva
PREMIOS:
Festival Internacional de Cine de La Habana, Cuba: Premio Glauber Rocha Mejor película; Festival Internacional de Cine de Santa Cruz, Bolivia: Mejor fotografía; Festival Internacional de Cine de Buenos Aires, Argentina: Mejor película, sección Derechos humanos; Festival Internacional de Cine de Gava, Barcelona, España: Mejor fotografía; Festival Internacional de Cine de Nueva York, USA: Mejor película; Festival Internacional de Cine de Vitoria, España: Mejor película.
DEDICATO A LOS niños “huelepegas”
lunedì 25 agosto 2014
Vulcano Mombacho
Nicaragua tierra de lagos y volcanos... questa frase l'abbiamo sentita ogni volta per descrivere in pochissime parole il Nicaragua.
Dopo la mia esperienza in Nicaragua posso dire che questa terra offre spettacoli unici, meraviglie della natura e bellezze incontaminate.
E' vero che c'è molta povertà ma oggi voglio presentarvi uno dei lati incantevoli di questa terra.
Il Nicaragua possiede una catena di 40 vulcani, alcuni dormienti altri inattivi.
La splendida isola di Ometepe è essa stessa formata da 2 vulcani che formano un 8.
QUI IL LINK DEL POST
A circa 18 Km a sud della città di Granada (Nicaragua), nella parte antica, si erge il vulcano Mombacho, uno dei più popolari del Nicaragua con un'altezza di 1400 metri sul livello del mare situato nel Parco Nazionale.
In questa riserva alle falde del Mombacho coesistono 50 specie di mammiferi, 30 specie di rettili e anfibi e 750 varietà di fiori tra cui le orchidee, riesco a leggere tutto questo mentre mi accingo all'entrata per l'escursione al vulcano.
Qui tutto è rigorosamente protetto e ci prendiamo il lusso di salire su un camion che rispetto ai bus abituali ci sembra di avere ottenuto un premio e ci porta nella parte più alta del vulcano.
Percorriamo le ripide salite con questo camiocito che pare faccia miracoli.
La strada è molto stretta ma il camion ce la fa e noi ci sentiamo tranquilli guardando il viso sorridente e paffuto del conducente.
Ci teniamo comunque ben stretti alle maniglie,
schizzare fuori è un attimo......
Arrivati a questo punto non ci resta che lasciarci avvolgere da tutto questo folto e brillante verde, solo il rumore del camion che sale e il fruscio della vegetazione
Percorriamo uno dei sentieri (è solo uno tra i tanti) e troviamo un laboratorio con un museo,
da qui si può programmare una serie di escursioni che conducono ai vari sentieri che si affacciano sul cratere. Salendo tra i sentieri troviamo le cosiddette fumarole, piccole scariche vulcaniche naturali (così le definisco io).
Arrivati ad un punto del nostro percorso restiamo senza fiato nel vedere lo spettacolare panorama che ci si presenta di fronte:
Percorriamo le ripide salite con questo camiocito che pare faccia miracoli.
La strada è molto stretta ma il camion ce la fa e noi ci sentiamo tranquilli guardando il viso sorridente e paffuto del conducente.
Ci teniamo comunque ben stretti alle maniglie,
schizzare fuori è un attimo......
| (foto Andrea) |
Arrivati a questo punto non ci resta che lasciarci avvolgere da tutto questo folto e brillante verde, solo il rumore del camion che sale e il fruscio della vegetazione
Percorriamo uno dei sentieri (è solo uno tra i tanti) e troviamo un laboratorio con un museo,
Arrivati ad un punto del nostro percorso restiamo senza fiato nel vedere lo spettacolare panorama che ci si presenta di fronte:
il lago Cocibolca, la laguna de Apoyo e la città di Granada.
| Panorama (Foto Andrea) Arrivati in cima abbiamo Granada (Nicaragua) ai nostri piedi e il suo lago Cocibolca (nome indigeno oggi conosciuto come lago Nicaragua), il più grande lago dell'America Centrale dove è possibile trovare l'unico squalo d'acqua dolce Parlo del lago COCIBOLCA QUI |
All'interno del parco ci imbattiamo nel Canopy Tour composto da 16 piattaforme che vanno da 10 a 30 metri sopra il suolo.
Ci ripromettiamo di percorrerlo la prossima volta, abbiamo ancora molte cose da vedere.
("Loro" lo percorreranno la prossima volta, io mai e poi mai...)
("Loro" lo percorreranno la prossima volta, io mai e poi mai...)
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| Vegetazione del vulcano |
Arriviamo ad una piantagione di caffè, e ci lasciamo avvolgere da quel profumo inebriante che forse non abbiamo mai conosciuto per davvero.
Le piante del caffè sono proprio davanti a noi e sono adagiate su questa fertile terra del vulcano, ci sorprende che il vulcano provveda un così eccellente caffè e per metterlo alla prova non ci lasciamo sfuggire "l'assaggio caffè" che ha nome
e dopo questa piacevole degustazione non possiamo che constatare che la giornata sta proprio procedendo in maniera eccellente.
Le piante del caffè sono proprio davanti a noi e sono adagiate su questa fertile terra del vulcano, ci sorprende che il vulcano provveda un così eccellente caffè e per metterlo alla prova non ci lasciamo sfuggire "l'assaggio caffè" che ha nome

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| Caffè |
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| Le varie fasi del caffé |
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| Tuor tra le piantagioni del caffè |
Questo Nicaragua ci sorprende ogni volta con le sue contrapposizioni, le meraviglie dei vulcani dei laghi e il contrasto delle condizioni di vita con la ricchezza che offrirebbe la terra.
I luoghi sarebbero degni dei più ambiziosi turisti, l'incanto dei panorami cattura sempre la mia attenzione e lascio che lo sguardo si perda in essi.
domenica 3 agosto 2014
LA CHURECA, Los Niños del Basurero . Managua Nicaragua
C'è una discarica vicino al lago Nicaragua dove vivono centinaia di famiglie si chiama La Chureca ed è la città dei rifiuti, una città nel senso che vi abitano dei cittadini, circa 1800.
Se andiamo sulla collina vicino al parco di Managua la vista del tramonto è uno dei più belli in assoluto, la città si estende sotto di noi ed il panorama racconta la sua storia, il terremoto del 1972 che distrusse l'80% della città ha lasciato segni che si vedono tutt'ora nel paesaggio e nell'anima della gente.
Il verde della selva sembra così folto che non ci lascia immaginare che proprio alle porte di questa città ci sia un luogo come la Chureca.
Ho visto ed ho visitato persone che vivevano in case fatte di assi, di fango, di sacco nero, case senza pavimenti, senz'acqua, senza luce, lontani da tutto e da tutti, ma lì nella Chureca c'è qualcosa che non ho mai visto. Una città tra i rifiuti dove i bambini scavano con le loro piccole mani per trovare qualcosa da mangiare per se e per la propria famiglia, forse troveranno qualcosa da rivendere chissà.
E' il loro lavoro quotidiano, molti non possono andare a scuola poichè sono consapevoli, nonostante la loro giovane età, di essere l'unico sostentamento per la famiglia.
Una città non di sola immondizia ma soprattutto un luogo dove molte famiglie sperano di poter sopravvivere.
Se andiamo sulla collina vicino al parco di Managua la vista del tramonto è uno dei più belli in assoluto, la città si estende sotto di noi ed il panorama racconta la sua storia, il terremoto del 1972 che distrusse l'80% della città ha lasciato segni che si vedono tutt'ora nel paesaggio e nell'anima della gente.
Il verde della selva sembra così folto che non ci lascia immaginare che proprio alle porte di questa città ci sia un luogo come la Chureca.
Ho visto ed ho visitato persone che vivevano in case fatte di assi, di fango, di sacco nero, case senza pavimenti, senz'acqua, senza luce, lontani da tutto e da tutti, ma lì nella Chureca c'è qualcosa che non ho mai visto. Una città tra i rifiuti dove i bambini scavano con le loro piccole mani per trovare qualcosa da mangiare per se e per la propria famiglia, forse troveranno qualcosa da rivendere chissà.
E' il loro lavoro quotidiano, molti non possono andare a scuola poichè sono consapevoli, nonostante la loro giovane età, di essere l'unico sostentamento per la famiglia.
Una città non di sola immondizia ma soprattutto un luogo dove molte famiglie sperano di poter sopravvivere.
Il video che segue è stravolgente ma potrebbe aiutarci a ricordare che dall'altra parte del mondo o dietro casa nostra qualcuno vive dei nostri rifiuti.
Domanda del reporter:
-In questo momento quel'è la cosa che ti piacerebbe di più avere o fare?
Risposta del bimbo dopo secondi di riflessione
-Mi piacerebbe non essere in questo posto ma ci devo stare perchè non abbiamo soldi...
Il reporter rivolge al bimbo una domanda molto semplice, quella che si fa a tutti i bambini:
-Cosa vuoi fare da grande?
Il bimbo risponde:
-Vorrei entrare nella polizia
-Quando piove - dice un altro ragazzino - qui è orribile, tutto è più puzzolente, muoiono diverse persone
Morte per avvelenamento di ogni tipo di sostanza organica o peggio, rifiuti medici, e tossici, siringhe che non sono la cosa peggiore. Carcasse di animali, l'arie è fetida, l'acqua puzza e il fumo che esce dal suolo ha colori indescrivibili.
Se chiedete ai vostri bambini quale uccello conosce o ha visto nella sua giovane vita, cosa risponderebbe?
Un passero? Un merlo? Un canarino? Un pappagallino? Un piccione? Una colomba?
I bambini della Chureca rispondono: Un Condor.
E' l'unico uccello che vedono nella discarica.
carlafamily
Le foto sono tutte state scattate dai volontari delle varie organizzazioni che operano in Nicaragua (disponibili sul Web)
martedì 29 aprile 2014
Informo e .....
Ringrazio per i vostri commenti e il vostro
interessamento personale anche attraverso la mia
mail.
Vi abbraccio tutti quanti.
Purtroppo sto trascurando il mio e i vostri Blog ma
in questo periodo non posso fare altrimenti.
Vi ringrazio per la comprensione!
A giorni riprenderò a leggervi ed a scrivere.
A presto!
carlafamily
************************
P.S.: In Nicaragua c'è ancora allarme ma questo è dovuto al fatto che ci sono alcuni vulcani che hanno incominciato a "borbottare". Il Nicaragua però si sa è solo una striscia di terra colma di vulcani e tra 2 oceani. Mi hanno comunicato che si dorme ancora con lo zaino accanto al letto e qualcuno per prudenza dorme ancora fuori in strada.
La vita quotidiana ha ripreso in modo relativamente normale.
Le attività sono a pieno ritmo....
lunedì 14 aprile 2014
Nicaragua:ALLARME ROSSO
Sono le 9.00 del 14 Aprile ricevo una chiamata via skype dal Nicaragua dove sono le ore 01.00 della notte.
"Abbiamo preparato gli zaini, abbiamo messo le medicine, qualche scatoletta di tonno, qualche biscotto e soprattutto acqua. Abbiamo posizionato i letti al centro della "casa" e il più possibile vicino alle porte, abbiamo posizionato le pentole con all'interno le forchette ed in bilico sulle mensole così se ci addormentiamo e arriva una scossa cadono e sentiamo il rumore.
Queste sono le disposizioni del Governo ma la gente per la maggior parte si è buttata per le strade e lì ci dormirà per questa notte.
Siamo un po' tutti spaventati... anche noi ma dobbiamo stare qui soprattutto ora.
E' stato appena dichiarato "ALLARME ROSSO", il Presidente Daniel Ortega in persona ha parlato a tutti i notiziari televisivi e radiofonici.
Si stanno prendendo misure di sicurezza precauzionali, specialmente nella capitale Managua e dintorni, anche la città di Leòn ne è coinvolta. Proprio ieri domenica si è percepito una forte e preoccupante sequenza di scosse a 8 Km di profondità, registrato da Ineter, queste scosse possono significare che si sono attivate le falle sotto la città di Managua, particolarmente quella che è conosciuta come la "Falla del Estadio", quella che provocò il grande terremoto del 1972.
E' da ieri che non abbiamo più acqua. Non preoccupatevi se non ci vedete collegati e se non riuscite a chiamarci sui cellulari. L'altro giorno si sono interrotte tutte le linee telefoniche. State tranquilli, anche voi da lì non fatevi prendere dal panico. Ci sentiamo al più presto"
Bene ora non ci resta che aspettare.
Ed io sono in Italia... proprio ora.
"Abbiamo preparato gli zaini, abbiamo messo le medicine, qualche scatoletta di tonno, qualche biscotto e soprattutto acqua. Abbiamo posizionato i letti al centro della "casa" e il più possibile vicino alle porte, abbiamo posizionato le pentole con all'interno le forchette ed in bilico sulle mensole così se ci addormentiamo e arriva una scossa cadono e sentiamo il rumore.
Queste sono le disposizioni del Governo ma la gente per la maggior parte si è buttata per le strade e lì ci dormirà per questa notte.
Siamo un po' tutti spaventati... anche noi ma dobbiamo stare qui soprattutto ora.
E' stato appena dichiarato "ALLARME ROSSO", il Presidente Daniel Ortega in persona ha parlato a tutti i notiziari televisivi e radiofonici.
Si stanno prendendo misure di sicurezza precauzionali, specialmente nella capitale Managua e dintorni, anche la città di Leòn ne è coinvolta. Proprio ieri domenica si è percepito una forte e preoccupante sequenza di scosse a 8 Km di profondità, registrato da Ineter, queste scosse possono significare che si sono attivate le falle sotto la città di Managua, particolarmente quella che è conosciuta come la "Falla del Estadio", quella che provocò il grande terremoto del 1972.
E' da ieri che non abbiamo più acqua. Non preoccupatevi se non ci vedete collegati e se non riuscite a chiamarci sui cellulari. L'altro giorno si sono interrotte tutte le linee telefoniche. State tranquilli, anche voi da lì non fatevi prendere dal panico. Ci sentiamo al più presto"
Bene ora non ci resta che aspettare.
Ed io sono in Italia... proprio ora.
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| Foto El Nuevo Diario |
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| SCOSSE |
mercoledì 26 febbraio 2014
Una notte con le tartarughe
Siamo arrivati alla spiaggia La Flor di San Juan del Sur una Reserva Natural dove le tartarughe vanno a deporre le loro uova. Siamo arrivati giusto in tempo per goderci il fantastico tramonto, dirigendoci alla spiaggia troviamo diverse mucche tutte bianche che si godono gli ultimi attimi di luce prima del tramonto. Lo spettacolo è splendido, ci dirigiamo tra gli alberi del bosco accompagnati da queste placide mucche e vediamo davanti a noi l'oceano
| Sullo sfondo l'oceano |
| La luce del tramonto si riflette su questa scena |
e ci appare il tramonto proprio lì davanti a noi come se ci stesse aspettando, il sole sta andando a dormire, siamo talmente estasiati dai colori che ne veniamo avvolti, siamo completamente circondati dal colore rosso e arancione che d'improvviso diventa intensamente blu ed in pochissimi attimi tutto è buio.
Sono già quattro anni che torniamo su questa spiaggia per vedere la meraviglia dell'arrivo delle tartarughe che depongono e la schiusa delle uova.
Ogni anno è sempre diverso poichè non si sa esattamente quando arriveranno le tartarughe adulte ma più o meno si sa quando si schiuderanno le uova.
Quando arriviamo nella riserva sappiamo già che assisteremo ad uno spettacolo straordinario che ci viene mostrato gratuitamente e ne saremo anche, in un certo senso, partecipi.
Sono le 6.30 del pomeriggio e il sole è già tramontato da quasi un'ora e noi quattro, gli unici arrivati fin qui, ci facciamo guidare da Giovanni (la nostra guida) che con tanto entusiasmo ci spiega quello che dobbiamo fare.
Questa è una sera molto particolare, Giovanni ci informa che potremo assistere sia all'arrivo che alla schiusa .
Quando ci dirigiamo al grande capanno vediamo che ci sono molti sacchi pieni di terra con un'etichetta.
Sappiamo che dentro i sacchi ci sono le uova delle tartarughe che i guardiani della riserva hanno raccolto per salvarle dai predatori, cani, uccelli ma i più pericolosi sono gli uomini. Ci avrei giurato! Le etichette indicano la presunta data della schiusa.
Alle 7.00 Giovanni da a ciascuno una canasta piena di tartarughine e ci invita ad accompagnare queste piccoline all'oceano, sono nate la mattina alle 5.00 ed è ora di andare ad affrontare la vita.
Ci ringrazia per l'aiuto che stiamo dando alla riserva ma in realtà noi lo consideriamo un gran privilegio partecipare a questo meraviglioso evento.
Quando arriviamo sulla spiaggia completamente buia possiamo farci luce solo con la lampadina del cellulare, Giovanni e Andrea hanno una piccola torcia ciascuno, ma il buio è davvero pesto quindi dobbiamo lasciare che i nostri occhi si abituino a quella oscurità accompagnata dall'unica luce permessa in questo contesto.
Con il mio cellulare riesco a riprendere qualcosa, non è facile in questa oscurità ma noi ci sentiamo felici e ci accorgiamo che non possiamo usufruire come sempre della luce della luna. Di solito la luna è davvero provvidenziale in questi contesti, davvero una utile lampada sia per noi che per le tartarughe adulte e piccoline.
Vorrei trasmettere i rumori, i suoni e i fruscii di quella notte ma posso solo darne l'idea poichè Blogger non mi carica i video e questo mi irrita molto, non riesco quindi a farvi ascoltare le nostre impressione dette lì per lì quando sembriamo dei pazzi esaltati e forse lo siamo davvero ma quanta meraviglia tutta insieme! Ero riuscita a riprendere la tartaruga adulta e tante tartarughine uscire dalla sabbia, pazienza, mi spiace molto però non poterle mostrare.
Abbiamo assistito sia all'arrivo della tartaruga adulta che ha deposto le sue uova.
| La tartaruga arriva alla spiaggia e sceglie il sito per deporre le sue uova |
| La tartaruga depone le uova, un centinaio circa |
Dopo aver deposto le uova la tartaruga le copre con cura con la sabbia e la compatta bene perchè siano protette da eventuali predatori .
| dopo che la tartaruga ha deposto le uova Giovanni le posa in una canasta che porterà al capanno dove saranno successivamente riposte nei sacchi con la sabbia e aspetteranno di schiudersi |
Questa è una precauzione che si usa proprio perchè negli ultimi decenni vengono rubate sempre più spesso le uova di tartaruga e questo provoca un notevole danno alla specie considerando che vi sono anche gli animali predatori che in modo naturale vanno a caccia delle uova e dei piccoli, considerando che sono una specie protetta questa operazione è per salvaguardia.
I rumori, il vento, le nostre voci forse riescono a trasmetter un po' di felicità e vi assicuro che quella sera su quella spiaggia, che nessuno conosce, succedeva qualcosa di grandioso-
C'è dell'altro da fare, cercare i nidi dove le uova si stanno schiudendo, quelle che i guardiano non hanno riposto nei sacchi con la sabbia. Individuare nel buio totale dove la sabbia si muove, è lì che stanno nascendo le piccole tartarughe, sbucando dalla sabbia, e ne troviamo a centinaia, non dobbiamo perderne il conto poichè Giovanni ha con se un registro.
Le aiutiamo ad uscire dalla sabbia dura e bagnata come Giovanni ci ha insegnato, il buio è totale e non possiamo disturbarle con la luce della pila per non disorientarle una volta uscite dal nido.
Pronte si dirigono verso l'oceano.
Tutto ciò ha dell'incredibile, immaginate la spiaggia, il buio e le nostre piccolissime pile, noi alla ricerca delle tartarughine sbucare dalla sabbia e, sotto la guida di Giovanni, aiutarle ad uscire dal profondo buco, riporle nella canasta ed accompagnarle all'oceano.
Riuscite ad immaginare quanta bellezza?
| Tartarughe che escono dalla sabbia |
| dirette verso l'oceano |
| Molte le accompagniamo noi all'oceano |
| Intanto la tartaruga adulta sta tornando all'oceano dove, Giovanni ci spiega, poco distante c'è il suo compagno che l'attende |
Commossi, felici e pieni di gratitudine ce ne torniamo a casa
| Giovanni |
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